Sorelle d'Italia

Combattenti, madri, seduttrici: le donne hanno avuto un ruolo di primo piano nella storia del Risorgimento, anche se sono state spesso ignorate. Noi ne ricordiamo sei, a partire da Anita Garibaldi.

carlo-stragliati-milano-cinque-giornateMazzini, Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele II. Se anni di studi vi hanno convinti che la storia del Risorgimento italiano sia tutta al maschile, preparatevi a cambiare idea. Perché nelle vicende che hanno portato alla proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, le donne hanno avuto un ruolo importante: sia nella diffusione degli ideali patriottici, sia gli scontri sui campi di battaglia, sia tra le insidiose pieghe della diplomazia. Abbiamo deciso di ricordarne sei.

Anita_GaribaldiANITA GARIBALDI
È forse il primo (e spesso anche l’unico) nome che viene in mente quando si pensa al connubio ‘donne e Risorgimento’. E pensare che non era nemmeno italiana, ma brasiliana, e che il suo vero nome era in realtà Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva. Ma è lei a incarnare più di tutte l’ideale della donna combattente, compagna di vita e di ideali dell’Eroe dei due mondi, disposta a seguirlo in mezzo a disordini e rivoluzioni, incinta e febbricitante, fino alla morte. Da Garibaldi ebbe 4 figli.

virginia oldoiniVIRGINIA OLDOINI
Non di sole battaglie vive la guerra, ma anche di diplomazia. E di spionaggio. O seduzione. Nel 1855 Cavour decise di inviare la propria cugina 18enne, contessa di Castiglione, alla corte di Napoleone III, con il compito di gettare le basi per un’alleanza tra Francia e Piemonte. Virginia, che era una delle donne più belle e fascinose del suo tempo, sedusse Napoleone diventandone l’amante ufficiale. E convincendolo ad appoggiare, almeno fino a un certo punto, la causa unitaria italiana.

cristina di belgioiosoCRISTINA DI BELGIOIOSO
Tra le donne del Risorgimento, fu forse tra le più instancabili e fondamentali. Viaggiatrice, femminista ante litteram, fondatrice di giornali rivoluzionari che venivano spediti di contrabbando dalla Francia all’Italia. Questo e molto altro fu Cristina Trivulzio di Belgiosio, capace di pagare le spese di viaggio a 200 napoletani perché potessero seguirla alla volta delle Cinque giornate di Milano, braccata dalla spietata polizia austriaca che la costrinse a ripiegare a Parigi per poi tornare e poter assistere, finalmente, al compimento dell’unità d’Italia. Mori nel 1871, nell’indifferenza generale.

masanelloANTONIA MASANELLO
Tra le mille camicie rosse guidate da Garibaldi, ce n’era una sotto cui batteva un cuore di donna. Sposatasi con Bortolo Marinello, con cui condivideva gli ideali risorgimentali, nel 1860 decise di unirsi alla spedizione dei mille. Per farlo, però, dovette camuffarsi da uomo. Pare che solo un paio di ufficiali fosse a conoscenza della verità sul suo sesso, per il resto Antonia si comportò con un soldato provetto, tanto che venne congedata con onore. Morì nel 1862, dimenticata e colpita dalla tisi.

colomba_antonettiCOLOMBA ANTONIETTI
La leggenda vuole che sia morta, appena 23enne, sul campo di battaglia sussurrando «Viva l’Italia». Fu una palla di cannone a troncare l’avventura risorgimentale di Colomba Antonietti, nota come l’eroina di Foligno (così la soprannominò Garibaldi). Di umili origini, sposò il conte Luigi Porzi, che aderì alla Repubblica Romana. Lei, per stargli vicino, si tagliò i capelli e, fingendosi un uomo, si arruolò tra i bersaglieri. Morì durante l’assedio della Porta di San Pancrazio a Roma, dopo essersi conquistata le lodi di Garibaldi in seguito alle battaglie di Velletri e Palestrina.

adelaide_cairoli_1ADELAIDE CAIROLI
Probabilmente non imbracciò mai un’arma da fuoco, ma non si può dire che i suo apporto sia stato meno importante delle donne impegnate sul campo di battaglia. Anche perché la guerra le portò via ben quattro dei suoi cinque figli, mentre il quinto divenne poi ministro. Intanto, lei finanziò senza sosta i giornali patriottici e offrì il suo salotto alle discussioni di intellettuali e combattenti.

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