«Agli eroi preferisco gli antagonisti»

di Paola Medori
Prima di partecipare al talent non aveva mai ballato nemmeno in discoteca: intervista a Michele Morrone, attore e concorrente (eliminato) di Ballando, che in molti sperano ancora conquisti la vittoria.

Michele-Morrone-3-e1454082548170Nonostante l’inaspettata eliminazione a Ballando con le stelle, Michele Morrone è pronto per la battaglia finale. Classe 1990, l’attore e modello di origini pugliesi, apparso in molte fiction come Provaci ancora Prof 6, Come un delfino e Squadra Antimafia 6, è la rivelazione di questa undicesima edizione. Sa ballare, ha il fascino da ‘bello e dannato’ (non a caso il suo film preferito è Dracula) e la fermezza di un vero guerriero. Sul palco volteggia come un Dio dell’Olimpo, tra un Paso Dople e un Valzer. Nell’ultima puntata è riuscito persino a ballare bendato e da solo. È amatissimo dal pubblico e dai giudici: Selvaggia Lucarelli è rimasta letteralmente ammaliata dai suoi addominali scolpiti. In molti fanno il tifo per una sua vittoria finale, sperando che nella puntata del 9 aprile venga ripescato.

DOMANDA: È stato uno degli eliminati della puntata del 2 aprile. Un colpo di scena, visto che fin da subito era considerato uno dei possibili vincitori di quest’edizione. Cosa è successo?
RISPOSTA: Mi ha penalizzato l’assenza della mia insegnate Ekaterina Vaganova, una professionista vera. In realtà non so davvero cosa è accaduto e con quale criterio hanno votato. Anche ballando da solo non credo di aver sbagliato la coreografia.
D: La trasmissione non poteva affiancarle una sua sostituta?
R: Mi hanno proposto una nuova partner ma sono stato io a non volere nessun’altra. Dopo sei settimane di ballo insieme a Ekaterina mi sembrava quasi di tradirla. Fortunatamente questo sabato potremmo finalmente tornare a ballare insieme.
D: Cosa farà per per giocarsi l’ultima chance per rientrare in gara?
R: Stiamo lavorando molto: prepariamo due coreografie per il ballottaggio. L’impegno sarà doppio. Ce la sto mettendo tutta: tanta grinta e determinazione. Darò il meglio di me.
D: Cosa rappresenta per lei la sfida di Ballando?
R: Avevo l’opportunità di imparare a ballare guidato da veri professionisti come Ekaterina. È come prendere delle lezioni di recitazione da Al Pacino, solo che stai ballando. Questa esperienza sarà utile per il futuro.
D: Ha fatto dei progressi incredibili. Merito di un fisico da sportivo o di una ferrea disciplina mentale?
R: Dipende sempre dall’impegno che uno mette in quello che fa. Sono un perfezionista e questo è il mio lavoro. Cerco sempre di farlo al mio meglio, anche per il pubblico che mi segue, a cui voglio regalare emozioni.
D: Prima del talent show non aveva mai ballato neanche in discoteca?
R: Le ho frequentate pochissimo perché non mi piacciono. Sono troppo affollate e piene di persone sudate. Quando andavo muovevo solo la testa a ritmo di musica.
D: Come la sta cambiando questa esperienza?
R: Le prime settimane, quando sei ancora carico, sembra facile ma poi diventa difficile per via dello stress fisico e psicologico. Ti devi ricordare i passi e, anche se sei stanco, non puoi fermarti. Devi andare avanti e portare a termine la coreografia, se non due o tre nell’arco di una settimana. E per un non professionista é veramente dura.
D: La intimoriscono le simpatiche avance dell’irriverente giudice Selvaggia Lucarelli?
R: No, assolutamente. A differenza di molte persone la trovo molto simpatica perché é una diretta e dice sempre quello che pensa. Con me si é comportata benissimo. Fa il suo mestiere di giudice e accetto le sue critiche.
D: E le critiche degli altri giudici la infastidiscono?
R: In alcuni casi mi chiedo il perché di un giudizio ma non cerco di andare contro, perché le loro affermazioni nascondono delle motivazioni logiche. Ed è giusto che esprimano i loro giudizi e apprezzamenti. Li trovo simpatici tutti, anche Mariotto (e ride, ndr).
D: Con gli altri concorrenti ha stretto un legame d’amicizia?
R: Mi sono trovato bene con tutti, soprattutto con Iago. Abbiamo legato molto. Tra noi c’è una particolare amicizia. Mi piace stare in sfida con lui, é uno tosto e bravo, anche se ho perso due volte. Spero di lavorare ancora con lui perché è  un grande professionista. Ci auguriamo di fare insieme un film o una serie tivù in cui siamo fratelli.
D: Hai raccontato, senza timore, della tua difficile adolescenza: quanto la ha aiutata la recitazione?
R: Ho vissuto un periodo piuttosto rock. Recitare mi ha permesso di essere qualcun altro, di trascurare me stesso e non pensare, per un momento, alla mia vita. In questo salire sul palco mi ha aiutato molto.
D: Ho letto che scrivi poesie, un’altra grande passione dopo la recitazione. Come nasce questo impulso?
R: Scrivo quando la mia mente mi dice di farlo, potrei comporre una poesia anche mentre parlo con te, se fossi colto dall’ispirazione. Sono dei pensieri che butto giù, da quando ero piccolo, e continuo a farlo perché mi rilassa.
D: Puo regalarcene una?
R: La noia si alzò e si diresse dinnanzi allo specchio. A fatica alzò gli occhi. All’interno vi scorse gli orribili occhi rettili dell’amore. Subito, la noia, come un vampiro alla vista d’un crocifisso tornò ad essere se stessa, forse però più illusa. Si sedette vuota, la noia, con le sue grigie occhiaie e dopo qualche istante tentò di tornare ad osservare, illusa sempre, l’amore, che appunto illudendola le mostrò il tradimento.
D: Tanta gavetta come attore: ha lavorato con Bova, Bocci, Pivetti, Decaro. Ha qualche aneddoto da raccontarci?
R: Sono tutti dei grandi artisti. Quando girai E la vita continua eravamo sul set a Civitavecchia. Era marzo e faceva un freddo assurdo. Io dovevo far finta di annegare e poi un cane mi avrebbe salvato. Feci questo bagno nelle acque gelide:  mi sono sentito come quei rugbisti che immergono le gambe nel ghiaccio dopo un duro allenamento. Un’esperienza scioccante che ricorderò sempre.
D: Ha recitato in tante fiction ma sogna il cinema: in quale ruolo ti piacerebbe recitare e con quale regista?
R: Adoro Sergio Castellitto, vorrei lavorare con lui e anche con Pedro Almodóvar. Mi piacciono i ruoli inusuali. Amo l’antagonista, secondo me ha un carattere più forte dell’eroe e possiede una carica in più. Poi ho una vera passione per film in costume. Il mio preferito è Dracula di Bram Stoker diretto da Francis Ford Coppola, un genio assoluto, con Gary Oldman. Quello sarebbe il mio ruolo perfetto.
D: Quali sono i suoi progetti dopo Ballando con le stelle?
R: Mi sono arrivate diverse proposte, alcune le ho scartate perché mi allontanavano dalla mia carriera di attore. Mentre ora sto incrociando le dita perché sono in finale per un ruolo da protagonista.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 08-04-2016 05:21 PM


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