Non c'è Tinder per brutte

Secondo uno studio le donne che mentono sul proprio aspetto fisico potrebbero venire trattate male dai partner nel corso di un appuntamento. Un indennizzo che gli uomini si prendono per essere stati beffati.

come-funziona-tinderSe esci con una donna dovresti sempre rispettarla. Indipendentemente dal suo aspetto fisico, età, religione ed etnia. Non sempre, quella che dovrebbe essere una regola del vivere comune, viene propriamente rispettata. Secondo una ricerca condotta dai sociologi della Manchester Metropolitan University molti utenti maschi di Tinder, celebre piattaforma online di appuntamenti, pensano di avere il diritto di avere atteggiamenti negativi nei confronti delle donne poco attraenti. Lo studio stabilisce che il tutto si dovrebbe a una sorta di reciproca fiducia disattesa o tradita. Se una donna ha mentito sul suo reale aspetto gli uomini si sentono quasi in obbligo di «trattarla come meglio credono, quasi come una sorta di risarcimento dovuto».

LA RELAZIONE
Presentando la ricerca al convegno della British Sociological Association, l’autrice dello studio e docente di sociologia, la Dottoressa Jenny van Hooff, ha sostenuto che «molti degli intervistati, dopo essersi sentiti delusi dall’appuntamento al buio, si sono sentiti in diritto di far sentire a disagio trattando male il partner». Secondo gli autori della ricerca si trattava di una sorta di risarcimento. La causa di questo sarebbe proprio nel metodo d’approccio online dove le donne mentono sulle loro reali esistenze protette da uno schermo. Così quando la realtà si rivela in tutta la sua durezza ecco l’attacco quasi brutale nei confronti di chi ha mentito.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , Data: 07-04-2016 03:25 PM


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