Sano da legare

di Giulia Mengolini
Attore, regista, drammaturgo, scrittore, pittore, e tanto altro. Dalle polemiche per il Nobel all'amicizia con Beppe Grillo, ripercorriamo la vita dell'intellettuale che si è spento a 90 anni.

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Attore, regista, drammaturgo, scrittore, autore, pittore, illustratore, scenografo, attivista: quante vite, intrecciata una con l’altra, ha vissuto Dario Fo, simbolo della cultura italiana nel mondo. Nato a Sangiano (Varese) nel 1926, il 13 ottobre 2016 l’intellettuale anticonformista che a marzo aveva spento le sue 90 candeline, si è spento dopo due settimane di ricovero in ospedale a causa di forti dolori alla schiena.
Amato, ammirato, ma anche contestato per le sue posizioni di sinistra e anticlericali, Fo ha attraversato sul palcoscenico la storia del nostro Paese.

UN MUSEO A VERONA
«Dario Fo appartiene un po’ a tutti, è territorio del mondo», ha detto di lui il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini quando alla vigilia del suo 90esimo compleanno a Verona è stato inaugurato il Musalab Franca Rame-Dario Fo, spazio destinato a valorizzare l’archivio del premio Nobel per la letteratura e della moglie Franca Rame (scomparsa nel 2013). Un laboratorio-museo ospitato nella nuova sede dell’Archivio di Stato di Verona che contiene copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti da Fo e Rame, disegni, bozzetti, dipinti, manifesti, copie di contratti, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie, locandine e fotografie di scena. L’archivio era stato ideato e realizzato da Franca Rame che lo aveva progettato e reso disponibile online già dal 1995.

Italian playwright Dario Fo (L) and hisIL SEQUESTRO DELLA MOGLIE
Il 24 giugno 1954 l’intellettuale sposò a Milano l’attrice e collega Franca Rame, con la quale condivise amore e carriera fino al 2013, anno della sua morte. Il 9 marzo 1973 un episodio drammatico segnò la coppia: Rame venne sequestrata e violentata da alcuni neofascisti legati alla destra eversiva e ad ambienti militari, come ritorsione per l’attività politica svolta assieme al marito nei movimenti di sinistra. Rame è riuscita a raccontare la violenza subita in un monologo intitolato appunto Lo stupro, che inserì nello spettacolo Tutta casa, letto e chiesa. Per molto tempo, l’attrice raccontò di essersi ispirata ad un episodio di cronaca, non rivelando di essere stata lei stessa la vittima dello stupro.

PALCHI ALTERNATIVI
Fo non amava particolarmente il «teatro borghese», motivo che lo portò a recitare in luoghi alternativi come piazze, case del popolo, fabbriche: posti in cui i suoi spettatori erano diversi da quelli  tipici dei teatri: un pubblico composto soprattutto dalle classi subalterne, aveva meno opportunità di accesso agli spettacoli teatrali.

NIENTE INGLESE
Nel 1989 la sua satira trova spazio nello sceneggiato tivù I promessi sposi di Salvatore Nocita, dove Fo interpreta a suo modo il dottor Azzecca-garbugli. In questa trasposizione filmica dell’opera manzoniana gli attori, tra cui Alberto Sordi (nel ruolo di Don Abbondio) recitano tutti in inglese: l’unico a rifiutarsi è proprio Fo, che per questo conserverà il ruolo nell’edizione italiana, mentre verrà sostituito da John Karlsen in quella internazionale.

Italian playwrite and 1997 Nobel literatIL NOBEL TRA LE POLEMICHE
«Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi». Con questa motivazione il 9 ottobre 1997 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura. «Con me hanno voluto premiare la Gente di Teatro», commentò Fo.
Un riconoscimento che diede adito a non poche polemiche: la scelta di Fo da parte dell’Accademia Svedese, fra gli altri, prese in contropiede molti rappresentanti della cultura italiana che, da anni, patrocinavano la candidatura di Mario Luzi. Il poeta e scrittore veneziano commentò l’assegnazione del Nobel a Fo definendole «uno schiaffo alla cultura italiana».

HONORIS CAUSA
Nel 1999 Fo è stato insignito della laurea honoris causa dall’università inglese di Wolverhampton insieme a Franca Rame. Nel 2005 è stato insignito dello stesso riconoscimento dalla Sorbona di Parigi, mentre l’anno successivo la stessa onorificenza gli è stata assegnata dalla Sapienza di Roma. Prima di lui, solo altri due autori di teatro avevano ricevuto una laurea honoris causa dalla Sapienza: Luigi Pirandello e Eduardo de Filippo.

QUERELATO DA DELL’UTRI
Il secondo mandato di Silvio Berlusconi al governo ha spinto Fo a nuova produzione d’impegno civile e politico, che si è concretata nell’allestimento di opere satiriche sul Cavaliere da Ubu rois, Ubu bas a L’Anomalo Bicefalo: in quest’ultima commedia, incentrata sulle vicende giudiziarie, politiche, economiche di Berlusconi, Fo impersona il premier che, persa la memoria in seguito ad un incidente, riesce a riacquistarla confessando la verità sulle proprie vicende. Della commedia è stata temporaneamente impedita la diffusione televisiva a causa della querela presentata da Marcello Dell’Utri, che contestava la citazione di alcune sue vicende giudiziarie all’interno della sceneggiatura.

PENTASTELLATO
In occasione delle elezioni politiche italiane del 2013 Fo manifesta il proprio appoggio al Movimento 5 Stelle. Insieme a Beppe Grillo ha scritto il libro Il Grillo canta sempre al tramonto – Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle pubblicato da Chiarelettere. Il 19 febbraio per il comizio del leader dei pentastellati l’attore è salito sul palco a Piazza Duomo a Milano dove, davanti a migliaia di persone, ha paragonato il percorso politico dei 5 Stelle alla guerra di liberazione: «L’ultima guerra mondiale: ci fu una festa come questa e c’era tanta gente come siete voi, felici, pieni di gioia. Si sarebbe rovesciato tutto, e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi. Ribaltate tutto per favore. Non mollate per favore. Non mollate».

POTEVA ESSERE IL POST-NAPOLITANO
Il 26 febbraio dello stesso anno Grillo, in seguito al successo del M5s alle elezioni, propone il premio Nobel come possibile successore di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica. Ma Fo risponde alla chiamata del leader grillino tirandosi indietro: «Fare questo lavoro è duro e sarebbe disastroso per i miei interessi fondamentali cui tengo molto: tenere lezioni ai ragazzi, incontrarmi coi giovani, avere rapporti creativi, scrivere, tenere conferenze».

ANTICLERICALE
Nel novembre 2009, dopo la sentenza di Strasburgo che stabilì temporaneamente la rimozione dei crocefissi dalle aule scolastiche, Fo si schiera a favore della Corte Europea paragonando il Cristo in croce alla svastica e alla falce e martello, ovvero a simboli ideologici da rimuovere dalla società.

CON MIKA SULLE NOTE DI JANNACCI
Il 17 gennaio 2014 partecipa a Le invasioni barbariche su La 7, insieme a Mika, esibendosi tra l’altro in un duetto sulle note della celeberrima Ho visto un re, da lui scritta e portata al successo dal grande Enzo Jannacci.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 13-10-2016 05:37 PM


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