La Guidi avrebbe dovuto dire di no

di Matteo Innocenti
Abbiamo contattato lo psicoterapeuta di coppia Davide Algeri per parlare dei casi in cui, in una relazione, la donna diventa succube del partner. Ecco i consigli dello specialista.

Dalla casalinga di Voghera alla sguattera del Guatemala. Se la prima espressione indica una persona dal livello di istruzione medio-basso che esercita un lavoro semplice, chissà che anche la seconda non possa presto entrare a far parte del linguaggio corrente. L’ha coniata l’ormai ex ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi che così si definiva, lamentandosi al telefono (intercettata) con il compagno lobbista Gianluca Gemelli: «Non fai altro che chiedermi favori, con me ti comporti come un sultano, mi sono rotta. Tu siccome stai con me e hai un figlio con me, mi tratti come una sguattera del Guatemala». Da una parte l’uomo, che si sente un po’ il ‘capo’, dall’altro la donna che, nonostante il ruolo pubblico che occupa, nel privato tende a essere succube del partner. Una situazione certo non rara e che riguarda molte coppie.

WENDY E PETER PAN
«La donna diventa succube dell’uomo perché ha dei sensi di colpa, non necessariamente nati dal rapporto di coppia, e perché lui è bravo ad alimentarli per mantenere questa situazione», spiega lo psicoterapeuta della coppia Davide Algeri. Anche se la creazione di sensi di colpa è il modo migliore per manipolare il partner, non è detto, è bene sottolinearlo, che avvenga di proposito. Semplicemente, da una parte c’è l’uomo con la ‘sindrome di Peter Pan‘ e dall’altra la donna che ama fare la crocerossina, affetta dalla ‘sindrome di Wendy‘. L’ex ministro Guidi è però ben consapevole della situazione, visto che se ne lamenta con il compagno. Precisa Algeri: «Sembra che si sia creato un rapporto genitore/figlio e non di coppia, dove un partner di fatto si occupa dell’altro. Comunque situazioni del genere spesso fanno comodo a entrambi».

SGUARDO ESTERNO
Una coppia sbilanciata in tal senso fino a pochi decenni fa non sarebbe sembrata un problema. Ma con l’emancipazione della donna molto è cambiato. Tuttavia, spesso il problema viene percepito come tale solo dopo aver iniziato una terapia di coppia, perché essendo una situazione di comodo, in cui uno comanda e l’altra obbedisce, spesso non è facile individuarlo senza uno sguardo dall’esterno. Spiega Algeri: «Non è certo il motivo principale per cui una coppia si rivolge a un terapista, ma spesso si inserisce in un discorso più ampio dove da una parte non c’è il riconoscimento dell’altro».

DIRE DEI ‘NO’
Durante la terapia di coppia occorre che la ‘crocerossina’ inizi a dare di meno, provando a essere più egoista. Deve scoprire la capacità (se non il piacere) di dire dei ‘no’, dedicando anche più tempo a sé stessa, trovando nuovi interessi o riscoprendo un hobby messo da parte da troppo tempo. «La donna succube deve permettere al partner di dare, deve creare un vuoto che lui può riempire. Chi è già abituato a chiedere sempre dedica invece già abbastanza tempo a sé stesso. Le coppie, insomma, devono invertire la tendenza».

CAMBIO DI ROTTA
Come spiega lo psicoterapeuta, è più probabile che la donna sia succube dell’uomo e non viceversa. Questo perché, generalmente, l’uomo da piccolo è stato più coccolato e quindi è abituato a chiedere e ricevere attenzioni. Cambiare, insomma, per lui non sarà facile. Ma nemmeno per lei: «Chi è stata succube in una relazione poi è molto probabile che lo sia di nuovo nelle successive. Rischia di ‘impantanarsi’ di nuovo se non lavora su sé stessa. Ogni relazione, non dimentichiamolo, deve essere uno scambio». Ma il pericolo della recidività è sempre dietro l’angolo.

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Una risposta a “La Guidi avrebbe dovuto dire di no”

  1. teo dante scrive:

    Si in effetti fa pena vederla adesso che ha perso la sua sicumera confindustrale e deve raccattare i frammeni di una vita fatta di priviligi e di squallore umane. Ma non ci dimentichiamo la sua arroganza di quando era vicepresidente di confindustria grazie ad un padre ben inserito nel ricevere commesse dalle aziende parastatali , a sparare a zero contro i sindacati che rappresentavano il freno all’Italia del fare. L’ italia del fare da lei rappresentata come ministra emerge molto bene dalle intercettazioni della Procura della Repubblica di Potenza , e’ un pezzo di Italia fatta da :
    - Intrallazzatori che vivono nel sottobosco degli appalti pubblici
    - Piccole persone messe a occupare cariche ministeriali , come la Guidi cosi’ da non disturbare mai il manovratore Renzi , yes woman.
    - Persone piene di pregiudizi razziali e di classe ” sguattera guatemalteca”.
    - Persone viziate a cui tutto e’ dovuto e che fanno dell’ iper attivismo una ideologia regolatrice l’esistenza non capendo che spesso la quantita’ va a scapito della qualita’
    - Persone incolte , come ha detto Galli della Loggia , ma affamate di potere , persone come Craxi , Martelli De Michelis che avevano la stessa brama di potere nella prima repubblica ma che a differenza della Guidi e Renzi avevano anche uno spessore culturale che permetteva loro di capire e mediare istanze differenti , insomma di fare politica e non dinesercitare un ufficio.
    La privacy non c’ entra nulla con le intercettazioni e la loro pubblicazione , quello della Guidi non e’ un dramma personale e famigliare , il vero dramma sono le famiglie Italiane che devono pagare per questa classe politica intrallazzatrice ed ignorante che sa solo produrre parole per difendere privilegi.

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