La donna dei 20 dollari

La banconota statunitense cambia volto. Dal presidente Jackson, relegato sul retro, all'attivista di colore Harriet Tubman. Nata in schiavitù, divenne un simbolo dell'abolizionismo e del movimento per il suffragio femminile.

Harriet-Tubman-bill2Per cambiare l’America e renderla d’un colpo meno razzista e sessista, potrebbero bastare 20 dollari. O meglio, le banconote di questo taglio, che dal 1928 vedono effigiato il volto del presidente Andrew Jackson. Ma dal 2020 le cose cambiano. Il presidente verrà ‘retrocesso’ al retro della banconota, cedendo il passo a Harriet Tubman, la donna di colore vissuta a cavallo tra ’800 e ’900, diventata un simbolo della lotta alla schiavitù e tra le prime a rivendicare il suffragio femminile.

US-20-dollar-billLO SCHIAVISTA E L’ATTIVISTA
Un deciso cambio di rotta, considerato che Jackson era uno schiavista e, secondo il Daily Beast, l’equivalente ottocentesco di Donald Trump. Per non parlare del ruolo di primissimo piano che rivestì nella deportazione forzata imposta agli indiani d’America. Harriet Tubman, invece, è stata una vera e propria eroina dell’abolizionismo: schiava fuggiasca, liberatrice di schiavi, spia per l’esercito dell’Unione durante la Guerra di secessione. Una vita che definire avventurosa è a dir poco riduttivo.

PICCHIATA E FRUSTATA
Quando nacque (intorno al 1822, nel Maryland), il nome di Harriet era Araminta Ross. Era figlia di schiavi e, quindi, schiava a sua volta. E, fin da bambina, dovette sopportare pesanti punizioni corporali, le cui cicatrici l’avrebbero accompagnata per tutta la vita. Ma l’incidente più grave si verificò quando venne picchiata alla testa con un pesante oggetto di metallo: riportò un trauma cranico che le avrebbe provocato non solo numerosi disturbi negli anni a venire, ma anche intense visioni alimentate da una fervente fede cattolica.

HarrietTubmanHARRIET LA LIBERATRICE
Nel 1849, dopo la morte del padrone, Harriet decise che non voleva attendere di essere rivenduta a qualcun altro. E, così, fuggì, seguendo un tragitto di 145 chilometri che la portò dal Maryland alla Pennsylvania, con la stella polare come unico punto di riferimento. Ma, nel 1850, una legge che puniva gli schiavi fuggitivi la spinsero ad aiutare, negli 11 anni successivi, altri schiavi e condurli in Canada, organizzando 13 spedizioni durante le quali mise a rischio la sua stessa vita. E senza esitare nel ricorrere alla violenza, quando necessario: con sé portava un revolver, e un’incisione la ritrae armata di fucile.

SUFFRAGETTA AMERICANA
Nel 1860 scoppiò la Guerra di secessione. Harriet si arruolò nell’esercito dell‘Unione, ovviamente, per il quale lavorò non solo come cuoca, ma anche come spia. Fino a guidare in prima persona una spedizione armata grazie alla quale vennero liberati un centinaio di schiavi. Al termine della guerra, ormai superati i 40 anni di età, Harriet andò in pensione, ma non smise di battersi per i diritti civili. Dopo l’abolizione della schiavitù, dedicò il resto della propria vita alla causa del suffragio femminile, fino alla morte, che la colse nel 1913.

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