Otto milioni di piccoli fantasmi

di Francesca Amé
È il numero mostruoso di quelli che spariscono nel nulla ogni anno. Nella Giornata Internazionale per i Bambini Scomparsi ricordiamo i casi più conosciuti, ma anche quelli che non hanno nome.

Child's Shoes Provokes OutcryÈ il peggior incubo di ogni genitore: sei fuori con tuo figlio, ti distrai un attimo e non lo vedi più. Sparito, scomparso.
È accaduto questo alla madre e al padre di Ethan Patz, un bimbo di sei anni americano risucchiato nel nulla il 25 maggio del 1979 mentre giocava nel cortile del suo quartiere, a New York. È grazie ai suoi genitori se oggi – 25 maggio – si ricorda in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi. Ethan è stato il primo bambino ad avere la sua foto sui cartoni del latte: un modo pratico ed efficace, in voga negli Anni ’80 in America per diffondere capillarmente la notizia della sua scomparsa.

UN ESERCITO DI PICCOLI FANTASMI
Oggi si usano altri metodi, ci sono call center e pagine web dedicate, ma i numeri da «pandemia» restano, come ha denunciato Telefono Azzurro: ogni anno al mondo spariscono 8 milioni di bambini. Secondo i dati dell’ultimo report diffuso dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, le persone scomparse in Italia tra il primo gennaio 1974 e il 30 giugno 2016 sono 36.902, di cui 8.492 italiani e 28.410 stranieri. Tra questi, i minorenni sono 23.826.

NUMERO UNICO EUROPEO E IL CASO ITALIANO
Secondo i dati relativi al 2016, circa il 40% dei casi denunciati nel nostro Paese è dovuto alla fuga da casa: sono di solito ragazzini dagli 11 ai 17 anni, che si allontanano volontariamente e per motivi legati a discussioni familiari, disagi, problemi scolastici, uso di sostanze. Il 30 % dei bambini scomparsi scappa poi da un istituto in cui era ricoverato mentre una denuncia su dieci riguarda la sottrazione internazionale da parte di uno dei due genitori che, a insaputa e contro il volere dell’altro, porta all’estero il bambino e ne fa perdere le tracce. Esiste un numero unico europeo per i bambini scomparsi, e forse meriterebbe di essere più conosciuto: è il 166.000 ed è coordinato dal Missing Children Europe e in Italia gestito da Telefono Azzurro. È un servizio gratuito, attivo 24 ore su 24, che raccoglie tutte le segnalazioni di scomparsa su scala nazionale, in stretto contatto con la polizia. Oltre all’166-000 un enorme lavoro di comunicazione, sostegno alle indagini, denuncia di scomparsa, raccolta di segnalazioni o testimonianze è fatto in Italia da Chi l’ha visto, la trasmissione di Rai Tre condotta da Federica Sciarelli. Sul sito del programma c’è un ampio database online, e una sezione è dedicata proprio alle denunce di scomparsa di minori.

I CASI PIÙ CELEBRI IN ITALIA
Vi abbiamo trovato molti volti femminili, sguardi che abbiamo imparato a conoscere: gli anni passano e loro rimangono fissati in quella fotografia, un momento felice fermato per sempre.
Come il viso solare, con una fascettina sul capo, che ritraeva la 15enne Emanuela Orlandi sui volantini che ne denunciavano la scomparsa: era il 23 giugno del 1983 e sulla vicenda sono state fatte speculazioni di ogni genere. Tra i bambini tristemente famosi in Italia c’è poi Angela Celentano, scomparsa a tre anni sul Monte Faito mentre era a fare una gita con i genitori e la Comunità Evangelica che frequentavano. Era il 10 agosto del 1996 e le indagini non si sono ancora concluse.
Di Denise Pipitone abbiamo ormai visto ormai tutti i video e le foto disponibili: la tenacia della madre Piera Maggio non è arretrata di un metro da quel primo settembre del 2004 quando, giocando nel cortile di casa di parenti, la piccola, all’epoca di soli quattro anni, scompare da Mazara del Vallo. La sua è una vicenda complicata, cui è seguito un processo con molti indizi e nessuna prova certa sulla fine della bambina.
Enigmatica anche la storia delle gemelline Alessia e Livia Schepp, figlie di una italiana e di uno svizzero poi divorziati: il padre è scappato da Losanna, in Svizzera, ha viaggiato fino in Italia per poi suicidarsi senza lasciare alcun messaggio. La mattina della sua fuga le bambine erano con lui ma da allora, il 30 gennaio del 2011, delle piccole non c’è alcuna traccia.
Piena di mistero la storia di Lucia Palomba, scomparsa a 16 anni a Torre del Greco mentre andava a fare la spesa: l’hanno vista passare per strada in tanti, eppure lei a casa non è mai tornata. Era il giugno del 1966. Una vicenda simile a quella di Alessandra Sandri, bolognese, 11 anni al momento della scomparsa avvenuta davanti a scuola: era l’aprile del ’75 e l’indagine per omicidio è ancora aperta. Inquietante anche la storia di Simona Florida, catanese di 16 anni, inghiottita nel nulla dal settembre nel 1992 e finita, pare, in un giro legato alla magia nera.

LA DENUNCIA DELL’EUROPOL
Ci sono poi bambini e ragazzi scomparsi di cui non conosciamo né il nome né il volto e la cui assenza nessuno si cura di denunciare: sono i minori stranieri. La situazione è peggiorata dopo le ultime ondate migratorie e nei giorni scorsi l’Europol ha lanciato un allarme molto chiaro: sono almeno 10 mila i minori non accompagnati che sono entrati in Europa e di cui si sono perse le tracce. Altissimo il rischio che i minori finiscano nelle maglie della rete criminale internazionale che opera nel traffico di essere umani, nello sfruttamento della manodopera e nella prostituzione. Si sa che in Italia vengono usati per “i lavori sporchi” perché la nostra legge non incrimina i bambini al di sotto dei 14 anni. Associazioni come Save the children da tempo chiedono, inascoltate, una legge di tutela e di protezione dei minori stranieri non accompagnati in modo da organizzare ospitalità, istruzione e reale inserimento dei piccoli migranti nel nostro Paese.

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