«Gli annunci oggi? Sfilate di moda»

di Enrico Matzeu
«Noi eravamo ragazze della porta accanto, non modelle». Dopo che la Rai ha deciso di rottamare le Signorine Buonasera, Maria Giovanna Elmi ci spiega perché quella figura non è diventata inutile.

elmi2Tutti se la ricordano per il suo viso angelico e i suoi capelli biondi, che le hanno fatto conquistare il sopranome di «fatina» della tivù italiana. È Maria Giovanna Elmi, storica annunciatrice Rai. I più giovani, che non hanno potuto vederla alle prese con i lanci dei programmi di prima serata, la ricorderanno sicuramente mentre si destreggiava con i cocchi sulle spiagge dell’Isola dei Famosi nel 2005.
Oggi che la tivù pubblica ha deciso di fare a meno delle Signorine Buonasera, la Elmi è dispiaciuta, perché pensa soprattutto «a chi non ha Internet e vuole essere guidato tra i canali durante il giorno». Il suo ruolo, infatti, era proprio quello di introdurre le trasmissioni e scandire gli appuntamenti della settimana televisiva. Oggi con l’avvento del web la loro funzione è stata parecchio rivista e delle nuove leve viene valorizzata molto di più l’immagine.

NON SOLO ANNUNCI
Maria Giovanna Elmi, che è entrata in Rai con un casting nel 1968 ha fatto centinaia di annunci, ma è stata anche autrice e conduttrice di moltissimi programmi, tra cui Sereno Variabile, in compagnia di Osvaldo Bevilacqua per quasi dieci anni. È stata anche una grande protagonista del Festival di Sanremo, quando nel 1977 all’apice della sua popolarità ha affiancato Mike Bongiorno sul palco dell’Ariston, mentre l’anno successivo è stata la prima donna a condurlo sola. Oggi la vediamo spesso nei salotti pomeridiani a parlare di attualità e spettacolo, ma i suoi annunci continuano a rimanere il simbolo di una televisione che forse non c’è più, quando le annunciatrici «erano considerate delle amiche, delle ragazze della porta accanto».

Maria Giovanna Elmi con Mike Bongiorno.

Maria Giovanna Elmi con Mike Bongiorno.

DOMANDA: La Rai ha fatto sapere che da giugno spariranno le annunciatrici dalle sue Reti. Cosa ne pensa?
RISPOSTA: È un vero peccato! Ci sono realtà molto diverse nelle case degli italiani e bisogna pensare anche a chi vive magari lontano dalla città, o a chi è costretto a stare in casa per mille motivi e che ha bisogno di un volto amico che lo accompagni tra le reti tivù.
D: Ai giorni nostri però, in cui la programmazione si può trovare facilmente sul web, ha davvero ancora senso quella figura?
R: È un discorso che non sta molto in piedi questo del web: un signore anziano magari preferisce sentirsi raccontare i programmi piuttosto che cercarli su internet: la televisione è vista anche e soprattutto da loro. A differenza dell’America dove circa il 45% delle persone anziane sa navigare, qui in Italia la maggioranza neanche sa di cosa parliamo. I più fortunati hanno i figli, i nipoti che li aiutano con le nuove tecnologie, ma ci sono anche molte persone, purtroppo sole, che infatti continuano a comprare le guide tivù.
D: Quindi esistono ancora?
R: Ma certo! L’altro giorno in edicola ho notato con piacere la nascita di tantissimi nuovi settimanali specializzati proprio nel fornire guide ai canali e nel parlare dei personaggi della televisione.
D: Come è cambiata la figura dell’annunciatrice in questi anni?
R: Sono proprio i cosiddetti «ottimizzatori» che hanno cambiato il ruolo per cui è nata questa professione.
D: In che senso?
R: Se qualcuno parla e ti spiega qualcosa, devi poterlo guardare negli occhi. Ora più che a un annuncio, si assiste a una sfilata di moda: le ragazze sono riprese a figura intera, poi di profilo, poi tra le nuvolette. È un’immagine che distrae! Non si ascolta ciò che dice, ma si notano di più le scarpe o l’abitino e non si segue più il filo del discorso.
D: Che tipo di preparazione ci voleva invece quando ha iniziato lei?
R: Dopo una serie di provini, a quelle che sono passate veniva fatto fare un corso di dizione di tre mesi con la grande attrice Evi Maltagliati e poi una scuola di trucco di 15 giorni. Corsi utilissimi. Infatti ancora oggi quando vado ospite nelle varie trasmissioni mi trucco e mi pettino da sola, non per sfiducia nei confronti dei bravissimi truccatori e parrucchieri delle Reti televisive, ma per la forza dell’abitudine. In fondo chi mi conosce meglio di me stessa?
D: Una volta il pubblico si affezionava molto alle Signorine Buonasera. Come mai questo «legame» si è perso negli anni?
R: Proprio perché le hanno trasformate in modelle, non in ragazze della porta accanto, le amiche acqua e sapone di una vita. Il pubblico ci ha sempre percepite senza alcuna malizia come fossimo state le più care amiche, le fidanzatine della prima cotta, le sorelle maggiori.
D: C’è un ricordo della sua carriera da annunciatrice che le sta particolarmente a cuore?
R: Non dimenticherò mai quando dovendo lavorare il giorno che persi mio padre mi scrissero: «Cosa ti è successo? Sorridevi con le labbra ma i tuoi occhi non sorridevano affatto». Non potevano sapere quello che mi era appena accaduto, prima c’era una forte divisione tra vita privata e quella professionale. Il pubblico è mio complice, lo sento vicino sempre, perché se ricambia il tuo affetto, legge nel tuo sguardo.

