«Violetta addio, vi presento Tini»

di Paola Medori
Classe 1997, abituata da anni alle luci dei riflettori, Martina Stoessel è diventata grande. E torna con un nuovo album e il suo primo film da protagonista. La nostra intervista.

null«Sto imparando a vivere felice. A 19 anni non conosco il segreto della vita e ho ancora molta strada da fare, ma mi impegno ogni giorno», parole di Martina Stoessel, detta Tini, classe 1997 e un sorriso contagioso. Attrice argentina, è diventata una star internazionale grazie alla serie televisiva Violetta, che in tre stagioni ha conquistato le teenager di tutto il mondo. Come una diva arriva a Roma per presentare Tini, la nuova vita di Violetta, suo esordio al cinema da protagonista, nelle sale dal 12 maggio con Disney, e il nuovo album, il primo da solista, sempre intitolato Tini, che sta spopolando in Argentina e si sta facendo strada nelle classifiche di molti Paesi del mondo. Nella pellicola diretta da Juan Pablo Buscarini, Martina vive una profonda crisi dovuta ai troppi impegni lavorativi e a un presunto tradimento del fidanzato Leon. Scappa in Sicilia in un viaggio per ritrovare se stessa e far brillare nuovamente la sua stella, grazie anche a meravigliosi abiti cuciti per lei dal grande Valentino.

