Dici donna, dici destra

Francesca Pascale accusa Giorgia Meloni di essere «Una fascista moderna». Ma in Europa sempre più partiti populisti e ultraconservatori affidano la leadership al gentil sesso. Le esponenti di spicco.

ITALY-POLITICS-BERLUSCONIChe la candidatura di Giorgia Meloni non andasse a genio a Silvio Berlusconi si sapeva. Oggi scopriamo che, tra le stanze di Arcore, c’è un’oppositrice ancora più agguerrita della bionda leader di Fratelli d’Italia: Francesca Pascale. Che sul suo profilo Instagram si è lasciata andare a un vero e proprio j’accuse nei confronti di Meloni: «Quindi siamo certi che se la Meloni diventasse sindaco di Roma, saranno multati i gay, i neri, gli immigrati. Per i cattivi sarà pronto all’uso un cucchiaio di olio di ricino. I bambini vestiranno obbligatoriamente di nero e con i pantaloni corti. Le donne ritorneranno a non aver più il diritto al voto. Ah no. Lei è una raffinata fascista moderna. Le donne possono votare, possono avere figli fuori dal matrimonio e presentarsi al Family day puntando il dito contro il prossimo e chi se ne frega se il buon Dio ci dice di amarli come noi stessi!».

giorgiameloniDI ROSA E DI NERO
Meloni è una donna di destra, si sa (en passant, date un’occhiata alle sue gaffe social). Ma è anche fascista? Rispondendo ad analoghe accuse lanciate da Silvio Berlusconi, ai microfoni di Radio 24 Meloni ha detto: «Mi pare che sia il caso di chi non sa cosa dire». Che di certo non può essere letta come rifiuto e condanna del fascismo. Resta un dato di fatto, però, cioé che i movimenti politici di destra, spesso identificati con un’idea di machismo e cameratismo tutto al maschile, sembrano aver virato su una leadership rosa, in cui Meloni e l’Italia sono solo le ultime arrivate. Di Marine Le Pen e sua nipote Marion sappiamo già, così come della tedesca Frauke Petry che ha messo paura ad Angela Merkel. Negli Stati Uniti, poveri loro, hanno invece Michele Bachmann e Sarah Palin, che nel 2008 ha rischiato di finire alla vicepresidenza e che nel 2016 invece, non può sostenere altri che Trump. E non finisce qui.

SWITZERLAND-POLITICS-GOVERNMENT-ELECTIONPER I CUCÙ SEMPRE A DESTRA
Spostiamoci in Svizzera, ad esempio, dove troviamo Magdalena Martullo-Blocher, figlia d’arte, per così dire, e che si è già aggiudicata il titolo di Le Pen svizzera (se sia un vanto o meno, lo lasciamo decidere a voi). Nella classifica Forbes delle persone più ricche del mondo è al 512esimo posto: merito dell’Ems-Chemie, il colosso chimico che produce polimeri. Nel 2015 il partito di cui papà è vicepresidente ha trionfato alle elezioni federali.

Tatjana FesterlingSECESSIONISTA TEUTONICA
Torniamo in Germania. Più a destra di Petry c’è Tatjana Festerling, leader in gonnella dell’ultranazionalista, anti-islamista e anti-immigrati Pegida. Sogna la secessione della Sassonia dal resto della Germania, e intanto descrive la Merkel come la donna più pericolosa d’Europa. La sua strategia funziona: è arrivata, incredibilmente, a conquistarsi il 10% delle preferenze nella corsa a sindaco di Dresda.

European Leaders Gather In Brussels For EU Crunch SummitDIRITTO, GIUSTIZIA E… POPULISMO
Chiudiamo con il primo ministro della Polonia. La 53enne Beata Szydlo è l’erede dell’ex premier Jaroslaw Kaczynski. Entrambi sono esponenti del partito Diritto e Giustizia. Due parole che sulla carta suonano bene, ma che di fatto si traducono, almeno in Polonia, nell’affermazione di idee populiste anti-europee e anti-immigrati.

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