Un culturista non può fare il sindaco?

di Matteo Innocenti
Vuole diventare il primo cittadino di Capoterra, dove si è candidato con il M5s, ma la decisione ha scatenato una bufera politica. Il motivo? I suoi muscoli. La nostra intervista a Giovanni Montis.

Bufera pentastellata su Capoterra. Nella cittadina in provincia di Cagliari il candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle sarà Giovanni Montis, ma la decisione non è andata giù a sei candidati consiglieri del Movimento, che si sono subito ritirati. Il motivo? Montis, 33 anni, è un culturista. Arrivato secondo al concorso di Mister Universo, si è esibito anche a Italia’s Got Talent e Tú sí que vales: per questo, la sua immagine potrebbe nuocere al M5s durante le elezioni. Chiamato in causa, l’aspirante sindaco si è difeso sui social con queste parole: «Credo che un sindaco, a prescindere che sia uomo-donna-etero-gay e da ciò che fa in privato, debba in primis mettersi al servizio del cittadino, sia che governi un piccolo paese che una grossa metropoli, e lo deve fare con umiltà, trasparenza e abbia la capacità di ascoltare le persone, dote importantissima che pochi politici hanno». Giovanni è stato scelto tramite una regolare votazione interna, in base alla quale ha ricevuto l’ok dal 75% dei votanti: «Adesso sono il candidato sindaco, la lista è stata inviata e la certificazione dovrebbe arrivare prima della metà di aprile», ha dichiarato a LetteraDonna.

DOMANDA: E allora da dove nasce la polemica?
RISPOSTA: Secondo i fuoriusciti non sono adeguato per ciò che richiede una campagna elettorale: colpa della mia immagine, ma il fatto che sia palestrato e tatuato non significa niente. Anzi: da qualche anno ho aperto una palestra grazie alla quale ho dato anche lavoro a gente del posto. Prima ho lavorato per dieci anni nella bonifica ambientale, ho fatto il salumiere e lo spazzino. Non c’è motivo per cui non possa mettermi di nuovo in gioco.
D: Conosce le sei persone che si sono ritirate?
R: Sì, sono quattro donne e due uomini. A Capoterra ci conosciamo tutti, sapevo che erano contrari alla mia candidatura ma, visto che siamo in democrazia, pensavo non ci sarebbero stati problemi. Invece pochi giorni fa hanno chiesto di fare un’altra votazione per il candidato sindaco.
D: Un culturista mette grande dedizione nella cura per il proprio corpo. La stessa che lei potrebbe mettere per Capoterra?È abituato ai sacrifici e a raggiungere i suoi obiettivi.
R: Esatto, ho fatto arti marziali fin da piccolo e sono abituato alla disciplina. Ho fatto tanta strada ma solo con le mie forze: non ho mai chiesto niente a nessuno.
D: C’è chi ha tirato in ballo la sua inesperienza. Può essere una scusa valida?
R: No, perché il Movimento 5 Stelle si basa proprio sulla ‘verginità politica’, su persone che non sono politici di professione. Il fatto è che a qualcuno non piace che io sia, per così dire, un ‘mezzo personaggio pubblico’.
D: Prima di entrare a far parte del Movimento che idee politiche aveva?
R: Non avevo mai fatto parte di un partito perché non vedevo un’ideologia in grado di migliorare l’Italia e la situazione dei giovani, ma solo corruzione e gente indagata. Dall’esterno seguo il M5s dal 2009, mentre ne faccio parte come attivista dall’estate del 2015.
D: Quale qualità non deve mancare a un politico?
R: La capacità di ascoltare. Quando si sente e basta le cose entrano da un orecchio ed escono dall’altro. A me invece piace parlare con le persone, chiacchierare con chi viene da me in palestra e si apre parlando dei suoi problemi. A molti politici questo non interessa.
D: A proposito, nel suo ambiente si parla di politica?
R: Più che di politica parliamo di cosa servirebbe all’Italia e a Capoterra. C’è tanta gente che si è stufata di andare a votare sempre le solite facce. Ma con il boom del Movimento molte persone che non volevano votare lo faranno e mi chiedono informazioni di continuo.
D: Molti voteranno per lei, immagino. È fiducioso in vista delle elezioni?
R: In città si parla molto della mia candidatura, sembra che piaccia il fatto che mi sia messo in gioco. Conosco tutti, sono benvoluto, si fidano di me e mi vedono un po’ come un punto di riferimento, dai giovani alle persone più anziane. È la prima volta che a Capoterra c’è un candidato e sono molto fiducioso.
D: Cosa si sente di promettere ai suoi concittadini?
R: Ho i Quattro Mori tatuati sul braccio e quando gareggio mostro sempre la bandiera e la maschera sarda. Sono molto orgoglioso delle mie radici: vorrei dare un’identità a Capoterra, una città adesso solo di passaggio perché a metà strada tra Cagliari e spiagge bellissime, e tra mare e montagna. Voglio far conoscere la mia città, lavorare su turismo, sullo sport e dare spazio alla creatività dei ragazzi.
D: Da Capoterra a Roma: Virginia Raggi può essere la persona giusta per la Capitale?
R: Non la conosco di persona ma credo sia una persona valida e umile, in grado di cambiare le cose. Se eletta, farà qualcosa di più rispetto alla vecchia politica. Roma ha bisogno di persone come lei.
D: Beppe Grillo si è defilato dal M5s. Che ne pensa?
R: Ha preso questa decisione ma in realtà è sempre presente, anche se non in prima fila come Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Lo stesso vale per Gianroberto Casaleggio.
D: Ha mai incontrato i due leader del Movimento?
R: No, ma so che senza di loro la politica sarebbe ancora ferma: tanto di cappello. Ho invece incontrato Di Battista a Cagliari. Non avevo mai visto un parlamentare parlare a una piazza gremita senza transenne, bodyguard e polizia. Dopo ha fatto una passeggiata sul lungomare, ha parlato con la gente e fatto foto con chi glielo chiedeva.
D: Patrizia Bedori ha abbandonato la corsa per Palazzo Marino. Anche in questo caso sembra ci sia una questione di immagine.
R: Non posso entrare nel merito, non sapendo bene come sono andate le cose, ma sicuramente alla base della decisione c’è stata un’eccessiva pressione mediatica.
D: Concludiamo con il referendum del 17 aprile riguardante le trivellazioni. La linea del Movimento 5 Stelle è chiara…
R: È una questione che ci sta molto a cuore. Il Movimento ha cinque punti cardine e uno di esso è la salvaguardia dell’ambiente: dobbiamo votare sì.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 04-04-2016 07:10 PM


Una risposta a “Un culturista non può fare il sindaco?”

  1. Sergio Cutrano scrive:

    Ti avevo votato senza quasi conoscerti, sono sconcertato dal mio intuito. Avevo visto proprio giusto.
    Complimenti, meriti tutta la nostra fiducia.

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