Mamme? All'estero sono più brave

Quantomeno in Europa, stando ad alcune ricerche. Perché quelle italiane non solo sono troppo protettive e poco prolifiche, ma tendono anche a sacrificarsi troppo. Ecco come migliorarsi.

Gli italiani hanno un rapporto speciale con le proprie mamme. Forse troppo speciale, e se all’estero ci prendono in giro per essere un popolo di mammoni forse tutti i torti non li hanno. Ma non date la colpa ai figli: i bambini, alla fin fine, crescono così come vengono cresciuti, educati o viziati. E anche se in tutto il mondo, ogni tanto, tutti sentono il bisogno di una mamma ‘all’italiana’, le genitrici della Penisola possono migliorarsi prendendo ad esempio alcune abitudini delle altre madri europee. D di Repubblica ha stilato un elenco delle qualità che dovremmo invidiare loro. Ecco le più interessanti.

1FANNO PIÙ FIGLI
Tanto per cominciare, le mamme in Francia, Norvegia, Svezia e Finlandia fanno più figli della media europea, con 1,8 contro 1,58 dei dati Eurostat. Le italiane seguono con 1,4 figli. Se i fattori correlati negativamente alla maternità comprendono la ricchezza, l’educazione, la partecipazione materna al mondo del lavoro, l’urbanizzazione e l’incremento dell’età anagrafica della madre, Francia e Paesi Scandinavi si fanno notare per norme molto flessibili sulla famiglia: «In Francia, c’è molta più diversità: genitori single, matrimoni in età avanzata, famiglie ricostituite e oltre il 50% di nascite fuori dal matrimonio», elenca Laurent Toulemon, esperto di demografia presso il National Institute for Demographic Studies di Parigi.

2SONO MENO PROTETTIVE
Attente, ma non ossessive: nei confronti dei figli le mamme straniere tendono ad avere un atteggiamento più rilassato. E questo si traduce in più spazio e più libertà di movimento. Se capitali come Tokyo si fanno notare per l’assoluta sicurezza che permette ai bambini già dalle elementari di compiere autonomamente il percorso casa-scuola, le mamme al di là delle Alpi si fanno molti meno problemi a girare per la città con i figli che pedalano sulla propria bicicletta. Dalla loro, però, hanno una capacità di attenersi maggiormente alle regole: quindi, il seggiolino in auto e il casco mentre si va in bicicletta non sono mai optional. «Ma ai bambini viene insegnato anche il rispetto delle code e a tenere una linea quando si cammina, senza disturbare i passanti», spiega Gianna Taccone a D di Repubblica.

3PROMUOVONO L’INDIPENDENZA
Meno chiocce delle mamme italiane, le straniere si muovono con maggior sicurezza, quando si tratta di contribuire alla costruzione dell’indipendenza dei propri figli. Le cose cominciano presto, complice una cultura che favorisce la socializzazione al di fuori dalla famiglia. In base agli ultimi dai Oecd, infatti, la presenza dei bambini al di sotto dei tre anni di età negli asili nido supera la media dell’Europa a 27 in 18 Paesi, con la Danimarca in testa con una partecipazione di oltre il 60%. L’Italia è al 22° posto con il 24%, cinque punti sotto la media europea.

4SI PRENDONO TEMPO PER SÈ
In inglese, c’è un etichetta per definirlo: è il Me time, il tempo per sé. Se la maternità riduce radicalmente le ore di tempo libero in misura inversamente proporzionale all’età e al numero di figli, uno studio condotto in Australia per Procter&Gamble evidenzia che, in oltre il 50% dei casi, le madri attribuiscono alla condivisione nella cura dei figli e nella gestione domestica il merito di liberare del tempo. In pratica, più della tecnologia, dell’aiuto domestico e dei posti negli asili nido, la chiave è il rapporto fra i coniugi. Nei Paesi in cui queste variabili sono all’opera sinergicamente, dunque, le mamme hanno maggiori possibilità di ritagliarsi del tempo. La cattiva notizia arriva dall’ultimo rapporto Ocse (dati 2013) che fotografa le ore dedicate ai lavori domestici. Le italiane sono sul podio con 36 ore a settimana, contro le 14 dei loro compagni. In pratica, 22 ore di differenza, il divario più ampio dei Paesi industrializzati

the education of the child. mother scolds her child girl. family relationshipsNON ALZANO LA VOCE
Alle mamme italiane capita che, per farsi sentire, urlino. E poi si sentono colpa (se ci sono solo i figli) o in imbarazzo (se ci sono degli adulti). «Quando i genitori alzano la voce, è perché sono sopraffatti dalla rabbia o dalla frustrazione», conferma lo psichiatra americano Steven Dickstein che sposta l’accento dal fenomeno alle cause scatenanti. «Nella mia esperienza in Germania, noto che le mamme qui si preoccupano di molte meno cose rispetto a noi mamme italiane. Per esempio, la cena di solito è un pasto freddo, se i vestiti dei bambini non sono stirati non è un tragedia e nessuno è ossessionato dalla ‘maglietta della salute’. E’ forse per questa ragione che, alla fine, risultano più serene nella quotidianità», aggiunge Roberta P., 33 anni, un figlio, ricercatrice a Berlino.

6LAVORANO SENZA SENSI DI COLPA
Complice l’Harvard Business School, le mamme americane hanno tirato un sospiro di sollievo. Perché se è vero che i bambini beneficiano della presenza dei genitori, uno studio condotto in 25 Paesi su 50mila adulti ha dimostrato che i figli di madri che lavorano saranno avvantaggiati da adulti. Questo è particolarmente vero nel caso nel caso delle bambine che, una volta cresciute, guadagneranno in media il 23% in più delle coetanee figle di madri che stavano a casa. Quanto ai maschi, non sono state registrate differenze retributive, ma in media dedicano sette ore e quindici minuti in più alla cura dei figli rispetto a chi aveva una mamma casalinga.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 17-03-2016 11:55 AM


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