«L'adulto deve essere come un angelo custode»

Il 6 maggio 1952 moriva Maria Montessori, ricordata, in particolar modo per il forte contributo che diede alla pedagogia con il suo rivoluzionario metodo per l'educazione dei bambini. Ecco alcuni dei principi fondamentali.

Maria MontessoriIl 6 maggio 1952 moriva Maria Tecla Artemisia Montessori educatrice e filosofa, nata nel 1970 a Chiaravalle, in provincia di Ancona. Fu tra le prime donne italiane a laurearsi in medicina ed è ricordata, in particolar modo, per il forte contributo che diede alla pedagogia con il rivoluzionario metodo (che prende il suo nome) per l’educazione dei bambini.

IL METODO MONTESSORI
Quali sono, quindi, le regole che è fondamentale da seguire per aiutare i piccoli a crescere bene e affrontare al meglio le sfide della vita? Dopo 64 anni dalla sua morte, ecco alcuni dei principi fondamentali dello studio, spiegati nel testo Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini.

EDUCARE ALL’INDIPENDENZA
Aiutare il bambino a essere indipendente è fondamentale per non soffocare le sue capacità. «La madre che imbocca il bambino senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio, non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo».

L’ETÀ NON È UN PROBLEMA
I bambini devono essere abituati a mettersi alla prova: l’età non impedisce loro di dare una mano in casa, nelle cose più o meno semplici, a seconda della loro età. Ai piccoli piace sentirsi utili.

FARE LE COSE CON PRECISIONE
Insegnare ai propri figli a fare le cose con precisione è per loro un buon esercizio per sviluppare l’armonia del corpo. Dare loro delle piccole regole precise li rende ancora più attenti ai particolari, che amano già per la loro innata curiosità.

COME UN ANGELO CUSTODE
L’educatore deve essere come un angelo custode: osserva, ma non interviene quasi mai. Se il bambino fa un errore, va indirizzato e aiutato a correggersi autonomamente. Tranne, ovviamente, nei casi in cui la fermezza è inevitabile. «Il maestro deve ridurre al minimo il proprio intervento. Non è un insegnante che sale in cattedra e dispensa dall’alto il suo sapere, ma deve essere un angelo custode, deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività. Deve osservare molto e parlare poco».

NON FORZARLI
Ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi ritmi. Se ha voglia di riposare, non bisogna obbligarlo a fare qualcosa.

IL CONTATTO CON LA NATURA
Il contatto con la natura è fondamentale: lo aiuta ad amare e rispettare ciò che lo circonda. Nel verde, i piccoli trovano ancora più energia. «Se fate una passeggiata in montagna non prendete il piccolo in braccio, ma lasciatelo libero, mettetevi voi al suo passo, aspettate con pazienza che raccolga un fiore, che osservi un uccellino».

PRENDERSI CURA DEL VERDE
Un bambino che si prende cura degli esseri viventi impara a rispettare tutto ciò che è diverso da sé. «Nessuna cosa è più capace di questa di risvegliare un atteggiamento di previdenza nel piccolo che è abituato a vivere senza pensare al domani. Ma quando sa che gli animali hanno bisogno di lui e che le pianticelle si seccano se non le innaffia, il suo amore va collegando l’atto di oggi con il rinascere del giorno seguente».

SVILUPPARE I TALENTI INNATI
Ogni bambino ha diverse passioni e inclinazioni. C’è chi è più interessato alla scienza, chi alla musica, chi all’arte in generale. Bisogna osservarli e assecondarli. Lodare e riconoscere la loro bravura, incoraggiandoli. Mai parlare male di loro e mortificarli.

SCEGLIERE LA SCUOLA GIUSTA
L’ambiente in cui il piccolo vive la sua quotidianità e le sue prime relazioni deve essere accogliente e confortante: a misura di bambino. A scuola tutto deve essere alla sua ‘altezza’. Dai materiali didattici, agli ambienti, che devono aiutarlo a esprimersi e imparare nel modo più autonomo possibile.

GLI ADULTI DEVONO ESSERE DELLE GUIDE NEL VIAGGIO
I figli devono essere guidati e avere come riferimento qualcuno in grado di ascoltarli, di rispondere alle loro domande, di indicargli la strada giusta. «Il bambino è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 06-05-2016 01:10 PM


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