Prima ti sposo, poi ti conosco

Salire all'altare senza sapere nulla l'uno dell'altro. Succede nel dating show Matrimonio a prima vista, in onda su Sky Uno HD. Le coppie vengono stabilite da un team di psicologi e sociologi. Funzionerà?

matrimonioAltro che colpo di fulmine. Neanche il tempo di salutarsi ed è già tempo di dirsi all’altare. Funziona così Matrimonio a prima vista, il nuovo dating show in onda su Sky Uno HD a partire da giovedì 19 maggio. Basato sul format Married at First Sight, vede tre coppie unirsi nel sacro vincolo del matrimonio affidandosi unicamente al giudizio (speriamo oculato) di uno psicologo, una sessuologa e un sociologo. Senza che i due coniugi sappiano alcunché l’uno dell’altro. Finzione televisiva, direte voi. E invece no: perché questo matrimonio (civile) tra perfetti sconosciuti ha valore legale. E solo un vero divorzio può rimediare a un’unione male assortita.

I TRE DEMIURGHI
Perplessi? Non siete i soli. Ma gli autori del programma si difendono: in fondo non è poi così diverso da quanto accadeva quando i matrimoni combinati andavano per la maggiore. E se i vecchi sensali davano vita a patti coniugali capaci di resistere alla prova del tempo, potrebbero riuscirci anche Mario Abis, Nada Loffredi e Gerry Grassi, che dalla loro hanno in più un bagaglio di conoscenze psico-sessuo-sociologiche da applicare alla imprevedibile scienza dell’amore.

AMORE MEDIATO
In fondo, non c’è da stupirsi. Non troppo, almeno. Secondo Abis, il sociologo, tra i giovani «c’è grande domanda di affettività [...]. Viviamo nell’era dei social network: c’è già un aspetto artificiale nella costruzione dei rapporti». Come dargli torto? D’altra parte, l’obiettivo di app come Tinder è quello di far conoscere persone interessate a una botta e via, almeno sulla carta. Altri studi, però, sostengono che ai millennials non dispiacerebbe trovare il vero amore online, invece che una sola notte di sesso. Sembra, piuttosto, che le persone abbiano perso il ‘libretto di istruzioni’ e per questo preferiscono affidarsi alla mediazione di terzi. Che si tratti di un software o di persone in carne e ossa: «Quasi tutte le persone selezionate all’inizio, quando hanno saputo che avrebbero dovuto sposare uno sconosciuto non si sono tirate indietro. Ci aspettavamo un effetto choc, invece su 100 in 60 hanno accettato la condizione», continua Abis.

UNICA VIA D’USCITA: IL DIVORZIO
Ciò detto, rimane il fatto che in Italia, in pieno 2016, ben sei persone si sono sposate al buio. Ora bisogna capire se le loro relazioni sono destinate a durare. Per questo le otto puntate di Matrimonio a prima vista seguono le coppie anche nei mesi successivi allo sposalizio: dal viaggio di nozze alla convivenza. Poi, dopo cinque settimane, un primo bilancio e il primo bivio: continuare o divorziare? Solo allora capiremo se la scienza ha davvero scoperto i segreti dell’amore perfetto.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 19-05-2016 01:16 PM


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