Il coraggio di Irena

di Matteo Innocenti
La storia l'aveva dimenticata. Ma durante la Seconda guerra mondiale questa infermiera polacca era riuscita a salvare 2500 bambini ebrei del ghetto di Varsavia. Il ricordo nell'anniversario della morte.

(FILES) A file photo taken 01 February 2Sono passati nove anni dalla scomparsa di Irena Sendler, infermiera polacca che salvò dai nazisti 2500 giovani ebrei trasportandoli di nascosto fuori dal ghetto di Varsavia. Una storia di eroismo, ma dimenticata per troppo tempo, fino a quando è stata riscoperta da un gruppo di studenti del Kansas. E con una protagonista che avrebbe meritato il Nobel per la Pace, negatole nel 2007 solo per un cavillo.

IL RAPPORTO CON GLI EBREI
Nata il 15 febbraio 1910 nella periferia di Varsavia da una famiglia cattolica, ad appena sette anni Irena perse per colpa del tifo il padre, medico, che aveva scelto di assistere malati che i colleghi si rifiutavano di curare. Visto che molti pazienti facevano parte della comunità ebraica, in segno di gratitudine, i suoi responsabili pagarono gli studi alla ragazza. Iniziò così per lei lo stretto rapporto il mondo ebraico: stava lavorando come assistente sociale quando nel 1939 scoppiò la Seconda guerra mondiale e fin da subito iniziò a pensare come aiutare gli ebrei. Prima riuscì, aiutata da altri collaboratori, a procurare loro circa 3 mila falsi passaporti poi, una volta entrata nella resistenza polacca con il nome di battaglia ‘Jolanta’, fu incaricata delle operazioni di salvataggio dei bambini ebrei.

irena giovane

Irena Sendler da giovane.

IN FUGA NASCOSTI NEL FURGONE
I nazisti avevano paura del tifo: così Irena ottenne un permesso per entrare e uscire dal ghetto per individuarne eventuali sintomi. Questa libertà le permise di convincere i genitori ad affidarle i bambini e ne organizzò la fuga a bordo del suo furgone. I più grandi uscivano dal ghetto nascosti in sacchi di juta, mentre i neonati nelle casse del mezzo. Irena addestrò il suo cane ad abbaiare all’arrivo dei tedeschi per coprire il pianto dei bimbi: in tutto, l’eroica infermiera polacca riuscì a salvarne 2500 (un numero enorme, ma molti anni dopo avrebbe dichiarato: «Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai»). Una volta usciti dal ghetto, i bambini ricevevano una nuova identità e venivano affidati a famiglie cristiane, oppure a preti e conventi cattolici. Ma il sogno di Irena era quello di restituire un giorno i piccoli alle rispettive famiglie. Per questo annotò i loro veri nomi accanto a quelli fittizi, seppellendo poi gli elenchi dentro bottiglie e vasetti di marmellata nel suo giardino.

Anna Paquin nel film Il coraggio di Irena Sendler.

Anna Paquin nel film ‘Il coraggio di Irena Sendler’.

LA VITA IN UN BARATTOLO
Nell’ottobre del 1943 fu arrestata e torturata dalla Gestapo (rimase inferma a vita per le fratture alla gambe), ma non rivelò mai il proprio segreto. Condannata a morte, fu salvata dall’organizzazione clandestina Żegota, che riuscì a corrompere i boia nazisti. Finita la guerra, furono circa 2 mila i bambini rintracciati tra quelli salvati da Irena, ma purtroppo gran parte delle famiglie erano già state sterminate nei lager. Anche se riconosciuta nel 1965 come una dei Giusti tra le Nazioni dallo Yad Vashem di Gerusalemme, la storia della Sendler era stata però dimenticata fino al 1999, quando un gruppo di studenti del Kansas l’ha riportata alla luce nello spettacolo Life in a Jar (‘La Vita in un Barattolo’), e nello stesso anno le è stato dedicato anche un film (Il coraggio di Irena Sendler, dove a impersonarla è stata Anna Paquin). Lodata anche da Giovanni Paolo II, nel 2007 è stata proclamata eroe nazionale dal Senato polacco e, nello stesso anno, è stata nominata al per il Nobel per la Pace, che però non le è stato assegnato per la regola che richiede di aver effettuato una qualche attività meritoria nei due anni precedenti. Ma a Irena, morta poi il 12 maggio 2008, non importò molto: «Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 12-05-2016 05:11 PM


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