Maria Giovanna Elmi sul palco del Festival di Sanremo nel 1977.

Maria Giovanna Elmi sul palco del Festival di Sanremo nel 1977.

D: Lei è stata anche autrice e conduttrice, quale programma le è rimasto nel cuore?
R: Sereno Variabile, che ho condotto per tantissimo tempo assieme a Osvaldo Bevilacqua. Una trasmissione gentile che mi ha permesso di illustrare il mondo in tutte le sue enormi bellezze e contraddizioni.
D: Cosa non approva della tivù di oggi?
R: La volgarità. Trovo sia inutile, non per falso bigottismo, ma è di sicuro la via più semplice. Invece di spremersi le meningi, spesso nello spettacolo ci si ricorre con tanta facilità, per sopperire a quella mancanza di creatività che quando è stata ben diretta e utilizzata, ha permesso a noi italiani conquiste impensabili.
D: Il ruolo della donna in tivù è cambiato molto in questi anni. In meglio o in peggio?
R: Dipende dalla donna. Direi in meglio se osserviamo la mitica Simona Ventura che partecipando all’ultima Isola dei Famosi ha nobilitato la figura di noi naufraghi, donandosi interamente e senza mediazioni. L’ho trovata meravigliosa, ma lei è davvero una conduttrice impeccabile. Io partecipai all’Isola perché a condurla c’era lei, altrimenti non so se sarei mai partita.
D: E in peggio?
R: Penso allo sdoganamento di certe figure, che sono davvero un cattivo esempio, ma il lassismo è generale, non è solo demerito della tivù.

Maria Giovanna Elmi sull'Isola dei Famosi nel 2005.

Maria Giovanna Elmi sull’Isola dei Famosi nel 2005.

D: Cosa fa oggi Maria Giovanna Elmi?
R: A settembre è stato dato alle stampe un libro, Bellezza (Frame Edizioni), che ho scritto assieme alla giornalista Francesca Schenetti e che proprio in questi giorni stiamo presentando a New York. Sta andando davvero bene e ne sono felicissima, ne hanno parlato tutti i periodici e quotidiani nazionali con recensioni lusinghiere.
D: E cosa ci troviamo dentro?
R: Questo successo editoriale che mi piace definire un’antologia, oltre che una fitta raccolta d’interviste, si presenta suddiviso in due sezioni. Nella prima parte personaggi noti, intellettuali, uomini di cultura come Piero Angela, Vittorio Sgarbi, Alessandro Meluzzi, Nino Marazzita, Antonella Boralevi, Osvaldo Bevilacqua, Matilde Amorosi e altri, raccontano della ‘loro bellezza’ da una prospettiva precisa e inusuale. Nella seconda artisti, showgirl, registi e sceneggiatori vengono invece intervistati sul significato di bellezza correlato all’ambito lavorativo. Qui si possono leggere i pensieri di Mara Venier, Renzo Arbore, Nicoletta Orsomando, Rosanna Vaudetti, Gabriella Farinon, Peppi Franzelin, Alda D’Eusanio e tantissimi altri amici e amiche. È davvero un trattato insolito e inedito scritto con semplicità, ma con grande dedizione e cuore.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 24-05-2016 02:21 PM


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