La vedova nera dell'Isis

Lo stato islamico afferma di aver giustiziato una spia russa accusandola, tra le altre cose, di aver ucciso quattro dei suoi mariti. Ma per ora il governo di Mosca non commenta.

Elvira-karaevaSi chiamava Elvira Karaeva, aveva 28 anni ed era una spia russa. O, almeno, così la pensano i membri dell’Isis che l’hanno giustiziata. Non solo perché, a loro dire, era in stretto contatto con i servizi segreti di Mosca, ma anche perché nel corso di quattro lunghi anni trascorsi sotto copertura avrebbe ucciso, uno a uno, i quattro membri di Daesh che aveva sposato.

QUATTRO MARITI UCCISI?
Nessuna conferma da Mosca sull’identità della donna né sulla veridicità di quanto trapelato. Anche perché la fonte principale è un blog dell’Isis in lingua russa, che definisce la donna come «apostata» e «vedova nera». Il suo primo marito Aslanbek Saraliyev è morto durante una passeggiata nei boschi in sua compagnia; il secondo, Adam Shakhbiev, è stato ucciso dentro un taxi insieme ai suoi fratelli. Il terzo consorte, Arthur Amriev, è scomparso. Il quarto infine, tale Abu Muslim, sarebbe morto per avvelenamento.

LA TALPA
Elvira Karaeva avrebbe operato nell’area del Caucaso, fornendo ai servizi segreti russi numerose informazioni sensibili, dalle identità dei terroristi agli armamenti, fino alla dislocazione delle basi militari e dei campi di addestramento. Mariti a parte, l’Isis attribuisce a Elvira l’assassinio di altri due uomini e una donna. Scoperta, sarebbe stata costretta a confessare per poi essere giustiziata.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 19-05-2016 05:06 PM


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