«Mi dicevano sopporta e prega»

Dopo 40 anni di maltrattamenti psicologici una donna di Codognè ha deciso di denunciare il marito. L'uomo è stato condannato a una pena di due anni e tre mesi, più una provvisionale di 10 mila euro per la parte offesa.

INAUGURATO LO SPORTELLO DI ASCOLTO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA  PRESSO LA FONDAZIONE IRCCS POLICLINICO MANGIAGALLIInsulti, umilizioni e minacce. Tutto questo per 40 lunghi anni. Una mortificazione continua, dell’anima e del corpo, taciuta per troppo tempo. Non tanto per il bene di quel marito che ogni giorno la maltrattava, quanto perché malamente consigliata da chi sosteneva di volerle bene. «Prendi il rosario e prega. Una moglie deve sopportare», le dicevano. Prima sua madre poi il prete di Codognè (Treviso) dove viveva. Poi, dopo anni di vessazioni, quando quelle minacce si sono fatte più insistenti la donna non ha più retto. Un «basta» covato troppo a lungo per essere ancora silenziato. Ed ecco che quel marito violento è finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed è stato condannato a una pena di due anni e tre mesi, più una provvisionale di 10 mila euro per la parte offesa.

LA STORIA
Lei, 69 anni, ha raccontato in aula al giudice quella vita matrimoniale diventata negli anni un vero e proprio incubo. Anche perché quell’uomo che aveva sposato non perdeva occasione per insultarla: «Sei una stupida. Non vali niente. Non sai fare niente». E dopo che le umiliazioni non bastavano più ad appagare l’animo dell’uomo c’erano le minacce: «Ti ammazzo e ti butto nel fosso». E ancora: «Una volta ha preso il fucile da caccia ed ha esploso un colpo sul soffitto della cucina». Una situazione diventata disperata che ha portato la 69enne a ribellarsi con conseguente condanna del marito.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , Data: 22-03-2016 12:41 PM


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