«Non accompagnateli all'università»

Il rettore del Politecnico di Milano lancia l'allarme: «Lasciate liberi di scegliere i vostri figli». Ma studenti e genitori si dividono tra j'accuse e difese di una libertà ancora troppo strozzata.

Math_lecture_at_TKKChe Renato Brunetta avesse ragione quando definiva bamboccioni le nuove generazioni italiche? Beh, a giudicare da quanto è stato raccontato a Repubblica da Giovanni Azzone forse tutti i torti non li aveva. Il rettore del Politecnico di Milano ha infatti denunciato, durante gli open day universitari, una massiccia nonché invadente presenza di mamme e papà. Ma la colpa è davvero dei ragazzi? Certo che no, assicurano gli psicologi. Perché quei genitori onnipresenti proiettano il loro vissuto sui figli e influenzano le loro scelte. Questo soprattutto quando si parla di scuola e università.

IDEE OPPOSTE
Ed ecco che subito i genitori si dividono. «Sottoscrivo al 100% quanto detto dal rettore. Sembra che i genitori italiani siano convinti di avere figli incapaci e non in grado di badare a sé. Si dovrebbe invece spronarli sin da piccoli in giusta misura a diventare responsabili e adeguatamente autonomi», spiega a Repubblica una mamma. «Io sono andata e non vedo il problema. Penso al contrario che capire cosa offrono le università sia interessante e formativo per me oltre che per mia figlia. Lei farà esattamente quello che vorrà, fosse anche l’artigiana o la surfista», le fa eco un’altra. Ma c’è anche chi sostiene la bontà del proprio intervento nella scelta dell’università da parte dei figli: «Non sono d’accordo con il rettore seguire i propri figli sempre non vuol dire che siano e crescano da bamboccioni. Le mie figlie studiano a Milano, a mille chilometri da casa, senza problemi. Essere attenti e presenti nella loro vita invece è nostro dovere, la nostra presenza il nostro sostegno dà loro sicurezza. Cosa c’è di male vedere dove i propri figli vanno a studiare?».

COSA NE PENSANO LORO
Ma se i genitori si sono letteralmente divisi sulle parole del rettore, dubbiosi se dare maggiori libertà ai loro ‘pargoletti’, che cosa ne pensano gli studenti? Anche qui le risposte sono molteplici. Eppure in molti sembrano essere dalla parte di mamma e papà. Anzi, alcuni studenti appoggiano i genitori troppo presenti: «Le nostre tasse universitarie sono mediamente pari a 1.200 euro contro i 50 euro di Germania e i 600 del Belgio. In Italia solo il 7% degli studenti ha una borsa di studio, contro il 18% in Spagna e il 27% in Francia. In questa situazione è normale che i genitori vogliano essere presenti nella scelta del percorso universitario. Cosa che si traduce però in una riduzione delle possibilità di scelta e di indipendenza dello studente», ha detto Andrea Torti, studente della Bicocca e rappresentante di Link.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , Data: 17-03-2016 02:28 PM


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