La discriminazione non entra in toilette

Sentenza dell'alta corte federale degli Usa sulla polemica innescata dai divieti imposti da molte scuole agli studenti transgender: a scuola potranno usare il bagno del sesso che sentono più vicino al proprio.

bagniBasta discriminazioni per i transgender. Chi ha un’identità sessuale ‘in transito’ deve essere trattato come tutti gli altri. Anche alla toilette. Lo dice, finalmente, la Costituzione degli Stati Uniti tramite una sentenza significativa che era stata anticipata dal sito del Washington Post. L’alta Corte d’Appello Federale Usa sembra aver finalmente risolto la questione e messo fine alle polemiche sui divieti di alcune scuole nei confronti dei ragazzi transgender: a molti di loro era stato impedito di usare il bagno delle donne (se erano uomini nel corpo ma femmine nell’anima) o degli uomini (viceversa: niente donne che si sentono uomini tra i maschietti).

IL CASO DI GAVIN FARÀ SCUOLA
La sentenza riguarda il caso di un liceale che è nato femmina ma si sente maschio, come riporta il Corriere della Sera. La Corte d’Appello federale di Richmond ha stabilito che la pretesa dello studente di utilizzare a scuola i bagni dei ragazzi anziché quelli delle compagne è legittima: «La decisione del consiglio scolastico di proibirgli le toilette degli uomini è stata discriminatoria». Così la Corte ha demandato al Dipartimento Istruzione Usa il compito di definire — risolvendo una volta per tutte il problema e superando le ambiguità dei mesi scorsi — l’orientamento dei regolamenti che dovranno consentire agli studenti transgender di accedere ai bagni che meglio si adattano all’identità sessuale che questi sentono loro, piuttosto che al loro sesso biologico.

COSA DICE LA LEGGE
«Vietare agli studenti transgender l’accesso ai bagni della scuola di loro scelta — scrive la corte — è una violazione del titolo IX (della Costituzione Usa), che non ammette la discriminazione nelle scuole che ricevono finanziamenti federali». Il possibile divieto ai transgender resta dunque un’ipotesi praticabile soltanto nelle scuole private dal bilancio autonomo. La corte del 4th Circuit è la più alta istituzione a pronunciarsi sul caso delle discriminazioni sessuali dei transgender nelle scuole Usa. La sua sentenza rovescia un precedente giudizio di un tribunale federale di grado inferiore — che aveva negato a Gavin l’ ingiunzione preliminare che gli avrebbe permesso di usare il bagno della sua scuola superiore a Gloucester County — e influirà su altre analoghe cause pendenti in numerosi tribunali degli Stati Uniti.

DOPO Il NO DEL NORTH CAROLINA
Il North Carolina ha annunciato un suo passo indietro sul contestato «House Bill 2», legge anti Lgbt che vieta i bagni pubblici transgender. Una scelta decisa sulla scia delle pressioni mediatiche ricevute. Si è allargata infatti la lista di celebrities che hanno deciso di boicottare la legge anti-transgender adottata dallo Stato. Dopo Bruce Springsteen, anche i Pearl Jam hanno deciso di annullare il loro concerto a Raleigh.«Si tratta di una legge indegna – ha commentato la band in un comunicato ufficiale – che favorisce la discriminazione contro un intero gruppo di cittadini americani. Vogliamo che l’America sia un posto dove non ci siano porte chiuse a causa della propria identità’ sessuale». Secondo la legge anti-trans, i transessuali sono obbligati ad usare i bagni pubblici a seconda dell’identità sessuale assegnatagli alla nascita.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , Data: 20-04-2016 01:26 PM


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