Ok, il prezzo è Super

di Dominella Trunfio
Barbara Labate, tra le 100 migliori imprenditrici d'Europa, in tempi di crisi ha avuto un'idea che le ha cambiato la vita: un'app che permette di risparmiare fino a mille euro l'anno.

barbara labate3Oggi è un’imprenditrice di successo ma da qui a dieci anni si immagina sdraiata al sole nella spiaggia di Mortelle, nel comune di Messina, nella sua bella Sicilia. Barbara Labate, ceo e founder di Risparmio super, 38 anni, è tra le 100 migliori imprenditrici d’Europa, una delle quattro italiane protagoniste della tecnologia digitale. Il segreto del suo successo? «Non mollare mai, avere tenacia e soprattutto credere nei propri progetti».
La valigia sempre in mano, «una vita da circense» come la definisce lei stessa, e il peso della responsabilità. «Sicuramente non è tutto rose e fiori come si potrebbe pensare, ogni giorno è una sfida aperta e bisogna fare i conti con la propria capacità di problem solving», ci dice l’imprenditrice messinese.
Nata nel profondo Sud, luogo in cui sogna di tornare, Barbara vive a Milano, ma l’idea di creare una startup è nata in America, durante un Master alla Columbia University. Proprio a New York, infatti, complice una vita da studentessa squattrinata, inizia a pensare a come risparmiare il più possibile.

L’APP CHE VI GUIDA NEGLI ACQUISTI
«Quando si hanno pochi soldi in tasca si tende a fare economia su qualsiasi cosa, soprattutto sul cibo. In America però, non era semplicissimo sapere ad esempio quale fosse il supermercato più conveniente e puntualmente finivo per acquistare prodotti più cari», spiega l’imprenditrice. Ecco quindi l’idea di creare un’applicazione che permettesse di confrontare i prezzi dei prodotti nei vari negozi, in modo tale da sapere l’importo esatto della spesa. Tra il dire e il fare è passato del tempo, anni necessari per studiare le tendenze del mercato e i gusti dei consumatori. «Oggi Risparmio super è una realtà consolidata e sono oltre 500 mila gli italiani che usufruiscono gratuitamente del nostro servizio, riuscendo a risparmiare fino a mille euro l’anno», spiega.

barbara labate2DOMANDA: Come ci si sente a essere tra le 100 imprenditrici digitali d’Europa?
RISPOSTA: Sicuramente è un riconoscimento importante che gratifica il lavoro fatto per far emergere questo progetto tra i tanti. Il segreto credo che stia nell’aver creato un prodotto adatto a tutti, che permette effettivamente di aiutare le famiglie nella propria economia domestica.
D: Tornare in Italia, creare una start up e investire in piena crisi economica, in pochi avrebbero scommesso sul suo successo.
R: Già, invece la crisi economica è stata proprio la chiave di partenza, perché l’idea è nata da una necessità. Erano anni bui per gli italiani che cercavano di risparmiare in ogni modo, abbiamo dato loro uno strumento per farlo puntando anche su un settore che non sarà mai in crisi, quello degli smartphone.
D: Quali sono state le difficoltà iniziali?
R: Sono state tantissime. L’ostacolo più grande che abbiamo dovuto affrontare è stato quello di far capire alla grande distribuzione che la tecnologia non è un nemico. All’inizio infatti, i supermercati non volevano collaborare perché temevano che con la pubblicazione dei prezzi si perdessero una larga fetta di utenti.
D: Poi cos’è cambiato?
R: Che hanno iniziato a capire che essere sul web, indicizzati, è solamente un vantaggio. In tutti questi anni abbiamo fatto un grosso lavoro con le aziende, quasi una sorta di consulenza.
D: E la società italiana come ha risposto a una donna imprenditrice?
R: Se da un lato l’essere donna ha contribuito a far parlare di me e a dare doppia risonanza ai premi vinti, dall’altro non sono mancate le occasioni in cui presentandomi con un collega uomo a incontri di lavoro, di base venivo scambiata per la segretaria e mai per l’amministratore delegato.
D: Com’è la sua vita quotidiana?
R: Una vita frenetica, sempre in viaggio, in continuo movimento.
D: Con una famiglia pensa che riuscirebbe a continuare ad avere gli stessi ritmi?
R: In realtà è una domanda a cui non ho una risposta. Credo che in futuro dovrò rivedere tante cose e fare delle rinunce sul piano lavorativo che saranno ripagate in altro modo. Per adesso la vita che faccio non si concilia molto con la parola famiglia. Però, ho preso con me un riccio, l’unico animale domestico che in questo momento sta al passo con la mia vita.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 26-05-2016 01:00 PM


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