DOMANDA: Durante un’estate Tini vive un’avventura che la aiuterà a diventare un’artista completa e una vera donna. Sta succedendo anche a lei?
RISPOSTA: Dopo tre stagioni di Violetta, 80 episodi e tournée in tutto il mondo, questo film è il coronamento di questo progetto ma anche l’inizio di qualcosa di nuovo per Tini, per quella che sono. Ci saranno sorprese. È una transizione, un passaggio all’età adulta ma mantenendo una parte da bambina con uno spirito di rinnovamento.
D: Questo debutto al cinema cosa le ha lasciato?
R: Una felicità enorme. Mi ha permesso di crescere tanto sia a livello professionale che personale.
D: Ha esordito sul piccolo schermo a soli dieci anni e vive fra set e tour in giro per il mondo. Si è mai sentita un po’ persa?
R: A volte mi fermo e mi chiedo: «Cosa significa tutto questo? Perché sta succedendo a me?». Poi tutto passa perché sono consapevole che sto facendo quello che amo e in cui cerco sempre di migliorare, è un processo continuo.
D: Ci si abitua ad essere famosi?
R: È una conseguenza del lavoro, per me ormai è naturale stare un giorno in Francia e quello dopo in Giappone. L’aspetto più bello è ricevere l’amore del pubblico, che mi arriva sul palco o quando incontro i fan che mi aspettano fuori dagli alberghi con regali o lettere. Tutto questo mi riempie il cuore di gioia.
D: Il messaggio del film è essere positivi e credere sempre nei propri sogni.
R: Violetta vive un momento di tristezza. In un periodo difficile e di sconforto non sta chiusa nella sua stanza a piangere tutte le sue lacrime ma vuole rialzarsi e ritrovare se stessa. Lotta per quello che vuole. Violetta può e vuole andare avanti, ce la fa. Questo è un messaggio pieno di speranza che dice: puoi farcela.
D: E lottare per essere felici?
R: Ognuno di noi è nato per brillare. Bisogna abbandonare il pessimismo, resistere e trovare un modo per essere felici.
D: Quale è stato l’ultimo viaggio che ha fatto per rigenerarsi?
R: Appena ho del tempo libero mi rifugio a casa mia, visto che ci sto poco, oppure con le amiche a Carilo, al mare, in un posto bellissimo a quattro ore da Buenos Aires. Rimango con la mia famiglia che mi è sempre vicina e viaggia con me. Con loro posso essere me stessa, piangere e ridere. A loro dico tutto. Sono la mia casa.
D: Il soprannome «Tini» da dove viene?
R: Me l’ha dato mia madre quand’ero piccola. Martina le sembrava un nome troppo «da grande». Da allora è rimasto.
D: La serie tivù é ormai finita, quali altri progetti aspettano le piccole V-lovers?
R: Se mi verrà offerta ancora la possibilità spero di continuare con la musica e il cinema. La musica è l’amore della vita, che mi accompagna in ogni posto, per strada, in macchina, davanti allo specchio o con le amiche. Mentre ho scoperto per la prima volta il cinema e me ne sono innamorata. Non mi aspettavo di provare tutta questa passione.
nullD: Il doppio album Tini, che include il suo album di debutto più le canzoni del film, è uscito da poco ed è già primo in classifica. Come è stato lavorare a queste nuove canzoni?
R: Ho lavorato per un anno e mezzo a questo album. E ho avuto la possibilità di scegliere, scartare e decidere di cambiare il ritornello o una strofa. Ho collaborato con dei grandi compositori, che hanno lavorato con star del calibro di Justin Bibier, Beyoncé, Selena Gomez, Justine Timberlake e i Maroon 5.
D: Il brano che l’ha emozionata di più?
R: Lo que tu alma scribe è un testo speciale perché vedo il mondo intorno a me, mentre le persone sono a cena con i fidanzati e gli amici stanno al telefono, e lo usano spesso. In questo testo la ragazza dice al ragazzo: «Dimentichiamoci dei cellulari! Quello che vuoi dirmi scrivimelo sulla carta con la penna, come si faceva prima o parliamoci guardandoci negli occhi!»:
D: Che rapporto ha con la moda?
R: Mi piace quello che indosso. Sono molto indipendente, se un abito mi piace me lo metto, soprattutto se sento che mi rappresenta.
D: Nel tempo libero e in compagnia dei suoi amici, cosa indossa?
R: Sicuramente sono molto diversa dal look stile principessina che metto per le premiere. Indosso sneakers e mi piacciono i maglioni larghi. Adoro mixare un capo più fine e delicato con uno più casual.
D: Le piace indossare capi firmati con pezzi meno costosi?
R: Sì, per esempio Topshop mi piace tantissimo, ma anche Chanel e Prada mi sembrano super chic. Ci sono degli abiti che basta guardarli per apprezzarli, senza doverli per forza mettere. Valentino è fantastico, quello che tu gli chiedi lui  fa esattamente come lo avevi immaginato. Sono stata felicissima che abbia disegnato gli outfit del film.
D: La Disney punta sempre su bambini con un look acqua sapone che poi, spesso, si trasformano in rock star aggressive. Che ne pensa di questo fenomeno e, un domani, si vedrebbe così?
R: La possibilità di una deriva aggressiva non mi appartiene, non fa parte della mia personalità. Non penso che il cambiamento di una persona dipenda da quello che ti metti o non ti metti addosso. Non bisogna necessariamente forzare le trasformazioni. Ho tutta la vita davanti per continuare a cambiare. Indosso solo quello che mi piace e non ho bisogno di mostrare parti de corpo per sentirmi più grande.
D: C’è una star internazionale a cui si ispira per lo stile nel vestirsi?
R: Mi piace molto Taylor Swift per come è riuscita ad adattare il suo look con l’evoluzione della sua carriera. È raffinata e cool allo stesso tempo. Trova sempre l’outfit giusto a seconda degli eventi a cui partecipa.
D: Le ragazze cercano di imitarla anche per il suo look. Si sente un po’ responsabile per questo?
R: Indosso abiti sempre diversi, preferisco sperimentare look differenti. L’ho visto con Violetta. Mi piace molto la vita alta. Ho messo molte gonne strette in vita con la cintura e poi ho visto, sia per strada che durante i concerti, che le ragazze portavano lo stesso modello. C’è anche questo aspetto, ma il messaggio che io voglio mandare è che ognuna deve vestirsi come si sente più comoda e seguendo il proprio stile.
D: Ha mai pensato di creare una linea di moda sua?
R: Si, assolutamente perché mi piace molto. Vorrei una linea che mi possa rappresentare, in cui riconoscermi e identificarmi totalmente. È un processo lungo che si fa con il tempo, però ci terrei tanto.
D: Quanti tatuaggi ha?
R: Ho due scritte: «All you new need is love» e l’altro è «Imagine». La prima perché l’amore mi rappresenta e lo metto in tutto quello che faccio. È un valore importantissimo, in tutti i sensi. E Imagine per non perdere mai la capacità di immaginare e di sognare.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 02-05-2016 02:18 PM


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