Le sorelle della velocità

La storia di cinque donne di origine palestinese e religione islamica. Sono le Speed Sisters pronte a sfidare i preconcetti che vedono le donne musulmane sottomesse agli uomini.

donneDonna al volante… pilota di rally. Perché Maysoon, Mona, Marah, Noor e Betty sono sì esponenti del gentil sesso, ma anche esperte driver su strada. E poco importa che queste cinque donne appartengano a quella comunità araba che non vede di buon occhio il lavoro femminile, soprattutto se nella loro ottica è un impiego principalmente maschile. «All’inizio la gente ci guardava come se fossimo atterrate dallo spazio, adesso hanno cambiato idea e quando ci vedono gareggiare, fanno il tifo per noi», hanno spiegato a il Corriere della Sera.

CONTRO GLI STEREOTIPI
Nell’immaginario comune le donne arabe sono figure ‘deboli’ sottomesse agli uomini. Ma questo, fortunatamente, è solo uno stereotipo. È vero, molte donne subiscono questo ingiusto trattamento, ma altrettante godono di un’emancipazione che va ben oltre ogni preconcetto. E a raccontare uno spaccato di libertà ci ha pensato il documentario dal titolo Speed Sisters e firmato da Ambra Fares, canadese di origini libanesi. Il suo è un racconto di esistenze vissute ad alta velocità. Esistenze che combattono contro ogni discriminazione. Perché loro sono le sorelle della velocità, cinque ragazze palestinesi che, casco in testa, vogliono rappresentare il loro Paese nel mondo dei motori. Un mondo dominato solitamente dagli uomini.

LA LORO STORIA
Le cinque provengono tutte da famiglie musulmane che hanno accolto la notizia con perplessità. Ma quello sbigottimento iniziale ha poi lasciato il posto all’orgoglio che quei padri e quelle madri provavano per le loro bambine. «Quando ero piccola i miei genitori mi impedivano di fare attività dopo scuola, volevano che tornassi subito a casa. Quando ho detto loro che avrei voluto correre in macchina, mi hanno chiesto cosa pensassi di dimostrare», ha raccontato Maysoon. Una passione che non le ha fatto comunque dimenticare le sue origini. La ragazza è infatti ancora musulmana e frequenta liberamente la moschea.

IL DOCUMENTARIO
Quello girato da Ambra Fares, iniziato dopo gli attentati dell’11 settembre, è un lungometraggio che racconta tutto questo. O meglio che tenta di spiegare la condizione della donna nell’Islam. Una lenta rivoluzione che ha portato queste cinque ragazze a creare la prima squadra femminile di rally del Medio Oriente. Un documentario

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 30-03-2016 06:23 PM


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