Coraggiosa come Boris

Nel 1979 la mafia uccideva con sette colpi di pistola Giuliano, vicequestore della Squadra Mobile di Palermo. Ecco chi è Ines Leotta, la donna che gli stette accanto fino alla fine.
Ines Leotta, foto da Fondazione Progetto Legalità - Paolo Borsellino.

Ines Leotta, foto da Fondazione Progetto Legalità – Paolo Borsellino.

Il 23 e il 24 maggio va in onda la miniserie diretta da Ricky Tognazzi e ispirata alla storia di Boris Giuliano, vice questore Capo della Squadra Mobile di Palermo ucciso il 21 luglio 1979 con sette colpi di pistola da Leoluca Bagarella, sanguinario criminale legato a Cosa Nostra. A interpretare il poliziotto, Adriano Giannini, affiancato da Nicole Grimaudo, nei panni della moglie Ines Leotta.

Boris Giuliano

Boris Giuliano

INES, DONNA FORTE E CORAGGIOSA
Una donna che disse ‘sì’ e accompagnò il marito nelle sue scelte, sostenendolo nella volontà di combattere caparbiamente per la legalità. A Palermo. Negli anni in cui la criminalità organizzata si mostrava sempre più spietata. «Una persona dal coraggio straordinario che ha deciso di vivere con un uomo disposto a tutto, pur di combattere la mafia. Per interpretarne la potenza ho messo insieme, dentro di me, le tante donne che fanno scelte così radicali». Con queste parole la Grimaudo ha raccontato Ines, della quale ha vestito i panni nella fiction.

LA DEDIZIONE AL LAVORO
Una donna che ancora, a distanza di quasi 30 anni, continua a raccontare la storia di suo marito, un uomo che amava profondamente il suo mestiere, che portava avanti con forza e convinzione. «Era un uomo dello Stato. Credeva fosse giusto fare tutto ciò che era possibile. Spesso, andava anche oltre. Era estremamente coraggioso», ha affermato la Leotta in un’intervista alla Fondazione Progetto Legalità – Paolo Borsellino. E ha aggiunto: «Era convinto che si dovesse lavorare così e non credeva di fare niente di eccezionale. Tutta la storia di questa città (Palermo, ndr), avrebbe potuto essere diversa se tutti avessero fatto il proprio dovere».

«UN PADRE STRAORDINARIO»
Una persona, Giuliano, nelle parole della moglie, seria e impeccabile sul lavoro, ma anche capace di ‘staccare’ e di fare il suo dovere di marito e padre «straordinario». «Quelle poche ore che trascorreva a casa, cercava di mettere da parte gli impegni e i pensieri. Era spiritoso, allegro, scherzava. Cercava di evidenziare l’aspetto comico delle cose e sapeva ridere, anche di se stesso», continua Ines nell’intervista.

L’IMPORTANZA DEL RICORDO
Senza dimenticare di sottolineare l’importanza del ricordo, l’utilità e la forza della memoria. «Trovo che Palermo abbia fatto alcuni passi in avanti. Certo, ci sono associazioni, dei movimenti, che una volta non c’erano. Però la maggioranza delle persone continua a rimanere indifferente. Non c’è una rivolta morale generalizzata. C’è ancora troppa gente che asseconda e trae profitto dalla mafia».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 23-05-2016 02:05 PM


Una risposta a “Coraggiosa come Boris”

  1. Maria Elisabetta scrive:

    Ci sono uomini che combattono l’illegalità, con sani principi, senso civico ma purtroppo , all’interno dello Stato, ancora esiste la mafia. Debellarla non sarà facile in quanto l’80% dei ns politici sono dei corrotti. Continueranno a morire grandi figure e noi continueremo a
    guardare, a parlare e discutere…….dovremmo imparare a
    ^ denunciare ^,anche fosse nostro padre !

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