Ingannate e schiavizzate

Migliaia di donne del Bangladesh e del Nepal vengono trafficate in Siria e costrette a lavorare come serve o prostitute. Molte di loro non sanno neanche che nel Paese è in corso una guerra.

NEPAL-QUAKELe donne povere del Bangladesh e del Nepal vengono trafficate in Siria per lavorare come serve o prostitute e, fino al loro arrivo, molte di loro non hanno idea che nel Paese è in corso una guerra. «Non mi ero resa conto che c’era un conflitto», ha raccontato al Guardian una ragazza 25enne nepalese di nome Gyanu Reshmi Magar. È stato solo quando ha iniziato a sentire rumori forti in tutta la città (che suoi datori di lavoro giustificavano come le attività degli eserciti in formazione) che ha iniziato a fare ricerche, per poi scoprire tutto su Internet.

LA SCHIAVITÙ
Il sistema Kafala, fa sì che ogni aspirante migrante debba incontrare la domanda locale nella figura di un kafil, ossia di un datore di lavoro che sponsorizza la ‘transazione’ e che permette al migrante di entrare in un Paese con un visto regolare della durata di due anni. Ma il prezzo di questo ‘servizio’ è molto alto e le donne si trovano ad avere poca scelta sulle opzioni di impiego. Così vengono sfruttate, sottopagate, usate e costrette a restare per pagare i loro debiti. «La maggior parte dei lavoratori pagano tasse enormi per il reclutamento, al fine di ottenere posti di lavoro nel Golfo» ha affermato Priyanka Motaparthy, un ricercatore indipendente dei diritti umani.

INGANNATE E TORTURATE
Il comandante della polizia del Bangladesh Khadaker Golam Sarowar ha dichiarato a Reuters che nel 2015 la sua unità ha riscontrato 45 diversi casi di donne picchiate, torturate e violentate in Siria: «Pensano di essere portate in Giordania o in Libano per avere una vita migliore», ha affermato.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , , Data: 21-03-2016 06:58 PM


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