Una ne pensa, cento ne twitta

Giorgia Meloni ce l'ha fatta: grazie alla faccenda della gravidanza è finalmente al centro del dibattito politico. Dopo anni di gaffe su Facebook e Twitter. Ecco le cinque più clamorose.

Press Conference With Minster Meloni - 6th International Rome Film FestivalTutto si può dire di Giorgia Meloni, ma non che le manchi la tenacia. Dopo aver sostenuto in passato che la gravidanza fosse incompatibile con il ruolo di sindaco, negli ultimi giorni si è resa protagonista di un clamoroso ribaltone, usando come trampolino analoghe dichiarazioni di Bertolaso e Berlusconi («Meglio una mamma che un cretino», ci ha detto a tal proposito la vedova Almirante) e trasformando il presunto handicap in un punto di forza da rivendicare con orgoglio (l’appoggia anche Irene Pivetti, che ha pure allattato in Parlamento). Insomma, Giorgia Meloni è stata tutt’altro che impeccabile e forse ha navigato un po’ troppo a vista. Ma sferrando una botta qua e una botta là, è riuscita a farsi strada nel caos politico di cui è preda Roma e a trovare la chiave di volta su cui costruire la propria campagna elettorale. Pur rendendosi protagonista, nel frattempo, di numerose cadute di stile che hanno fatto sogghignare in molti. Noi ne abbiamo selezionate 5: se si tratti, di volta in volta, di gaffe o post completamente campati per aria ma politicamente (e populisticamente) furbissimi, lo lasciamo decidere a voi.

giorgia-meloni-aereoSPARARE ALTO
Cominciamo dalla sparata più recente, quella sul cosiddetto Air Chigi One, l’Airbus nuovo di zecca della Presidenza del Consiglio. In tanti notano che la bandiera italiana sulla fusoliera del velivolo appare rovesciata: rosso, bianco e verde invece che verde, bianco e rosso. Giorgia Meloni decide però di farne un caso nazionale per aizzare i suoi patriottici supporter: «Si poteva mettere almeno il tricolore nel verso giusto», twitta indignata. Salvo poi scoprire che si tratta in realtà di una convenzione aeronautica adottata in tutto il mondo. Lesta lesta Meloni cancella il tweet, ma ormai è tardi: il popolo del web ha screenshottato. A imperitura memoria.

meloni maroINDOVINA CHI C’È NEL PRESEPE
Natale 2015. Tra regali e cenoni, il pensiero degli italiani cade sempre lì: sui marò. «Ridateci i marò», gridano gli italiani, che presi dal più acceso patriottismo si dimenticano di come, in realtà, Massimiliano Latorre si trovi già sul sacro suolo italico. Poco importa. Giorgia Meloni si costerna, si indigna ed elabora un formidabile coup de théâtre: piazzare nel presepe di casa le statuine dei due marò. La risposta del web? Una grande, gigantesca, colossale risata. E un po’ di timore per le altre statuine del presepe: «Io per sicurezza allontano i pescatori dal laghetto», dice qualcuno.

meloni gatto martinoMI HAN DATO ALLA MELONI E IO NON CI STO PIÙ
I cani non hanno portato bene a Berlusconi e Monti, sarà per questo che Giorgia Meloni, nell’ottobre 2015, decide di puntare su un gatto? Lo coccola, lo accarezza, chiede ai suoi seguaci di aiutarla nella scelta del nome. I suggerimenti si sprecano: Benito, Pound, Marò. Ma alla fine la spunta Martino. Che, però, tra le mani di Giorgia non sembra trovarsi poi così a suo agio. Anzi, diciamola tutta: sul suo volto è dipinta un’espressione di attonito terrore.

islam meloni nataleLUMINARIE ISLAMISTE
Anche stavolta siamo a Natale, ma l’anno è il 2014. Giorgia Meloni si fa una passeggiata per via del Corso, a Roma, quando l’occhio le cade su una serie di segni bianchi indecifrabili su campo verde. Vuoi vedere che quell’anti-italiano di Ignazio Marino ha voluto riempire la città di luminarie islamiste? Il post su Facebook è presto fatto. Commento a corredo dello scatto, un amareggiato «Roma: magica atmosfera natalizia a via del Corso…». Peccato che si tratti della bandiera dell’Arabia Saudita e sia solo una tra tante. A sinistra, infatti, si intravede la luminaria della bandiera argentina: che anche le pampas siano covo di integralisti islamici?

meloni photoshopIL TROPPO STROPPIA
La povera Bedori è stata massacrata per il suo aspetto fisico. Retrospettivamente, quindi, non c’è da stupirsi che Giorgia Meloni avesse sentito il bisogno di photoshoppare a manetta i suoi manifesti elettorali del 2014. Normalmente non dovrebbe essercene bisogno, ma purtroppo l’aspetto fisico conta. Solo che Meloni, pur non avendone bisogno, non vuole rischiare. Il grafico, evidentemente sotto pressione, si lascia scappare la mano. Il risultato è una Giorgia pallidissima e piallatissima. La voce del web è unanime: «Eh, ma che esagerata».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 16-03-2016 06:05 PM


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