La centaura che sfida l'Islam

Lei si chiama Anita Yusof e a bordo della sua moto ha viaggiato per tutto il mondo portando il suo messaggio di emancipazione contro ogni forma di intransigenza religiosa.

ANITA YUSOFLa chiamano la Che Guevara del terzo millenio. Ma lei, rispetto al simbolo della rivoluzione cubana, è un po’ diversa. E non solo in quanto donna. Anita Yusof, ha 54 anni, fa l’insegnante e la mamma, è divorziata e viene dalla Malesia. Ma Anita è anche musulmana e, con il velo sotto il casco, ha deciso di girare il mondo per incitare le donne ad «aprire gli occhi», come ama ripetere. Da qui il suo soprannome. Perché Anita è una rivoluzionaria. È vero, lei non imbraccia armi, eppure combatte contro gli integralismi di una religione, quella islamica, che impedisce alle donne persino di andare in bicicletta.

LUNGO VIAGGIO
Partita a bordo della sua moto da Kuala Lumpur il 14 settembre 2015, l’Italia è il 23esimo Paese dei 30 che ha intenzione di attraversare sulla sua due ruote. Da qui Anita ha intenzione di dirigersi verso la Grecia per poi percorrere le ultime tappe della sua impresa. Quella di una donna, che si è fatta portavoce di chi quotidianamente lotta per un mondo più libero e paritario. L’iniziativa di Anita Yousuf è stata anche seguita con attenzione da Veronica Crippa, responsabile comunicazione di Eicma, l’evento dedicato alle motociclette più importante del mondo che si tiene ogni anno a Milano. «Seguo con grande interesse ed estrema passione l’avventura di Anita, non solo per via del mio lavoro, ma soprattutto in quanto donna che ha avuto la fortuna di crescere in un luogo dove nascere donna non è un limite», ha commentato. Soprattutto perché quello della Yousuf è «un fortissimo messaggio di emancipazione e liberazione per tutte le donne che vivono ancora in condizioni di oppressione».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 10-05-2016 06:13 PM


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