Se il donatore è schizofrenico

Angie e Beth pensavano di aver trovato il profilo perfetto. Bello, intelligente, sano. Sette anni dopo hanno scoperto che in realtà era un criminale affetto da diversi disturbi mentali.

angie-collins.jpg.size.xxxlarge.letterboxDopo cinque anni d’amore, Angie Collins e Beth Hanson desideravano un figlio e si erano rivolti alla banca del seme per poter realizzare il sogno di una vita. Così, dopo mesi di ricerca, pensavano di aver trovato la soluzione perfetta. Dai tratti estetici invidiabili e con un quoziente intellettivo sopra la media, amante della lettura e della musica, appassionato di algoritmi e fitness, il donatore 9623 sembrava assolutamente rispecchiare a pieno i loro desideri.

L’INGANNO
La felicità, come riporta il Mirror, è durata sette anni. Nel giugno del 2014, all’improvviso, la famiglia ha scoperto di essere stata gravemente ingannata: il donatore, lungi dall’essere ‘perfetto’, era affetto da schizofrenia con disturbi della personalità bipolare e narcisistica e con una storia criminale alle spalle. Angie ha saputo la verità dopo aver ricevuto un messaggio su Facebook. La mittente era una mamma degli Stati Uniti che aveva avuto un figlio dallo stesso donatore. Le due donne si conoscevano grazie a un portale che mette in relazione le famiglie in modo da far incontrare, qualora lo desiderassero, i figli sparsi per il mondo nati tramite lo stesso sperma. Dopo un’approfondita ricerca le famiglie erano venute a conoscenza del reale background dell’uomo, dal cui seme erano nati 36 bambini, 19 maschietti e 17 femminucce, per 26 famiglie.

I TIMORI DELLE FAMIGLIE
Le rivelazioni circa i problemi mentali del donatore hanno lasciato tutte le persone coinvolte in uno stato d’allarme: la schizofrenia può restare latente fino ai 40 anni e secondo il National Institute of Mental Health colpisce il 10% delle persone che hanno un genitore malato.

LA DENUNCIA
Angie e Beth hanno fatto causa e si augurano, in caso di successo, che con gli eventuali danni riconosciuti possa essere istituito un fondo di sostegno per le famiglie coinvolte. Ma la speranza più grande è, ovviamente, un’altra: «Abbiamo un bambino straordinario che noi adoriamo. È pura gioia. Teniamo le dita incrociate augurandoci che nessuno dei piccoli erediti la malattia del donatore», ha detto Angie.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , Data: 18-04-2016 04:09 PM


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