«Dire no alla chemio è una follia»

di Matteo Innocenti
Per Eleonora Brigliadori le terapie mediche contro il cancro possono uccidere. Ma Rosanna Banfi non ci sta e rilancia sottolineando l'importanza della prevenzione e delle cure.

Di cancro al seno non si muore facilmente. È questo il messaggio lanciato da Eleonora Brigliadori sul suo profilo Facebook all’indomani della scomparsa di Karina Huff, colpita prima da un carcinoma alle tonsille e, poi, proprio da un tumore al seno diagnosticato nel 2008. Per la Brigliadori, da anni seguace della controversa Nuova Medicina Germanica, le cure tradizionali sono «veleno inutile» e l’idea di affidarsi ai cicli di chemio e radio è semplicemente «folle».

La sua collega Rosanna Banfi, che nel 2009 ha affrontato a testa alta, lottato e sconfitto un tumore al seno, lo stesso male che si è portato via Karina Huff, raggiunta da LetteraDonna ha stigmatizzato: «Dire che la chemioterapia uccide le persone è profondamente sbagliato. E non usufruire della scienza e dell’impegno di tante persone che fanno ricerca è da incoscienti». Per Rosanna Banfi la chiave di tutto è la prevenzione e anche per questo da anni è testimonial dell’associazione Komen, che il 13, 14 e 15 maggio organizza un grande evento a Roma.

DOMANDA: Perché le parole di Eleonora Bigliadori sono sbagliate?
RISPOSTA: Perché è vero che la chemio è invasiva, ti toglie forze vitali e che in alcuni casi danneggia gli organi che non sono stati aggrediti dal cancro, però ad oggi è l’unico trattamento che dà la possibilità di salvarsi.
D: La sua collega pensa però che le cure mediche siano una follia.
R: So che da anni la Brigliadori sta facendo una ricerca personale verso la ‘naturalità’ e l’ho vista anche in tivù mentre parlava di questo. Però occorre fare attenzione, perché poi certe affermazioni rimbalzano sui social e vengono ingrandite.
D: Qual è il rischio concreto?
R: È possibile che chi è in cura presso i reparti oncologici decida di smettere con i trattamenti. Sarebbe come gettare al vento anni e anni di ricerca scientifica.
D: Ma lei conosce personalmente Eleonora Brigliadori?
R: No, ci siamo solo incrociate qualche volta negli studi televisivi. Conoscevo invece Karina Huff, perché trent’anni fa aveva recitato in un film di Lucio Fulci e sul set mio marito lavorava come operatore. Mi dispiace davvero tanto, era una persona dolcissima.
D: Lei ha sconfitto un tumore al seno, lo stesso male che si è portato via Karina Huff.
R: Sì, è successo nel 2009. A inizio anno mentre facevo la doccia mi sono accorta di avere un nodulo al seno e sono stata immediatamente operata. Visto che avevo delle metastasi mi hanno tolto i linfonodi dell’ascella, poi ho fatto i cicli di radio e chemio, oltre a cure ormonali.
D: Il percorso classico, lungo e doloroso. Dove ha trovato la forza?
R: L’ho trovata in me stessa e nella mia famiglia. So di essere fortunata, perché ho avuto anche l’appoggio di tante persone su Facebook. E pensi che ci sono donne che invece sono state lasciate dai mariti dopo che avevano scoperto di avere il cancro.
D: Terribile. E suo padre Lino come ha reagito?
R: Da padre modello, come è sempre stato. Anche se è famoso è un padre come gli altri. C’è stata paura all’inizio, oggi ho solo grandi certezze. Il cancro è stato uno scoglio nella mia vita e io l’ho superato: mi ha spinto a vivere meglio e oggi mi godo ogni singolo momento.
D: Come ha affrontato la caduta dei capelli? È stato un trauma?
R: Sì, ma poi è diventata una medaglia. Non bisogna nascondersi: il cancro non è infettivo e averlo non è certo una colpa.
D: Quanto è importante la prevenzione?
R: La prevenzione è tutto. Occorre guardare in faccia la malattia. Il tumore al seno è curabile, a patto di affrontarlo il prima possibile. Molte donne invece arrivano a far sanguinare il seno prima di curarsi.
D: Riesce a spiegarsi il perché?
R: Per paura di sapere cosa può dire il ginecologo o cosa possa risultare dagli esami. Troppo spesso si preferisce mettere la testa sotto la sabbia e non si fa altro che peggiorare le cose, perché poi può essere troppo tardi se si ha a che fare con un male aggressivo. È vero, in Italia c’è da aspettare mesi per un esame, ma consiglio a tutte di prenotarli in anticipo, anche se sono sane. Non si sa mai, specie da una certa età in poi.
D: Lei è testimonial di Komen Italia, onlus attiva dal 2000 nella lotta ai tumori al seno.
R: Sì, sono la madrina insieme a Maria Grazia Cucinotta che, anche se non ha avuto questo problema, ama prestare il suo volto per cause giuste. Ho parlato dell’associazione anche in tivù e partecipo agli eventi, come Tarquinia in Rosa, in programma a giugno. Ma prima vorrei dare appuntamento a tutte le donne a Roma, per la Race for the Cure.
D: Di cosa si tratta?
R: Al Circo Massimo, dal 13 al 15 maggio, Komen Italia organizza una tre giorni in cui sarà possibile effettuare screening gratuiti, oltre a visite ginecologiche e altri test. Un intero fine settimana dedicato alla prevenzione. E domenica ci sarà anche una corsa: in testa al gruppo ci saranno donne che come me hanno sconfitto il tumore al seno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , Data: 19-04-2016 04:56 PM


Una risposta a “«Dire no alla chemio è una follia»”

  1. annalisa vece scrive:

    cara Rosanna ,come te sto combattendo il cancro al seno e come te ho fatto il percorso di chemioterapia e terapia ormonale, e sono d’accordo con te che le parole della Brigliadori possono solo confondere la mente di persone fragili e indecise ,non chè timorose…,ci sarò anche io alRace il 15 maggio e spero vivamente di incontrarti sei una splendida persona così come Maria Grazia Cucinotta…, buonasera Anna Lisa

Lascia un Commento

*