«Mai discriminata l'alunna autistica»

I genitori della scolaresca di Legnano che non è andata in gita in Austria difendono i figli. Non c'è stato cyberbullismo. E accusano la mamma e il papà della studentessa.

La vicenda della scolaresca che non è andata in gita a Mauthausen per presunte discriminazioni nei confronti di una compagna autistica ha fatto il giro dei media nazionali e anche LetteraDonna ha raccontato il caso. Adesso i genitori degli studenti hanno deciso di rompere il silenzio e si sono fatti sentire con una lettera alla stampa locale, spedita tramite un avvocato. Una missiva dai toni durissimi, per spiegare che né loro né i figli si sono mai resi protagonisti di episodi del genere. L’unica colpa, spiegano, è dei genitori della ragazzina che non hanno accettato dormisse in camera con l’insegnante di sostegno.

IL TIMORE DI UNA COMPAGNA
La lettera ammette l’esistenza di due gruppi WhatsApp, uno dei ragazzi e l’altro dei genitori. Sul primo una compagna di classe della tredicenne autistica ha scritto: «Ho paura a stare con lei da sola, una volta mi ha chiuso dentro un armadio, quasi soffocavo! Preferisco non venire alla gita». Che l’episodio sia vero o inventato, è da qui che è partito il fattaccio. Ma da un gruppo di compagne preoccupate dall’eventualità di passare la gita in Austria in stanza con la compagna disabile alle accuse di cyberbullismo il passo è lungo. E infatti i genitori non ci stanno, spiegando nella lettera come sono andate le cose: «Pochi messaggi da parte di altre compagne per cercare di tranquillizzare e confortare l’alunna in questione, in ogni caso mai e dico mai dal contenuto offensivo, lesivo e/o discriminante, tanto meno definibili cyberbullismo, come invece è stato scritto in questi giorni. I ragazzi che voi state additando come mostri, bulli, maleducati, sono gli stessi ragazzi che da 3 anni aiutano la compagna in classe nelle attività didattiche, scolastiche ed extrascolastiche sempre con amore e con rispetto, anche quando il comportamento della ragazza diventa difficile».

SOLUZIONE NON ACCETTATA
Nelle righe seguenti i genitori della scolaresca accusano la mamma e il papà della ragazzina: «In uno spirito di solidarietà, ben avrebbero potuto accogliere la soluzione proposta da tutti, che prevedeva che la piccola dormisse in camera con l’insegnante di sostegno. Soluzione non accettata dai genitori. Tutti noi, dopo anni di convivenza, abbiamo imparato a conoscere le crisi della ragazza, ed i compagni ad affrontarle. Resta però inteso che un ragazzo di 13 anni non è assolutamente in grado di gestire un episodio di crisi in autonomia. La verità è stata travisata e noi pretendiamo a questo punto onestà e rispetto».

LO STOP DAL MINISTERO
Fatto sta che la gita a Mauthausen è stata annullata nel giorno stesso in cui sarebbe dovuta iniziare, ufficialmente per scelta dell’istituto ma di fatto dopo un suggerimento da parte del Ministero dell’Istruzione, che ha preso una posizione chiara contro ogni forma di discriminazione. I genitori della ragazza autistica, che dopo una denuncia al provveditorato avevano deciso di ritirare la figlia dalla gita per non farla sentire emarginata, hanno provato negli ultimi giorni ad allontanare l’attenzione da questa storia, ma nel frattempo l’ufficio scolastico regionale ha disposto un’ispezione nella scuola di Legnano con l’obiettivo di fare luce sulla vicenda. Ma la sensazione è che, in ogni caso, con questo putiferio sia fallito un lavoro di integrazione durato anni.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 20-04-2016 05:21 PM


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