40 anni senza giustizia

Il 12 maggio 1977, durante una manifestazione che celebrava il referendum sul divorzio, veniva uccisa Giorgiana Masi. Il colpevole non è mai stato individuato, ma rimangono molti punti oscuri sulle responsabilità delle forze dell'ordine.

giorgiana-masiEra scesa in piazza per celebrare l’anniversario del referendum sul divorzio, unendosi a una manifestazione del partito radicale. Ma in quel tardo pomeriggio del 12 maggio 1977 Giorgiana Masi, nemmeno 19enne, venne uccisa. Raggiunta all’addome da un proiettile vagante, esploso durante alcuni tafferugli con le forze dell’ordine. E ancora oggi, a 40 anni esatti di distanza, non ha avuto giustizia. Non si sa chi sparò quel giorno. Non si sa chi tolse la vita a Giorgiana.

SPARI AD ALTEZZA D’UOMO
La morte di Giorgiana si verificò nel pieno degli anni di piombo, segnati dall’ombra della strategia della tensione. All’epoca il ministro dell’interno era Francesco Cossiga. All’inizio sostenne che gli agenti in borghese non avevano usato armi, ma questa informazione venne smentita dalla documentazione fotografica, che invece mostrava gli agenti sparare ad altezza d’uomo.

NESSUN COLPEVOLE
Marco Pannella attribuì a Cossiga la responsabilità morale dell’accaduto, ma l’allora ministro degli interni accusò proprio Pannella, responsabile a suo dire di aver voluto organizzare una manifestazione nonostante il suo parere contrario. L’inchiesta si chiuse nel 1981, senza trovare nessun colpevole ma ipotizzando la presenza di elementi provocatori esterni sia ai manifestanti del partito radicale che delle forze dell’ordine. Le indagini vennero riaperte nella seconda metà degli Anni 90. Nel 1998 il neofascista Angelo Izzo, autore del massacro del Circeo insieme ad Andrea Ghira, accusò proprio quest’ultimo dell’omicidio di Giorgiana, ma non venne ritenuto attendibile (nel 2005, inoltre, uccise due donne, madre e figlia, nel massacro di Ferrazzano). A tutt’oggi, ancora nessun colpevole.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , Data: 12-05-2017 09:30 AM


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