«I social network, armi letali»

di Giulia Mengolini
Una 19enne francese si è suicidata in diretta su Periscope dopo aver confessato uno stupro le cui foto erano state diffuse, forse dall'ex, su Snapchat. La sociologa Chiara Saraceno: «Una vendetta con la stessa arma: la spettacolarizzazione».

>>>ANSA/ FRANCIA: FILMA IL SUO SUICIDIO IN DIRETTA SU PERISCOPEVoci, urla, un uomo che grida «è saltata giù in diretta».
Questa è la storia di una ragazza irreversibilmente ferita dalla vita. Talmente ferita che ha deciso di togliersela nel modo più scioccante possibile: in diretta, davanti ai suoi spettatori.
«Sono arrivata al punto di non aver più voglia di niente. Nulla che mi faccia piacere o mi dia la voglia di alzarmi al mattino», diceva Oceane, 19enne della banlieue di Parigi , quando collegata sul suo canale Periscope, la app di Twitter che impazza tra i più giovani, ha deciso di uccidersi e si è buttata sotto un treno. In centinaia, nel frattempo, seguivano sgomenti quei tragici momenti, seguiti dall’arrivo, vano, dei soccorritori. La giustizia francese ha aperto un’indagine dopo i tragici fatti avvenuti alle 16.29 di ieri.
Secondo le prime ricostruzioni Oceane si è buttata lungo i binari della linea ferroviaria suburbana RER C qualche minuto dopo aver inviato un sms a un amico per avvertirlo della sua scelta di farla finita. In una serie di video postati prima di passare all’atto, la ragazza parlava seduta sul divano rosso di casa sua. Annunciando che si stava apprestando a «commettere qualcosa».
«Il live», aveva detto ai suoi spettatori, «non ha lo scopo di far parlare di me, è l’unico modo per far passare il messaggio che voglio far passare (…) Spero che verrà ascoltato, trasmesso, che le persone che conosco lo capiscano». E ancora: «Ciò che accadrà rischia di essere molto scioccante. Se ci sono dei minorenni, non devono restare». Secondo la stampa francese, in un altro dei filmati postati prima del suicidio, la ragazza diceva di essere vittima di uno stupro, dando anche il nome del presunto aggressore, secondo alcuni il suo ex-fidanzato. Che avrebbe diffuso le foto su Snapchat.

LA SPETTACOLARIZZAZIONE PER VENDETTA?
«Si tratta di un circolo vizioso letale. Un uso dei social network come arma di ricatto nei confronti di questo fidanzato che (se fosse confermato) non si sarebbe è limitato a stuprarla ma ha voluto anche documentare l’episodio per vantarsi o ricattarla, e lei che in un certo senso si è vendicata in modo estremo suicidandosi in diretta. Lei, mantenendo una razionalità forte, lo ha punito nello stesso modo in cui l’ha aggredita, ma perdendosi. Non si è lasciata una via d’uscita», commenta a LetteraDonna la sociologa Chiara Saraceno. «L’umiliazione subita da parte di una persona che si ama può avere effetti devastanti sulla vittima. Del dramma di questa ragazza non possiamo ricordarci solo che si è suicidata in diretta». Ma, parlando della spettacolarizzazione del gesto, Oceane, dice Saraceno, «non ha usato i social network per suicidarsi, si è suicidata e ha usato i social per renderne pubblico il motivo. Invece di lasciare una lettera con la spiegazione, ha usato lo stesso metodo che avrebbe scelto il suo fidanzato per ricattarla. Lui ha fatto spettacolo dello stupro, lei del suicidio. Probabilmente senza riflettere. La messa in scena ha preso lo spazio della riflessione». L’ossessione di riprendere tutto quello che ci succede, osserva la sociologa, sta dilagando sempre più. «Ormai si documenta tutto, anche quello che ci fa star male. C’è chi documenta il progresso del cancro, o chi documenta la propria morte che sta arrivando. Ormai siamo abituati a documentare quello che ci sta succedendo. Essere così lucidi e preoccupati della comunicazione pubblica nel momento in cui si sta per scomparire. Forse per non scomparire del tutto».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 12-05-2016 08:36 PM


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