«Dopo la pista da ballo sogno il set»

di Paola Medori
A tu per tu con Pierre Cosso, che dopo il successo de Il tempo delle mele 2 ha lasciato tutto per godersi il mare in Polinesia. È tornato solo per partecipare al talent di RaiUno: ecco come è andata.

cosso3Occhi blu intenso, come il mare che scruta ogni mattina dal suo catamarano. Negli Anni ‘80 Pierre Cosso è stato l’idolo delle ragazzine grazie al ruolo del bel tenebroso nel film cult Il tempo delle mele 2. Ma nonostante la fama sceglie di sparire, forse in cerca di se stesso. Molla tutto per realizzare il suo sogno: salire su una barca e girare il mondo, fino ad approdare nella Polinesia Francese, paradiso terreste dove vive da 15 anni con tutta la famiglia. Entrato nel cast dell’undicesima edizione di Ballando con le stelle, chiamato da Milly Carlucci, «una di quelle donne che quando ti chiede la luna, le dai anche il sole» – confessa – mostra dentro e fuori la pista una grinta fuori dal comune. In coppia con l’insegnante Maria Ermachkova, dopo l’eliminazione nella terza puntata, non ha intenzione di rimanere a guardare. «Farò di tutto per rientrare in gioco»,  ammette senza indugi.

DOMANDA: Dal mare alla pista da ballo, cosa l’ha spinta ad accettare di ‘ritornare a terra’ per Ballando con le stelle?
RISPOSTA: Milly Carlucci mi proponeva il programma da anni, ma non ho potuto accettare prima perché stavo in mezzo al mare e avevo i bambini troppo piccoli . Nell’estate 2015, però, ci siamo incontrati a Roma e non ho potuto dirle di no.
D: Dopo l’eliminazione dalla trasmissione, si è parlato di una lite dietro le quinte fra lei e la sua maestra di ballo Maria Ermachkova. Cosa è successo?
R: Ho smentito tutto tramite un comunicato stampa. Con Maria ci sono state discussioni e confronti verbali che non sono mai sfociati in reazioni fisiche violente. Non ho dato testate alle porte, né ho messo punti di sutura. Erano solo false notizie e molte persone ci hanno creduto, persino il mio agente. La cosa più grave è che nessun giornale ha verificato se queste informazioni fossero vere o no.
D: Della giuria cosa pensa?
R: Conoscevo solo l’edizione americana e quella francese, non quella italiana. Qui solo Carolyn Smith si intende veramente di ballo, gli altri invece esprimono giudizi parziali. Se uno è disposto ad accettare questo tipo di trasmissione deve aspettarsi anche questo tipo di giudici.
D: Trova ingiuste alcune eliminazioni?
R: Mi piace molto Platinette, che è molto intelligente, ma se parliamo solo di tecnica è veramente strano che uno come Michele Morrone sia uscito, mentre lei sia ancora in gara. Forse in questo modo il programma perde un po’ di credibilità. È un punto interrogativo.
D: Crede in un ripescaggio?
R: Assolutamente sì, non sono venuto qui per l’assegno, ma per ballare. Ho fatto 17 mila km, ho lasciato la mia barca e portato tutta la famiglia a Roma non per rimanere in panchina.
D: Può anticiparci quali balli porterete in pista?
R: Faremo un boogie boogie pazzesco e di grande effetto, poi un free style. Ma ci saranno tante altre sorprese. Il mio impegno è al 100%, poi la terra non smetterà certo di girare se non sarò ripescato.
D: Perché ha lasciato la carriera da attore per fare lo skipper per turisti?
R: Non faccio lo skipper, ma il papà che vive su una barca in Polinesia. Ho l’immensa fortuna di poter offrire alla mia famiglia la vita che ho sempre voluto: fare il giro del mondo viaggiando per mare.
D: È stato difficile riadattarsi alla vita di città, soprattutto in una grande metropoli come Roma?
R: La parte più dura è nel passaggio da una realtà all’altra. Poi ci si adatta anche in modo incredibilmente veloce. Nonostante si senta una specie di senso di tradimento per la realtà lasciata.
D: La sua compagna è originaria della Polinesia. Quale è l’insegnamento più importante che le ha trasmesso questa cultura?
R: Godersi il presente. È qualcosa che ignoravo e ora mi porto dentro. I polinesiani non guardano al passato, né al futuro, ma vivono adesso in un luogo splendido con un mare unico. Hanno delle tradizioni legate ai fiori, ai profumi, alla musica e ai colori. Tutto questo mi ha aiutato a cambiare atteggiamento nei confronti delle spazio e del tempo.
D: Dopo l’esperienza a Ballando con le stelle pensa di ritornare in Polinesia?
R: Sì, a meno che non arrivi una proposta davvero interessante per rimanere. A quel punto abbandonerei la barca, metterei da parte il sogno polinesiano, e ritornerei a fare l’attore, il mestiere che più amo.
D: Ha dei rimpianti?
R: Assolutamente no. Li avrei avuti solo se non fossi partito. Tante persone invidiano il coraggio che ho dimostrato nel mollare tutto e andare via. A loro dico: dove c’è la volontà c’è anche un cammino.
D: Ne Il tempo delle mele 2 fa tornare il sorriso alla dolce Vic,. Nella vita come riesce a far ridere una donna?
R: Raccontando barzellette e prendendomi in giro. Adoro far ridere le donne, ti assicuro che è già una grande vittoria.
D: Oggi, tra i giovani, avrebbe successo un film come Il tempo delle mele 2?
R: Sì, magari ambientato diversamente. Penso che i sentimenti dei ragazzi di 13-14 anni siano sempre gli stessi, forse con delle paure diverse. Il tempo delle mele non era rappresentativo di un’intera generazione ma di una gioventù medio ricca e comunque ogni volta che viene riproposto in tivù ha sempre molto successo.
D: È l’Italia che ha rilanciato la sua carriera d’attore nel 2008 con la miniserie Anna e i cinque, accanto a Sabrina Ferilli. Come è stato lavorare con lei?
R: Fantastico perché è una persona tanto generosa e ha un grande cuore. Recitare con lei è come giocare una partita di tennis con un campione, tutto diventa più facile e divertente.
D: Cosa ha pensato del clamoroso gesto di protesta della sua collega Sophie Marceau quando ha rifiutato la Legion d’Onore?
R: Ha fatto bene. Io avrei fatto la stessa cosa .

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 08-04-2016 03:55 PM


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