Mafie che uccidono (anche) le donne

Il 21 marzo Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime della criminalità organizzata. In pochi conoscono il nome di Emanuela Sansone: è suo il primo omicidio di stampo mafioso al femminile avvenuto nel 1896.

mafia1 (1)Ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: una scelta simbolica, perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovino anche la verità e la giustizia sociale.
Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa 900 nomi di vittime innocenti. Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Iparenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un’emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome non risuona nelle orecchie di nessuno. Per questo, ricordarli tutti, uno a uno, è un dovere civile.
Il 21 marzo 2016 sono state oltre 350 mila le persone nelle piazze italiane per ricordare le vittime innocenti delle mafie in tutta Italia, più di 30 mila solo a Messina per l’iniziativa nazionale. E 100 mila studenti. Sono i numeri forniti da Libera sulla manifestazione per la 21esima Giornata della Memoria e dell’Impegno. Scuole, fabbriche carceri, parrocchie: sono 2 mila i luoghi che hanno ospitato iniziative.

ANCHE LE DONNE SONO VITTIME
Molto spesso se si pensa a vittime di mafia, che siano Cosa Nostra, ‘ndrangheta o camorra, associamo i loro nomi a volti di uomini: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato. Ma sono tantissime anche le donne che hanno perso la vita per mano mafiosa. Come dimostra Sdisonorate – le mafie uccidono le donne, dossier realizzato nel 2012 dall’associazione daSud per sfatare un’assurda credenza: che i clan in virtù di un presunto codice d’onore uccidono solo gli uomini. La storia dimostra il contrario: le donne – innocenti o dissidenti o senza la forza di uscire dal giogo mafioso – uccise dalle mafie fino al 2012 sono state 150.

LA PRIMA FU EMANUELA NEL 1896
La prima donna uccisa dai clan era poco più che adolescente: aveva 17 anni. Emanuela Sansone, siciliana, figlia della bettoliera Giuseppa Di Sano, era nata a Palermo nel 1879. La ammazzano il 27 dicembre 1896: fu la prima donna nella storia vittima della mafia. Della sua, di storia, si sa poco, ma probabilmente si trattò di ritorsione: i mafiosi, come emerse dal rapporto del questore di Palermo Ermanno Sangiorgi, sospettavano che la madre di Emanuela li avesse denunciati per fabbricazione di banconote false. Dopo l’omicidio della figlia, la donna decise di collaborare con la giustizia: uno dei primi esempi di coraggio al femminile. Ai tempi dell’omicidio non si parlò subito di mafia: si diceva che la ragazza fosse stata uccisa a causa del rifiuto di un pretendente, o che le due donne fossero state vittime di un agguato in realtà destinato al capofamiglia. Dal sacrificio di Emanuela, troppo presto dimenticato, è nato il Rapporto Sangiorgi redatto tra il 1898 e il 1900: si tratta del  primo quadro completo sulla mafia siciliana nonché primo documento ufficiale che definisce la mafia come un’organizzazione criminale fondata su un giuramento, la cui attività principale è il racket della protezione.

emanuela sansone giornale di sicilia  29 dicembre 1896

L’articolo del Giornale di Sicilia del 29 dicembre 1896 che racconta l’omicidio.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 21-03-2016 07:25 PM


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