L'intervista

«Gay, vi sposo io se Marchini non lo fa»

di Matteo Innocenti
A tu per tu con Roberta Beta, l'ex gieffina candidata al consiglio comunale a Roma. Per lei la viabilità è il primo problema da risolvere. «Raggi e Meloni? Non mi piacciono».

roberta beta roma popolareDal Grande Fratello alla grande promessa di impegnarsi per Capitale, dove vive da anni. Roberta Beta, concorrente della prima edizione del reality show, si è candidata alle comunali in una lista civica, Roma Popolare, che appoggia Alfio Marchini: «Ho scelto questa città e la amo, mi emoziona ogni giorno e non ne potevo più di vederla deturpata». Il primo nodo da risolvere, racconta a LetteraDonna, è la viabilità. E, anche se Roma Popolare è di centro-destra, più che la direzione politica conta l’impegno che ognuno mette al servizio dei cittadini: «Vado alle elezioni come Roberta Beta e potevo solo immedesimarmi in una lista con un simbolo nato adesso. Sono vergine e la mia verginità politica voglio perderla come dico io e non secondo i criteri di qualcun altro».

DOMANDA: Perché ha scelto di mettersi in gioco in politica?
RISPOSTA: Sono nata a Roma, dove vivo adesso dopo essere cresciuta a Milano. È la città più bella del mondo ma è troppo sporca, rivoltante in certe zone. Mi è stato chiesto di candidarmi con la lista civica Roma Popolare e mi sono detta che impegnandomi per la mia città avrei fatto il mio dovere di romana e italiana.
D: È stata la prima volta che le hanno proposto di candidarsi?
R: La politica mi ha fatto la corte a lungo ma avevo sempre detto di no. Ma a tutto c’è un limite: vorrei impegnarmi per non vedere più le auto nel centro storico, soprattutto quelle parcheggiate senza ritegno. La situazione è da Terzo Mondo. Ogni auto posteggiata male ferisce Roma. Serve una squadra tecnica che studi soluzioni per la mobilità e soprattutto ci vogliono regole da rispettare.
D: Ha già qualche idea?
R: Incoraggiare l’uso delle auto elettriche, usare il car sharing e fare in modo che la metro funzioni. Visto che mancano i soldi per costruire, cerchiamo almeno di sfruttare bene ciò che abbiamo. E non lamentiamoci sempre: abiti in centro storico e non hai il posto auto? Renditi conto di quanto sei privilegiato e vai in bici.
D: Allora non la pensa come Simona Tagli, che a Milano è contro le piste ciclabili.
R: Al contrario. Le piste ciclabili consentono di spostarsi in bicicletta, il che vuol dire fare attività fisica e non inquinare. Milano ne ha bisogno, lì lo smog è un problema molto serio. Almeno a Roma siamo vicini al mare e c’è più vento…
D: Pensa che le abbiano chiesto di candidarsi perché è un volto noto?
R: Non credo. Grazie al fatto di essere un noto ho conosciuto molte persone. Ma penso che a conquistare le persone sia il mio piglio, il modo di dire le cose.
marchini betaD: Alfio Marchini è davvero l’uomo giusto per Roma?
R: Lo vorrei vedere come sindaco perché è fuori dagli schemi politici. Sulle unioni civili ha fatto un autogol clamoroso e non la penso come lui, ma almeno ha dimostrato coerenza e coraggio. Non si può tacciare di omofobia una persona che ha una sua idea. Marchini non celebrerà matrimoni gay? Lo farà Roberta Beta, nessun problema. Come le unioni omosessuali vanno rispettate, rispettiamo anche le idee del candidato sindaco.
D: A proposito, lei ha detto che non parteciperà al Gay Pride dell’11 giugno. Perché?
R: Non mi piacciono gli assembramenti di persone e le manifestazioni che diventano carnevalate. Il gay Pride non rappresenta molte persone omosessuali che conosco. Non serve sculettare a petto nudo su un carro per rivendicare i proprio diritti. Comunque, il 28 maggio sarò presente di sicuro all’inaugurazione di Gay Street.
D: Lei appoggia Marchini. Ma non le piacerebbe vedere una donna al Campidoglio?
R: Credo nelle donne, ma quelle che ci sono non mi ispirano. Non sono femminista a tutti i costi e non ci sono candidate con la bacchetta magica.
D: Di Virginia Raggi che ne pensa?
R: Non nascondiamoci dietro al suo politically correct. Nel M5s, mi verrebbe da dire, il più pulito ha la rogna. Pensiamo allo scandalo-Pizzarotti: i grillini non sono garanzia di onestà, sono solo più ‘popolari’.
D: E di Giorgia Meloni?
R: L’abbiamo già vista all’opera, così come Matteo Salvini e Roberto Giachetti. Quanto alle parole di Guido Bertolaso, lui non la voleva relegare ai fornelli come angelo del focolare. Ha solo riflettuto sul fatto che sarebbe stato difficile conciliare il ruolo di sindaco e quello di madre. A me la Meloni non piace semplicemente perché fa parte di una logica politica in cui non mi riconosco.
D: E in quale politica si riconosce?
R: Io sono la persona più democratica la mondo. Sono per le persone. Ma anche per le regole e il rispetto. Sono cose di destra? Credo che siano valori che anche una persona di sinistra dovrebbe condividere, se di buon senso. Infatti io non considero Roma Popolare di centro-destra, ma di centro: in medio stati virtus.
D: Si sente già di promettere qualcosa ai romani?
R: Ci hanno messo così tanto a rovinare questa città che pensare di risolvere tutto e subito è da pazzi. Non voglio fare promesse, se non quelle dell’onesta e dello spirito di servizio. Ho la competenza della correttezza e ho voglia di prepararmi: ma ho bisogno dei voti dei cittadini.
D: A proposito di voti, lei ne prese più di Pietro Taricone e fu eliminata dal Grande Fratello.
R: Ho già capito dove vuole arrivare. Speriamo di continuare a ricevere più voti! Io dico: se volete votatemi, se non lo fate peggio per voi. Ma andate alle urne, perché è un diritto. Posso aggiungere una cosa?
D: Prego.
R: Marco Pannella ha fatto molto affinché tutti noi avessimo più diritti ed è per questo che lo vorrei ricordare. Era un uomo libero che ha dato tanto per la democrazia. Non l’ho conosciuto personalmente, ma si vedeva che era una persona buona.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 20-05-2016 02:37 PM


Lascia un Commento

*