Le scuse di 'non amore' uccidono

di Giulia Mengolini
Le maltrattano, le picchiano, poi si scusano e dicono di amarle. No te mueras por mì è il libro che raccoglie le lettere pentite degli uomini violenti. Che poi, però, uccidono.

perùIn Perù la violenza contro le donne è in aumento. Negli ultimi quattro anni, 482 donne sono state assassinate dai loro partner. Un numero terrificante che ha sommato centinaia di volte lo stesso identico schema: lui la maltratta, la picchia, la offende, magari la violenta. Poi chiede scusa. Parole di pentimento, che riuscivano a dissuadere le loro compagne o mogli a non denunciarli, pronunciate o scritte su biglietti d’amore. D’amore?

LE SCUSE RACCOLTE IN UN LIBRO
Venticinque di queste lettere di scuse, dichiarazioni inconsapevoli di un sentimento malato, sono state raccolte nel libro No te mueras por mì dalla ong peruviana Vida Mujer.
«Ho bisogno che tu mi perdoni e che cerchiamo di dimenticare tutto quello che è successo. Giuro che non accadrà più. Tu sei l’amore della mia vita. Ti amo». Una manciata di parole scritte a mano su un foglio sono bastate a Rachel per convincersi a non denunciare le violenze che il suo partner le ha fatto scontare. Cinque settimane dopo, è stata picchiata di nuovo Questa volta a morte.
«Siamo stati tanti anni insieme e sai che ti amo. Tu sei la mia regina, non lo sarà nessun’altra, tu sei la mia donna, nessun’altra! Per favore, pensaci: se vuoi ti posso dimostrare che sono cambiato. Te lo giuro. Ti amo! Perdonami! Perdonami, Giancarlo, quello che più ti ama al mondo», si firma un altro uomo.
Tutti vogliono cambiare, tutti le supplicano di dimenticare: «Amore mio, ho fatto una cazzata, ho mentito e io non ho pensato a quello che poteva succedere. Non voglio che questo intacchi la nostra fiducia reciproca (…) Ora ho bisogno di essere perdonato e dimenticare tutto quello che è successo».

«NON ASPETTARE DI FARE LA LORO FINE»
Girando il libro al contrario, c’è l’epilogo di ognuna di queste storie di non amore. «Cinque settimane dopo avere letto questo messaggio, Rachel ha esalato il suo ultimo respiro. Oggi è seppellita nel cimitero di Villa Maria del Triunfo». Il messaggio di  No te mueras por mì dovrebbe essere colto da tutte le donne che anche solo una volta hanno subìto violenza, in Perù o in ogni altra parte del mondo: «Se ti identifichi con queste donne, non aspettare di finire come loro».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , Data: 13-05-2016 02:21 PM


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