Sesso alla nordcoreana

In uno degli Stati più repressivi al mondo i preservativi si trovano solo al mercato nero. E chi guarda porno finisce in carcere come un progioniero politico. Lo ha raccontato un dissidente fuggito da Pyongyang.
Kim Jong-un sosia

Un sosia di Kim Jong-un in posa con una turista a Hong Kong.

«Il sesso è una forma di edonismo di cui è vietato parlare. L’educazione sessuale non esiste, i preservativi si trovano solo al mercato nero. Chi ha contratto malattie sessualmente trasmissibili non si cura, vivendo la cosa come una vergogna personale. Le donne che restano incinta ricorrono ad aborti in posti non sicuri e illegali». Così Ji-Min Kang, un dissidente nordcoreano che nel 2005 è riuscito a fuggire dal regime per iniziare una nuova vita in Corea del Sud, ha descritto le abitudini sessuali di chi vive in uno degli stati più repressivi al mondo.

CHOC CULTURALE
L’uomo, vicino ai 30 anni, collabora con il sito NK News. A distanza di anni, ha ricordato come a Pyongyang chiunque sia beccato a guardare porno venga punito alla stregua di un prigioniero politico, aggiungendo che, quando viveva in Corea del Nord, non sapesse nemmeno cosa fosse un preservativo: «Ovviamente le persone fanno sesso, ma manca ogni genere di informazione. Quando sono arrivato in Corea del Sud sono rimasto scioccato scoprendo che la scuola prevedeva l’educazione sessuale e che agli studenti veniva spiegato come usare in profilattico».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 09-05-2016 07:16 PM


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