È ancora la chica di Almodóvar

di Eloisa Covelli
Quando aveva 30 anni Marisa Paredes conobbe il più famoso regista spagnolo di cui divenne musa. Oggi, che ne ha 70, ci racconta di Pedro e degli altri due suoi maestri: Benigni e Mastroianni.

Spanish actress Marisa Paredes poses durNonostante i suoi 70 anni, rimarrà per sempre una ‘chica (ragazza, ndr) di Almodóvar‘. Non ne aveva neanche 30 quando Marisa Paredes incontrò il regista. Era sul finire della dittatura spagnola ed «eravamo tutti molto allegri per l’inizio della democrazia», racconta a Letteradonna. «Pedro era il più ‘divertido’ di tutti. Già girava film molto irriverenti. Io facevo teatro e anche un po’ di cinema, lui è sempre stato un appassionato del palcoscenico, in tutti i suoi film c’è sempre un legame con il teatro». Incontriamo Paredes all’Accademia di Spagna a Roma, dove si trova come ospite d’onore per il Festival del cinema spagnolo. Indossa un filo di trucco e una camicetta, e, molto sorridente, ci racconta del suo rapporto con Almodóvar, ma anche di quando ha recitato ne La vita è bella di Roberto Benigni e a fianco di Marcello Mastroianni in Tre vite e una sola morte.

DOMANDA: Non possiamo che iniziare la nostra intervista parlando di Pedro Almodóvar…
RISPOSTA: È sempre così…
D: Lei viene considerata una delle sue muse, assieme a Carmen Maura e Penélope Cruz.
R: Con Pedro c’è reciproca ammirazione e complicità. L’ho conosciuto quando ero a teatro, poi il nostro legame si è rafforzato molto lavorando assieme per L’indiscreto fascino del peccato (del 1983, ndr).
D: Dopo ha fatto con lui altri cinque film, tra cui il premio Oscar Tutto su mia madre, dove lei interpretava l’attrice Huma.
R: Diciamo che sono entrata nel mondo molto personale di Pedro.
D: Ha lavorato anche con due miti del cinema italiano: Marcello Mastroianni e Roberto Benigni. Nel film Tre vite e una sola morte di Raul Ruiz del 1995 era la moglie di Mastroianni, che si divideva appunto in tre vite parallele…
R: Sì, ho conosciuto Marcello negli ultimi anni. Era già molto malato. Si stancava facilmente, doveva riposarsi spesso. Ma io non volevo perdere l’occasione di assorbire la sua saggezza, quindi mi avvicinavo e parlavamo del teatro, del futuro del cinema… Vi posso raccontare un aneddoto che mi è rimasto nella testa?
D: Assolutamente sì.
R: Spesso, quando finivamo di recitare, io volevo vedere sul monitor com’era venuta la scena. E lui mi diceva: «Di che ti preoccupi? Se è venuta bene la vedrai nel film, altrimenti verrà tagliata. In ogni caso, se c’è rimedio perché ti preoccupi? E se non c’è, perché ti preoccupi?».
D: Un rimedio infallibile contro la tensione sul set.
R: Anche Roberto Benigni era molto rassicurante. Sentivi i suoi occhi dietro la cinepresa. Era uno che ti risolveva tutto, senza fartelo pesare. Quando abbiamo girato La vita è bella (la Paredes recitava la parte della madre del personaggio interpretato da Nicoletta Braschi, ndr) io ero molto preoccupata perché era la prima volta che recitavo in italiano. E lui mi ha detto: «Tranquilla, se non parli bene in italiano ti doppiamo, tanto qui doppiamo tutto».
D: In effetti è così.
R: E poi ogni volta che finivamo di far le riprese lui mi diceva sempre: «Brava! Bravissima!». Era uno che ti dava molta confidenza. Lui, Nicoletta Braschi e tutta la squadra mi sono rimasti nel cuore.
D: Vorrei anche farle anche una domanda sulla politica italiana. Non so quanto la segue…
R: Poco.
D: In questi giorni si discute alla Camera del ddl sulle unioni civili, che è un primo riconoscimento delle coppie gay nel nostro Paese. Voi, in Spagna, avete il matrimonio ugualitario. E Almodóvar praticamente in tutti i suoi film mette un riferimento all’amore omosessuale…
R: Come sempre la società è più avanti della politica. La vita continua, nonostante le leggi. Anche voi in Italia prima o poi questa battaglia la vincerete.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 09-05-2016 06:26 PM


Lascia un Commento

*