Il Pulitzer ha fatto 100

Era il 1917 quando il Premio è stato creato per volere del suo ideatore, giornalista e imigrato ungherese che si era distinto durante la guerra civile statunitense. Ecco tutti i premiati dell'edizione 2016.

2016 Pulitzer Prize winners announced in New YorkEra il lontano 1917 quando il Premio Pulitzer, la più prestigiosa onorificenza americana per il giornalismo, faceva la sua comparsa per volontà del magnate della stampa statunitense Joseph Pulitzer (1847-1911). Oggi, a 100 anni dalla sua creazione, il riconoscimento continua a essere tra i più ambiti dagli scrittori americani. E non tanto per i soldi (anche se i 10 mila dollari e la medaglia d’oro non viene disdegnata), quanto piuttosto per la fama.

I VINCITORI 2016
E con tre premiati del suo staff, il vincitore assoluto del Pulitzer 2016 è stato senza dubbio il The New Yorker. Il settimanale statunitense, considerati tra i più cool del Paese, ha sbaragliato la concorrenza vincendo grazie agli articoli sulla televisione di Emily Nussbaum e con un pezzo di Kathryn Schulz sulle conseguenze di un terremoto e tsunami sulla costa ovest degli Usa. Il terzo premio è stato assegnato a William Finnegan, nello staff del giornale dal 1987, per un memoir sul surfing dal titolo Barbarian Days. La medaglia per il miglior reportage fotografico è andato invece a Jessica Rinaldi, brava nell’aver documentato la difficile vita di un bambino nato in una famiglia povera del Maine. Restando in ambito fotografico, a vincere nella categoria Breaking News Photo sono stati quattro fotografi del New York Times e l’agenzia Thomson Reuters per come hanno documentato i viaggi dei migranti. Per la narrativa, infine, il prescelto è Viet Thanh Nguyen col suo romanzo d’esordio The Simpatyzher. Ecco tutti i vincitori:

  • Public serviceAssociated Press per un’inchiesta sui lavoratori stranieri, provenienti sopratutto dalla Birmania.
  • Breaking News ReportingLos Angeles Times per la copertura della strage a San Bernardino, California, del 2 dicembre 2015.
  • Investigative Reporting - Leonora LaPeter Anton e Anthony Cormier del Tampa Bay Times e Michael Braga del Sarasota Herald-Tribune per come hanno collaborato nel raccontare l’aumento della violenza e le difficili condizioni di vita negli ospedali psichiatrici in Florida.
  • Explanatory Reporting – Christian Miller di ProPublica e Ken Armstrong del Marshall Project per aver raccontato l’inadeguatezza delle forze dell’ordine nell’indagare i casi di stupro.
  • Local Reporting - Tampa Bay Times per aver raccontato la cattiva gestione di alcune scuole locali.
  • National Reporting - Washington Post per aver realizzato un database che tiene il conto di tutte le persone uccise ogni anno dalla polizia.
  • International Reporting – Alissa J. Rubin del The New York Times ha raccontato le difficili esperienze e crudeltà subite dalle donne afghane.
  • Feature Writing – Kathryn Schulz del New Yorker per l’articolo su “Cascadia”, l’area molto grande che occupa la costa occidentale del Nord America, dalla California al Canada.
  • Commentary – Farah Stockman del Boston Globe ha raccontato gli effetti tuttora visibili della segregazione razziale sugli autobus della città.
  • Criticism - Emily Nussbaum del New Yorker per le recensioni televisive.
  • Editorial Writing – John Hackworth di Sun Newspapers per gli editoriali.
  • Editorial Cartooning - Jack Ohman del Sacramento Bee per le sue vignette.
  • Breaking News Photography - Mauricio Lima, Sergey Ponomarev, Tyler Hicks e Daniel Etter del The New York Times, che hanno fotografato il viaggio dei migranti; allo staff fotografico di Thomson Reuters, per fotografie che hanno raccontato il lungo viaggio dei migranti verso destinazioni spesso sconosciute.
  • Feature Photography – Jessica Rinaldi del Boston Globe, per il reportage sulla vita difficile di Strider Wolf.
  • Fiction - The Sympathizer dello scrittore vietnamita Viet Thanh Nguyen.
  • DramaHamilton, di Lin-Manuel Miranda: è un musical di grandissimo successo sulla storia di Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti.
  • History – Custer’s Trials: A Life on the Frontier of a New America di T.J. Stiles.
  • Biography or Autobiography – Barbarian Days: A Surfing Life di William Finnegan, un memoir pubblicato da Penguin sulla passione dell’autore per il surf.
  • Poetry – Ozone Journal di Peter Balakian, raccolta di poesie pubblicata dalla University of Chicago Press.
  • General Non fictionBlack Flags: The Rise of ISIS di Joby Warrick, che racconta con la logica viziata della guerra in Iraq e la creazione/crescita dello Stato Islamico.
  • MusicIn for a Penny, In for a Pound di Henry Threadgill.

 

L’IDEATORE
Tutto questo non ci sarebbe mai stato senza la brillante intuizione di Joseph Pulitzer. Nato in Ungheria nel 1847, a 17 anni tenta di arruolarsi in tre differenti eserciti: austriaco, britannico, legione francese. Nessuno sembra però volerlo arruolare a causa dei problemi di vista e di una salute cagionevole. Quando ad Amburgo ha incontrato un reclutatore che cercava volontari per l’esercito americano da impiegare nella guerra civile. Inizia così la storia di Pulitzer nel Nuovo Mondo. Era il 1864 e dopo aver servito il Paese, si trasferisce a St. Louis dove fa di tutto: mulattiere, facchino, cameriere. Nel frattempo studia nella biblioteca pubblica legge e inglese. È proprio lì che un giorno, mentre osservava due signori che giocano a scacchi, ha criticato una loro mossa. I due uomini, editori del Westliche Post, il quotidiano in lingua tedesca più venduto a St. Louis, sono incuriositi da Pulitzer. Tanto da offrirgli un lavoro. In pochi anni quell’imigrato ungherese diventerà giornalista stimato, editore e proprietario di giornali. Alla sua morte una parte del lascito è stata usata per la Scuola di giornalismo dell’università nel 1912 che porta ancora oggi il suo nome. Si dovrà però attendere altri cinque anni prima che il premio prendesse vita.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: Data: 19-04-2016 12:31 PM


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