«Non paragonate M5s a Podemos»

di Enrico Matzeu
Nagua Alba, la più giovane parlamentare spagnola eletta nelle liste del partito di sinistra fondato nel 2014, ci ha parlato di quote rosa e sessismo. E ha qualcosa da dire sul Movimento di Beppe Grillo.

In molti sullo scacchiere europeo associano la politica spagnola a quella italiana, soprattutto dopo le elezioni del 22 dicembre 2015, che di fatto hanno portato per la prima volta nella storia della Spagna democratica a un’impasse che ha spiazzato i partiti tradizionali. L’associazione è ancora più forte sentendo le parole di Nagua Alba, 26 anni, la più giovane parlamentare spagnola eletta nelle liste di Podemos, il movimento fondato da Pablo Iglesias Turrión sull’onda dell’indignazione globale partita dalla piazza madrilena di Puerta Del Sol nel 2011. Alba è stata ospite del Festival dei Diritti Umani, in programma dal 3 all’8 maggio alla Triennale di Milano, dove ha parlato delle donne in politica e del suo lavoro di giovanissima parlamentare. La sua determinazione e freschezza sono quelle di una ragazza che si è affacciata da pochissimo sul mondo delle istituzioni e ha ancora tanta voglia di rispondere alle domande di giovani studenti che le chiedono della sua esperienza parlamentare. Il piglio è quello iberico, risolutivo e positivo che non l’abbandona neanche quando parla delle differenze sociali o di quello che c’è ancora da fare per le donne nel suo Paese perché «nonostante la condizione femminile nella società e nella politica sia migliorata rispetto al passato, il cammino per una totale parità di genere è ancora molto lungo».

La parlamentare spagnola di Podemos Nagua Alba al Festival dei Diritti Umani di Milano.

La parlamentare spagnola di Podemos Nagua Alba al Festival dei Diritti Umani di Milano.

DOMANDA: In Spagna c’è ancora questa forte disparità di genere in politica?
R: Sì, ci sono ancora tante differenze, e c’è molto lavoro da fare. Adesso abbiamo il parlamento con la più alta rappresentanza femminile della nostra storia, il 40%, ma la popolazione spagnola è composta al 50% da cittadine, quindi anche nelle istituzioni dovrebbero essere almeno la metà.
D: Con queste percentuali ci sono quindi anche molte donne nei ruoli di potere?
R: Purtroppo ancora no, infatti bisognerebbe dar loro più spazio. Ad esempio, al momento solo una delle 17 commissioni parlamentari legislative permanenti è presieduta da una donna e, tra l’altro, si tratta di quella delle Pari Opportunità. In questo senso c’è ancora molto da fare, perché ci deve essere una maggiore responsabilità al femminile nella politica. E anche più rispetto.
D: In che senso?
R: Veniamo attaccate sistematicamente, a prescindere dal partito o dalla nostra ideologia. Ci delegittimano come donne, non come politiche. Quando vogliono prendersela con un uomo, criticano quello che dice o quello che pensa, mentre a noi ci criticano solo per il nostro sesso. Ci sarebbero tanti esempi da fare.
D: Ce ne faccia almeno uno.
R: L’ultimo che ricordo è quello di Ada Colau, sindaco di Barcellona. In un’occasione un avversario le ha detto che dovrebbe stare a casa a lavare il pavimento. Questo è un attacco di genere, non politico. Tra l’altro lavare i pavimenti non è un lavoro spregevole, ha la stessa dignità che del lavoro di parlamentare.

Nagua Alba nella commissione Pari Opportunità del parlamento spagnolo di cui fa parte.

Nagua Alba nella commissione Pari Opportunità del parlamento spagnolo di cui fa parte.

