Anche all'asilo si studia scienza

Nelle scuole italiane aumentano le ore di lezione in cui i più piccoli hanno un primo approccio con chimica, biologia, fisica e anatomia. Partendo sempre da un'esperienza tangibile.

3-esperimenti-scientifici-da-fare-con-i-bambini_8560433c9028b2e087eea2d692cabd57I piccoli sceinziati di domani passano anche e soprattutto dall’asilo. Ecco perché le nuove lauree in Scienze della formazione primaria, introdotte nel 2010 e lunghe 5 anni, prevedono esami di matematica, fisica e chimica. Un programma mirato, atto a formare le nuove generazioni di maestre. Anche perché le Indicazioni nazionali per il curriculum della scuola dell’infanzia diffuse dal Miur (Ministero dell’istruzione, università e ricerca) nel 2012, incoraggiano l’insegnamento delle scienze fin dai tre anni d’età dei giovanissimi scolari. Da qui anche la decisione di diverse facoltà scientifiche, su tutte la Sapienza di Roma, di partecipare con lezioni mirate ai corsi di laurea delle future insegnanti. Una vera e proprio novità soprattutto perché, come ha confermato a la Repubblica il dirigente ministeriale del dipartimento per l’istruzione Luciano Chiappetta, «per questi corsi di laurea si faceva ricorso a docenti a contratto. Le ex facoltà di magistero non avevano i loro professori di scienze».

LEZIONE SPECIALE
Anche perché insegnanti di scienze non ci si improvvisa. Lo sa bene Paola Tacconi, maestra di Pavia che dopo aver seguito un corso del Miur al Museo delle scienze di Milano è diventata tutor per le colleghe delle scuole d’infanzia della sua città. Ed ecco che una noiosa lezione sulla digestione diventa per i giovani alunni un’esperienza unica, interattiva ed eccitante. «Solo per oggi, bambini, siete autorizzati a sputare. Mi raccomando, fatelo nel fazzoletto e non sui compagni», raccomanda Paola. Il tutto sotto lo sguardo attento e divertito di Elena Dusi, giornalista di la Repubblica. Proprio partendo da un gesto semplice si può fare scuola e apprendere come funziona il processo digestivo. In questo caso le spiegazioni vengono ridotte all’osso, prediligendo «costruire delle esperienze per poi rifletterci su».

COME NASCONO GLI SCIENZIATI
Un metodo sostenuto anche da Enrica Giordano, professoressa di didattica della Fisica alla Bicocca di Milano. «Noi siamo abituati a cercare le risposte nei libri. Loro non sanno leggere, possono solo guardare. Se gli diamo una bacinella d’acqua e oggetti vari, iniziano a fare delle prove. Ripetono un gesto con attenzione, cambiando ogni volta qualcosa», ha spiegato la docente. Anche perché l’esperiena ‘sul campo’ risulta sempre essere la migliore. «Di certo non ci mettiamo a spiegargli i dettagli. Per quello ci sarà tempo. Né è essenziale che usino le definizioni più appropriate, a quest’età», ha proseguito la Giordano. Il concetto è infatti molto semplice: più i giovani studenti vengono stimolati, più si favorisce il quoziente d’intelligenza. Un binomio che ormai sembra pronto ad entrare nelle scuole italiane.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , Data: 23-03-2016 12:11 PM


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