«Il vino del futuro? È vegano»

di Enrico Matzeu
Il 13 aprile a Verona si chiude il Vinitaly: abbiamo parlato con Adua Villa, che ci ha raccontato le ultime novità del settore e della nuova svolta al femminile: «Una sommelier donna è più accattivante».
Vinitaly è la fiera dei vini e dei distillati più importante d'Italia.

Vinitaly è la fiera dei vini e dei distillati più importante d’Italia.

Vinitaly fa 50 anni e se li porta benissimo. La più grande fiera dedicata ai vini e ai distillati, in programma a Verona dal 10 al 13 aprile, continua a dare grandi soddisfazioni al mondo dell’enogastronomia e anche le istituzioni – in primis il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi presenti all’inaugurazione – hanno voluto fare gli auguri a un evento così importante per la nostra economia, con oltre 4 mila espositori e quasi 150 mila visitatori all’anno.

PAROLA DI ADUA VILLA
Il mondo del vino negli ultimi anni sta avendo una svolta in rosa. E non parliamo dei rosati, ma delle donne che prendono sempre più piede in uno dei settori che forse per tradizione è considerato il più maschile in assoluto. Per questo, tra i padiglioni di Vinitaly abbiamo voluto incontrare la sommelier Adua Villa, che i più conoscono soprattutto grazie al piccolo schermo, tra La Prova del Cuoco e i recenti interventi a Tagadà su La7. Alle spalle molta radio e diversi libri pubblicati, su questa 50esima edizione di Vinitaly,  ci fa notare che «la fiera negli anni passati si era trasformata in un’occasione più per fare pubbliche relazioni che per vendere e acquistare vini e distillati, ma quest’anno c’è un ritorno al business, sicuramente per necessità delle aziende».

LE DONNE DEL VINO
Nel mondo femminile, ricorda Villa, «molte aziende italiane hanno un’impronta matriarcale e le donne sono presenti sia nella parte commerciale che in quella produttiva, come proprietarie aziende, per non parlare della comunicazione, dove sono davvero molto forti». Al contrario di quello che possono pensare i più maschilisti, nel mondo del vino le donne fanno squadra e sono nate negli anni molte associazioni che le riuniscono, come Le donne del vino, presente in tutta Italia. «Del resto, soprattutto nella comunicazione, una donna che parla di vino ha qualcosa di più accattivante rispetto a un uomo».

BIO E VEGAN
Parliamo di novità. Come in tutti gli altri settori alimentari, anche per il vino è arrivato il tempo del biologico e del vegano. Che sia una moda o una reale necessità delle aziende di allargare il proprio mercato, Villa ci ha spiegato che «ora anche le grandi imprese vinicole stanno presentando delle linee bio, anche quelle che hanno sempre avuto un tipo di produzione molto tradizionale. Per altro si va oltre il biologico e la filosofia biodinamica, e si arriva a vini vegani». Anche nel mondo di Bacco, dunque, la consapevolezza del prodotto diventa fondamentale e i grandi produttori fanno i conti con i trend del momento, soprattutto per il mercato estero, «da noi non c’è ancora questa piena percezione, ma all’estero sono più sensibili a queste cose».

LA TEMPERATURA DI SERVIZIO
Il vino, in un modo o nell’altro, è sempre presente sulle nostre tavole e la tradizione italiana ci impone di gustarlo sia a pranzo che a cena, spesso però si commettono degli errori, non tanto nella scelta delle tipologie di vino, quanto nel modo in cui lo serviamo. «La temperatura di servizio è importantissima»,  ci ricorda la sommelier, «perché altrimenti rischiamo di rovinarlo e di alterarne il sapore». Per l’esperta la temperatura è più rilevante di qualsiasi bicchiere o cavatappi di ultima generazione, tanto che nel suo libro, Una sommelier per amica, ci ha dedicato un intero capitolo.

I CONSIGLI DI ADUA
Tra una degustazione e l’altra, non potevamo non chiederle quali sono i vini irrinunciabili per un vero appassionato o per chi ama pasteggiare con un buon prodotto. «Secondo me», ci ha risposto Adua, «i vini che dobbiamo sempre avere in casa sono: il Prosecco DOC, quindi le bollicine più immediate, più facili, che rendono felice qualsiasi situazione; poi direi di riscoprire i vini siciliani bianchi e rossi dell’Etna, per conoscere una Sicilia un po’ diversa; e infine, per andare da un estremo all’altro, direi i bianchi trentini, che sono sicuramente i più consumati in Italia».

ROMPERE GLI SCHEMI
Infrangere i tabù in Italia è difficilissimo, soprattutto in termini di vino. «Noi italiani siamo molto rigidi e bigotti, a differenza di altri Paesi dove sono più open mind e hanno una tradizione meno forte della nostra. Questo però sta cambiando, anche grazie a una maggiore conoscenza del prodotto, che ci sta portando a bere meno ma in modo più consapevole». Quindi anche pensare ad abbinamenti strani come il vino rosso con il pesce o il bianco con le carni rosse, non è più così impensabile. Perfino la pizza può essere accompagnata al vino: Un Lambrusco ancestrale è perfetto».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , Data: 13-04-2016 01:15 PM


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