In Iran le modelle senza velo vanno in prigione

L'operazione Ragno 2 ha portato all'arresto di alcune indossatrici e alla segnalazione di altre 170 persone. L'accusa del procuratore è chiara: «Atti anti-islamici punibili per legge».

elham arabQuando quelle foto sono finite su Instagram la polizia non ci ha pensato due volte a trarre in arresto otto modelle segnalandone altre 170. L’accusa? Atti anti-islamici. È accaduto in Iran dove Elham Arab, nota nel Paese per le sue immagini in abito da sposa, è stata trascinata davanti al procuratore Abbas Jafari Dowlatabadi per aver posato senza velo e aver postato le immagini su Instagram (unico social che, al contrario di Facebook, YouTube e Twitter), non è proibito in Iran.

OPERAZIONE RAGNO 2
L’arresto delle donne è stato annunciato in diretta tivù dal procuratore Javad Babaei. Nel corso della trasmissione, il tutore della legge ha parlato di evidenti «minacce alla moralità e alla famiglia rappresentate dai social media». Babaei ha inoltre sostenuto che il 20% delle foto postate su Instagram hanno lo scopo di diffondere «una cultura non islamica immorale e promiscua». L’operazione, chiamata in codice Ragno 2, è iniziata nel 2014 e ha portato alla segnalazione di quasi 200 persone. Di queste, 29 (escluse quelle arrestate) hanno ricevuto un avviso di garanzia: «Quelle che hanno cambiato comportamento non sono state perseguite», ha sottolineato il procuratore.

LE SCUSE
Ed ecco che, sempre durate la trasmissione domenicale, una delle più seguite in Iran, Elham Arab ha chiesto scusa. Non solo, la donna ha invitato gli iraniani a non seguire il suo esempio: «Tutti amano la bellezza e il successo. Vogliamo essere visti ma è importante sapere il prezzo che pagherai per questo». La ragazza ha anche dovuto dire quando guadagna al mese, circa 3 mila euro al mese, facendo il mea culpa dato che in Iran un salario medio in Iran è di cica 190 euro.

«INSTAGRAM È IL NEMICO»
Secondo la stampa locale, l’obiettivo del Governo iraniano sarebbe quello di «colpire Instagram» rendendolo illegale alla stregua degli altri social network. Le persone fermate hanno così visto sparire i loro account. Il tutto si deve leggere come l’ultima di una serie di azioni volte a limitare Internet nel Paese. Soltanto il 40% degli 80 milioni di cittadini ha accesso alla Rete che comunque è sottoposta a dure censure.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 17-05-2016 11:48 AM


Lascia un Commento

*