D: Da questo punto di vista Podemos che cosa sta facendo?
R: Per noi è molto importante che le quote rosa ci siano nei luoghi in cui si predono decisioni, perché se non ci sono, non vengono neanche presi in considerazione i temi importanti per loro, come la parità di diritti.
D: Sì, ma nella pratica come state agendo?
R: Abbiamo cominciato con le liste, sia quelle interne al partito che quelle per le istituzioni, creando delle «liste cerniera», ovvero alternando un candidato a una candidata.
D: E ha funzionato?
R: Purtroppo abbiamo scoperto che anche questa soluzione andava a discapito delle candidate e allora abbiamo cambiato metodo, inserendo nelle liste per ogni gruppo di 5 candidati 3 donne e 2 uomini. Questo assicura la presenza femminile sia nelle liste che nei posti che permettono di prendere delle decisioni. Per noi è importante che siano anche portavoce, che vadano in tivù, che parlino nei meeting. In modo che, quando le cittadine ci vedono, pensino che tutte in fondo possono partecipare alla vita politica.
D: In Spagna con il movimento degli Indignados molti giovani si sono fatti sentire. Ma partecipano oggi alla vita politica?
R: Il movimento 15M (nato durante le manifestazioni di piazza del 2011, ndr) ha avuto una funzione molto importante in Spagna, quello di risvegliare la coscienza politica nella società, facendo capire alle persone che possono dare il loro contributo attivamente. È vero che non si possono occupare le piazze pubbliche, ma in questo modo molti giovani hanno fatto sentire la loro voce. Oggi anche in Podemos ci sono molti di quelli che erano alla Puerta del Sol di Madrid e anche nelle istituzioni abbiamo portato per la prima volta molti ragazzi e ragazze che ora fanno valere anche le ragioni dei loro coetanei, prima trascurate.

La parlamentare Nagua Alba con il fondatore di Podemos Pablo Iglesias Turrión.

La parlamentare Nagua Alba con il fondatore di Podemos Pablo Iglesias Turrión.

D: Podemos come coinvolge le nuove generazioni nella politica?
R: Noi abbiamo capito che c’erano molte persone che non si identificavano con l’ideologia di destra o con quella di sinistra, in un partito o nell’altro, perché i partiti tradizionali come il PP o il PSOE non avvicinavano i cittadini più giovani alla politica. Noi parliamo in modo più accessibile, anche a quelli che ancora non credono in noi, spieghiamo cosa stiamo facendo e perché lo facciamo, e proprio così riusciamo a coinvolgere molti giovani.
D: Lei è la più giovane parlamentare spagnola, è mai stata delegittimata per questo?
R: Quando ho iniziato a fare politica avevo molta paura, perché i miei rivali avevano moltissima esperienza, mi trattavano male e io ero molto insicura. Poi ho capito che quelli che avevano più paura erano loro, perché hanno visto arrivare gente nuova, persone della strada. Noi che non abbiamo fatto mai questo mestiere, portiamo aria fresca e un nuovo metodo.
D: Da chi prende esempio?
R: Cerco di imparare da chi ha esperienza in certi settori, come le organizzazioni non governative o enti con scopi vicini a quello del mio partito. Per me non conta quanti anni di attività politica hai alle spalle, ma la capacità di ascoltare chi non fa parte deòòe istituzioni e vuole che tu li rappresenti.
D: Molti, forse erroneamente, associano Podemos al nostro Movimento 5 stelle. Lei lo conosce e cosa ne pensa?
R: A dire il vero lo conosco poco, ma penso che non sia la stessa cosa. Credo che il discorso del Movimento 5 stelle sia più vuoto rispetto a quello del nostro partito. Alla base di Podemos c’è la difesa dei diritti umani e dopo viene tutto il resto. Non credo che per il M5s sia proprio così.
D: Le elezioni del dicembre 2015 sono state storiche per la Spagna: per la prima volta è caduto il bipolarismo. Lei da giovane eletta come le ha vissute?
R: Per me, ma in generale per il movimento di cui faccio parte è stata una responsabilità grandissima quella di entrare in un parlamento così nuovo e diverso da sempre. Prima un partito vinceva e faceva quello che voleva per quattro anni, adesso l’assemblea è più eterogenea e per questo anche più democratica: si devono fare accordi e dibattere molto. Non credo si tornerà più indietro.
D: Quindi come vi state preparando alle nuove elezioni?
R: Stiamo cercando di trovare accordi con tutte le formazioni progressiste che vogliono un cambiamento reale nella politica spagnola. La nostra intenzione è naturalmente quella di vincere. Con la stessa volontà ed energia di sempre.
D: Quindi per farlo potreste anche allearvi con il partito di Izquierda Unida (Sinistra Unita, partito spagnolo di sinistra radicale, ndr)?
R: Stiamo cercando un dialogo anche con loro e vorremmo stringere un accordo per presentarci assieme alle elezioni e dopo il voto siamo disposti a dialogare anche con il partito socialista del PSOE, perché per noi è necessario fare una politica sociale che rompa con le scelte economiche del passato.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 06-05-2016 05:14 PM


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