L'opinione

Non spogliatevi in nome delle donne

Emily Ratajkowsky si è unita a Kim Kardashian nel postare su Instagram una foto che le ritrae in topless, ma censurate, mentre mostrano il dito medio ai bacchettoni. Emancipazione o fame di like?

È nata una nuova coalizione tutta al femminile sui social. Emily Ratajkowski e Kim Kardashian hanno postato sui loro profili Instagram una foto in cui si mostrano come mamma le ha fatte, col seno scoperto ma censurato, mentre mostrano il dito medio a tutti i moralisti. «Siamo più dei nostri corpi, ma non per questo dobbiamo vergognarci della nostra sessualità.#emancipate»: questa la frase con cui la modella 24enne ha accompagnato l’immagine.

SEMBRA TUTTA UN’ESIBIZIONE
Secondo le due ragazze quindi, è questa l’emancipazione che le donne vogliono. La massima aspirazione della popolazione femminile sarebbe il diritto di denudarsi, anche se si è di più dei propri corpi. Ma la loro performance è essenzialmente ben altro: predica il nudo, mai stato negato (basti pensare a tutti gli uomini che hanno reclamato, con l’hashtag #escile, il seno della giovane modella sui social), spacciandolo per libertà d’espressione. In realtà, tutte queste foto sembrano piuttosto uno sfoggio di esibizionismo che mira ad accaparrarsi qualche like. Una campagna per l’emancipazione femminile ha bisogno di più di un paio di tette. E di certo non si nasconde dietro un dito medio.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , Data: 31-03-2016 04:33 PM


4 risposte a “Non spogliatevi in nome delle donne”

  1. semiramide scrive:

    Buongiorno,
    per quanto possa essere d’accordo sul fatto che le due ragazze in questione non siano delle cime, vorrei ribadire quanto secondo me il messaggio da veicolare sia forte. In un mondo in cui ci sono delle donne velate per “modestia” e c’è pure un giorno dedicato al velo, in cui dovremmo tutte mettercelo per dimostrare la nostra infinita inferiorità solo perché possiamo eccitare l’altro sesso(ma anche il nostro, chi lo vieta), loro hanno ribadito che la malizia è negli occhi di chi guarda e non nei nostri corpi. Grazie a chi si spoglia ancora.

  2. pasifae scrive:

    Buongiorno! Non credo che il giorno dedicato al velo abbia lo scopo di rendere le donne modeste o di attizzare i maschi (o donne che siano). Il velo copre la testa e non penso che i capelli siano la parte più eccitante del corpo. Per di più è solo la tradizione di una religione che, se non si condivide, si può tranquillamente tralasciare. Per quanto riguarda la foto in questione, credo che se le ragazze avessero davvero voluto mandare un messaggio come quello che dice (cosa di cui dubito), non avrebbero dovuto censurare la foto. A quel punto avrebbero avuto tutta la mia stima perché sarebbe stato un messaggio forte e realmente condiviso, non solo predicato quando fa comodo.

    • semiramide scrive:

      Buongiorno Pasifae(bel nome), in realtà lei dice di non credere perché non si è informata abbastanza magari. Il velo(come per le suore)serve appunto per “proteggere” la donna da sguardi indiscreti. Per la nostra società è inaccettabile che donne comuni si velino per evitare questi sguardi perché il mio corpo non è peccaminoso in sé ma la malizia è negli occhi di chi guarda, non in me ripeto. E’ proprio una differenza di principio. I capelli rappresentano proprio la sessualità femminile da secoli.

  3. pasifae scrive:

    Sono d’accordo, ma mi sembra che con questo argomento si sfori dalla polemica principale, che era sulle due ragazze ritratte in un’immagine che predica l’emancipazione femminile, con un gesto volgare (il dito medio), e che non rispecchia lo slogan che predicano, visto che il nudo è addirittura coperto. Un’azione non necessaria viste le numerose foto di nudo più o meno squallido che le hanno viste come protagoniste. Sono d’accordo con lei nel dire che la malizia è negli occhi di chi guarda, ma mi viene allora da pensare che in questo caso lo sia anche nelle due protagoniste della foto che si sono autocensurate.

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