Un'altra Mussolini per Roma

di Giovanna Pavesi
Una laurea in Sociologia, un cognome difficile e un carattere opposto a quello della sorella Alessandra, che sfiderà alle elezioni del 5 giugno. Il debutto politico di Rachele con Giorgia Meloni.

27.6.14 Roma. Casa di Rachele Mussolini. Rachele Mussolini.Porta lo stesso nome della nonna paterna, un nome biblico, che appartiene al libro della Genesi. Rachele in ebraico significa «mite». Il cognome invece è roboante, riporta alla mente anni cupi, probabilmente il ventennio più inquietante dell’epoca contemporanea. Rachele Mussolini, capelli corti, occhi chiari e un viso dai contorni aggraziati, figlia di Romano Mussolini e di Carla Maria Puccini, ha 42 anni, due figlie, è laureata in Sociologia.
Nipote diretta del Duce, ha un approccio alla vita pubblica che la distingue nettamente dalla sorella Alessandra (candidata come capolista con Alfio Marchini, ndr). Sobria, dal carattere riservato, Rachele non urla mai. Almeno non in pubblico. Nessuna delle due, però, rinnega le proprie origini familiari, nonostante quel cognome.
Rachele e Alessandra Mussolini sono diverse e, in questo caso, avversarie.
Da sempre osservatrice della politica da dietro le quinte, oggi, la più giovane tra le sorelle, ha scelto di debuttare in politica candidandosi con Giorgia Meloni (leader di Fratelli d’Italia, ndr) alle amministrative di Roma.

DOMANDA: Questa è la sua prima esperienza politica in prima linea. Perché ha scelto proprio Giorgia Meloni per il suo debutto?
RISPOSTA: La stimo come donna e come politico. Mi rispecchio nei suoi ideali e condivido le sue battaglie, perché credo sia l’unica persona in campo capace davvero di fare qualcosa di concreto per Roma. Nonostante abbia solo 42 anni.
D: Lei è laureata in Sociologia. Qual è stato il suo percorso nel mondo del lavoro prima della politica?
R: Come molti della mia generazione ho dovuto reinventarmi, dopo aver subito lo choc del licenziamento. Infatti poi, pur di lavorare, ho accettato un contratto part-time presso un’agenzia privata.
D: Alessandra Mussolini (candidata come capolista con Alfio Marchini, ndr) è in campo da molti anni, mentre il suo percorso è appena iniziato. Sua sorella è una figura sicuramente carismatica: teme questo confronto, anche se a distanza?
R: Non capisco la ricerca costante del paragone tra me e mia sorella Alessandra. In queste elezioni saremo avversarie ma è pur sempre mia sorella.
D: Cosa ha imparato da sua sorella, in questi anni?
R: Le posso dire cosa ho imparato da mia madre, che è sempre stata il punto di riferimento della mia vita? Essere donna vuol dire, a volte, rinunciare a un lavoro che ti soddisfa per amore della famiglia, proprio come ha fatto lei.
D: Giorgia Meloni ha dichiarato: «Voglio candidare Rachele come persona, non il suo cognome. È la mamma di due bambini, una professionista, laureata che lavora part-time. Una delle tante ragazze in Italia che non hanno un lavoro all’altezza della loro formazione. Penso che il suo cognome non possa essere né un vantaggio, ma neanche uno svantaggio». Lei, invece, ritiene che il cognome che porta potrà darle vantaggi o svantaggi particolari?
R: Non lo nego: il mio cognome, in alcune circostanze, è stato per me causa di discriminazioni a priori e ho avuto più di qualche problema. Spero però che la mia candidatura alle comunali di Roma sia anche un modo per riscattarmi da quanti hanno preferito giudicarmi senza conoscermi.
D: Cosa la differenzia da Alessandra?
R: Il carattere. Mi ritengo una persona tendenzialmente molto riservata, sensibile e riflessiva ed è per questo forse che ho deciso solo ora di entrare in politica.
D: In una recente intervista al Corriere della Sera, ha affermato di portare con grande orgoglio il cognome che la lega a un capitolo della storia d’Italia non certamente marginale. Si sente più orgogliosa di essere nipote del Duce o del fatto di portare il nome di sua nonna Rachele?
R: Sono orgogliosa di essere figlia di Romano. Era un uomo buono, gentile e sempre disponibile, ed è stato anche un grande pianista che mi ha trasmesso l’amore per il jazz.
D: Chi è per lei Rachele Guidi?
R: Sicuramente mia nonna Rachele è un altro dei capisaldi della mia vita. Un esempio da seguire, un’altra donna forte della mia famiglia che ha saputo affrontare con dignità e coraggio il dolore della morte di due figli e di suo marito. Una donna che ha fatto della famiglia la sua stella polare.
D: Ha scritto una biografia su Donna Rachele. Da donna, cosa pensa del rapporto, sicuramente tormentato, tra i suoi nonni, ma soprattutto tra Benito e le sue amanti?
R: Nonostante mio nonno avesse un debole per il gentil sesso, mia nonna ha pensato sempre e solo a tenere unita la sua famiglia con amore.
D: Roma è, tra le tante, una città martire del nazi-fascismo. Se Giorgia Meloni dovesse diventare sindaco, una presenza come la sua, ad esempio ad una commemorazione, potrebbe creare qualche contrasto?
R: Credo che dopo più di 70 anni ci debba essere conciliazione. Io e Giorgia Meloni siamo quasi coetanee, apparteniamo a un’altra generazione: credo che le colpe di un padre e di un nonno non debbano ricadere sui figli.
D: Tra i candidati della Lista civica «Con Giorgia Meloni Sindaco» spicca Liana Gigliozzi, figlia di Romolo Gigliozzi, ucciso alle Fosse Ardeatine dopo il rastrellamento di via Rasella. Direbbe anche alla signora Gigliozzi di essere fiera di chiamarsi Mussolini?
R: Ci siamo incontrate, salutate e strette la mano in segno di conciliazione, con l’obiettivo comune di impegnarci e fare bene per la nostra Roma. È una brava donna, le faccio un grande in bocca al lupo.
D: Da componente di lista, secondo lei, di che cosa ha più bisogno la Capitale?
R: Roma ha bisogno di una figura di esperienza, di polso e carismatica come Giorgia, che prenda in mano la situazione e ponga rimedio ai problemi della Capitale. Certo, non credo sarà un percorso facile e realizzabile in tempi brevi, vista la sedimentazione che delle problematiche si è avuta nel tempo.
D: Lei come ha intenzione di impegnarsi? C’è un campo, in particolare, dove si sente maggiormente utile alla causa della sua città?
R: Metterò a disposizione di Roma le mie competenze e la mia passione. Decoro urbano, sicurezza e riqualificazione delle periferie: sono questi i temi sui quali sto concentrando la mia attenzione alla ricerca di soluzioni.
D: C’è un politico da cui trae ispirazione?
R: Sì, provo grande ammirazione e stima per il Senatore Franco Servello (esponente di spicco dell’MSI, ndr), con il quale ho mosso i miei primi passi in politica.
D: Esclusa Giorgia Meloni, qual è il candidato sindaco che stima maggiormente?
R: Sono tutti candidati di alto profilo. Ma credo che nessuno di loro, a parte Giorgia, sia all’altezza di questa difficile sfida.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 16-05-2016 05:35 PM


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