Non è un appendiabiti

Zuzanna Buchwald è una modella che ha sofferto di anoressia e bulimia. Per anni ha sofferto in silenzio pur di lavorare nel fashion system. Oggi ha scelto di vuotare il sacco con un video-atto d'accusa.

Fin dall’adolescenza ha lavorato per griffe come Gucci, Prada e Versace. Per anni ha dovuto ‘lottare’ contro la bilancia, vivendo il dramma dell’anoressia prima e della bulimia poi. Ha dovuto perdere peso e massa muscolare per continuare a sfilare. Ed è stata zitta. Oggi invece la modella polacca Zuzanna Buchwald ha scelto di vuotare il sacco con ‘I’m not your clothes hanger‘ (Non sono il tuo appendiabiti), video-atto d’accusa contro il mondo della moda.

TROPPO MUSCOLOSA
Nel filmato, creato da Real Women Real Stories, e in un lungo articolo scritto sul quotidiano online The Daily Dot, Zuzanna Buchwald ha ripercorso il lato oscuro della sua carriera, quello fatto di privazioni, disturbi alimentari e la sensazione di essere usata come un oggetto. Prima di sbarcare a New York per lavorare come modella, la Buchwald era stata un’atleta professionista nella sua città natale di Srem, in Polonia, e con la seconda agenzia che l’ha messa sotto contratto sono iniziati i problemi: «Mi hanno chiesto di perdere massa muscolare consigliandomi di non mangiare e di non fare esercizi fisici. Presto ho sviluppato l’anoressia, seguita dalla bulimia. Ero molto debole e sempre giù di morale, ho avuto un blocco del ciclo mestruale per tre anni e problemi con i denti, la mia carnagione è diventata grigia, la mia pelle era asciutta e i capelli hanno iniziato a cadere».

Immagine anteprima YouTube

MODELLE ANONIME
Per la Buchwald il mondo della moda sta andando nella direzione sbagliata: «Negli Anni ’80 e ’90 le modelle erano donne curvy con personalità e storie da raccontare. Erano dei personaggi. Oggi le modelle sono anonime, come appendiabiti intercambiabili. Oggi sei la faccia dietro il marchio e non la faccia che lo crea. La taglia zero (equivalente alla nostra 36, ndr) è il requisito non detto per avere successo. Le agenzie si preoccupano solo che le modelle entrino nei vestiti. Più sei magra, meglio è. Sei obbligata a pesarti e se dimagrisci ti fanno i complimenti e ti mandano ai casting, mentre se non ci riesci ti dicono di continuare a non mangiare. Nessuno si preoccupa della tua salute». Oggi la Buchwald convive con con le conseguenze della malattia e, come ha raccontato a The Daily Dot, rimpiange di non aver capito prima il dramma che stava vivendo, ma spera che il suo filmato possa servire alle ragazze più giovani: «Ancora adesso ho un rapporto problematico con il cibo. La malattia purtroppo ha cambiato la mia personalità, per sempre».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, Sfilate Argomenti: , , , Data: 18-04-2016 05:51 PM


Lascia un Commento

*