Troppe vacanze estive fanno male (ai genitori)

Una mamma di Modena ha lanciato su change.org una petizione per chiedere di rimandare al 30 giugno la chiusura delle scuole primarie. L'iniziativa ha aperto un acceso dibattito.

scuola primariaUna mamma e logopedista di Pavullo, in provincia di Modena, ha pubblicato su change.org una petizione (che ha già raccolto più di 5 mila firme) per chiedere di rimandare la chiusura delle scuole primarie al 30 giugno.

IL CONFRONTO CON GLI ALTRI PAESI EUROPEI
«Come ogni anno, tanti genitori che lavorano si trovano circa al sei giugno (o per chi come tanti ha le elezioni amministrative quest’anno, al 1 giugno) a salutare compagni e insegnanti e trovare soluzioni più o meno creative (e costose) per il proprio/a figliolo/a che frequenta la scuola primaria che chiude i battenti», ha scritto la donna, che ha poi fatto un confronto con gli altri Paesi europei: la Francia chiude soltanto nove settimane, la Germania sei, il Regno Unito sei. Diversamente dall’Italia, che si ferma per 12-13 settimane.

IL SOSTEGNO DEL MOIGE
Secondo quanto riporta da Il Fatto Quotidiano, il Moige, movimento dei genitori, ha sottolineato che un periodo di ‘stop’ così lungo «vanifica gli sforzi d’apprendimento fatti durante l’anno scolastico e ridimensiona fortemente l’impatto dello studio» ed è dunque necessaria una revisione del calendario, per bilanciare i periodi di studio e riposo.

DIBATTITO APERTO
Il ministero dell’Istruzione sembra aver apprezzato l’iniziativa della donna, e adesso il dibattito è aperto. Se molti genitori sembrano favorevoli, i docenti e i sindacati si oppongono. «Mi hanno contattato anche tante insegnanti contrarie scrivendomi che era una proposta ingiusta, che non mette al centro le necessità dei bambini», ha raccontato la donna.

L’INTERVENTO DI CISL SCUOLA
Lena Gissi, di Cisl Scuola, è intervenuta mettendo in evidenza che è importante «stabilire con nettezza il confine tra ciò che può e deve essere definito dalla scuola e ciò che rientra, invece, in una sfera di interventi di natura differente». E ha aggiunto che «non può toccare agli istituti scolastici far fronte da soli, e in modo indifferenziato, a tutte le esigenze che esprimono i ragazzi, le famiglie e l’intera comunità».

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , Data: 24-05-2016 06:55 PM


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