Un secolo d'emancipazione

In occasione dei 90 anni della statistica nazionale, l'Istat ha voluto ripercorrere la storia dell'Italia attraverso le lotte sociali di quattro donne. Ecco le loro storie.

Proteste-femministe-anni-70La statistica nazionale compie 90 anni. Per festeggiarla, l’Istat ha ricostruito un secolo della storia d’Italia. Tutto attraverso le vicende di quattro donne. Da Maria, nata nel 1926, sino alla bisnipote Giulia venuta al mondo nel 2015. Una scelta non casuale da parte dell’Istituto nazionale di statistica, che ha identificato il ’900 come un secolo di emancipazione femminile.

LA RICOSTRUZIONE
Si parte allora dal 1926. Da quella generazione che ha vissuto il fascismo e la Seconda guerra mondiale. Una generazione che si stava faticosamente risollevando dalla Grande guerra. È questo l’anno in cui è nata Maria, un’epoca dove l’aspettativa di vita per le donne era di 52 anni e la mortalità infantile del 12,6%. Maria è nata in un tempo fatto di grandi e repentini cambiamenti. Il mondo agricolo stava lasciando il passo all’industria e il Nord stava per conoscere le prime migrazioni da parte degli abitanti del Meridione rimasti senza lavoro.

LOTTE SOCIALI
Quando nel 1952 nasce Anna (figlia di Maria) il mondo è molto cambiato. C’è la tivù e le donne possono finalmente votare. Cè anche il boom industriale con la Fiat e la speranza di vita è salita a 67,9 anni, mentre la mortalità infantile è scesa al 6,3%. Sono gli anni della lotta tra classi sociali e delle proteste studenteschi esplose nel 1968. Sono anche anni che vedono i ragazzi protagonisti. Quelli nati tra il 1946 e il 1955, educati da genitori che hanno vissuto fascismo e guerra e che ora si devono confrontare con un mondo sempre più tecnologico. Ma dopo gli anni della contestazione e del boom economico, l’Italia piomba nella crisi petrolifera, e quindi nella recessione del 1970. Inflazione e disoccupazione deprimono il Paese che continua nelle sue lotte sociali come quelle sul divorzio, aborto e sul nuovo diritto di famiglia.

IDENTITÀ PERDUTE
Quando nel 1976 nasce Francesca, figlia di Anna, la speranza di vita è di 76 anni per le donne. Negli Anni ’80, quelli vissuti dalla nipote si Maria, i giovani si ritirano dai movimenti collettivi e prevalgono le scelte individuali. Le tappe familiari, così come l’ingresso nel mondo del lavoro,vengono posticipate. Ecco che i nati tra il 1966 e il 1980, come Francesca, sono i primi a non trovarsi nella condizione di migliorare la propria posizione sociale rispetto a quella dei genitori. Si tratta di un peggioramento delle opportunità di riuscita sociale e occupazionale.

A CAVALLO TRA DUE SECOLI
I nati tra il 1981 e il 1995 sono invece i giovani dell’euro e della cittadinanza europea. Ma a oggi sono anche quelli che stanno pagando di più il prezzo della crisi del nuovo millennio. Nel 2015 solo il 39% dei giovani è occupato, contro il 50% del 1993. Il 44,6% entra nel mondo del lavoro con un contratto atipico. Sono ragazzi qualificati, anche troppo per il posto che trovano.

I MILLENNIALS
Infine ci sono loro, i cosiddetti Millennials. Sono le generazioni nate nell’era del digitale. Proprio come Giulia, la figlia di Francesca venuta al mondo nel 2015. Questi ragazzi nati negli anni 2000 sono sempre connessi alla rete e affrontano la nuova Italia, quella della crisi e dei costanti flussi migratori, con la speranza di un futuro migliore. Per loro l’aspettativa di vita è arrivata a quasi 85 anni.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 20-05-2016 03:40 PM


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