«Ho sposato un trans»

La storia di Mary, donna statunitense di 35 anni che ha scoperto di essere convolata a nozze con un intersessuale. «Da allora la nostra vita è migliorata».

ThinkstockPhotos-78317720Vi ricordate di Michele Romeo, il professore intersessuale del liceo Einstein di Cervignano del Friuli? La vicenda dell’insegnante di matematica e fisica, originario di Taranto, sembra infatti essere tornata di grande attualità. Almeno negli Stati Uniti. Anche perché la storia di Michele si intreccia, quasi in modo indissolubile, con quella di Mary (nome di fantasia).

UN MARITO TRANS
Lei ha 35 anni. È sposata da dieci con un uomo che dopo qualche tempo si è rivelato transgender. O meglio, intersessuale. Un vero e proprio chock per la donna. Ma a sorpresa quel rapporto che pareva destinato a terminare si è rinvigorito, migliorando di giorno in giorno. «Avrei voluto fare sesso tre volte a settimana, invece capitava una volta ogni tanto», ha raccontato la donna. Soprattutto perché Mary era cresciuta «credendo che gli uomini volessero solo quello, ma il mio di uomo non ne aveva intenzione». Ecco i primi dubbi emergere nella mente della donna. Mary pensava di non essere abbastanza attraente o di essere incapace nell’arte della seduzione. «Ho cercato di eccitarlo e istigarlo con nuova lingerie e facendo sexting. Niente. Mi dovetti rivolgere ai sex toys per trovare soddisfazione».

LA CONFESSIONE
Ttutto questo è accaduto sino a quando l’uomo non le ha confessato il suo segreto. Era trans ma l’amava alla follia. Non c’era nulla di sbagliato in lei, solo che nel suo corpo vivevano due personalità: una femminile e una maschile. «All’inizio pensai che avremmo divorziato, ma nessuno dei due lo voleva davvero. Lui si dava del noi, semplicemente perché viveva una doppia vita. Non conoscevo nessuno nella mia situazione». Cosa fare? È questa la domanda che più volte si è fatta Mary. «L’ho tradito. Ma lui, anzi loro, mi rimasero accanto anche se davo il peggio di me. Amavo mio marito come essere umano, cominciai a fargli domande sulla sua condizione, sulla eventuale transizione. Anche io, sotto sotto, mi identificavo come bisessuale». Questo perché più la donna si informava più capiva che il mondo non era come quello che le avevano descritto a catechismo. Questo le ha permesso di cambiare, anche nei confronti del marito. «Il nostro approccio al sesso cambiò, scoprii la bellezza degli orgasmi ottenuti con il sesso orale».

NUOVA VITA
«Ogni tanto mi mancava la posizione del missionario ma rinunciavo volentieri perché lui, come tutti coloro che hanno una disforia, aveva problemi ad accettare il ruolo che i suoi genitali giocavano nella penetrazione». Questo venirsi incontro ha portato la coppia a costruire un rapporto molto più creativo di quanto avesse prima. «Non mi sento più una donna non desiderata, mi sento a mio agio nel mio corpo, come mai prima d’ora. Siamo più intimi e connessi, non c’è alcuna aspettativa da tradire o rispettare». Anche la comunicazione ha tratto benefici dopo la confessione dell’uomo, e i ruoli non sono più standardizzati. «I nostri ruoli sono diversi: lui non è necessariamente quello che butta la spazzatura e io non sono necessariamente quella che fa quadrare i conti in casa. Entrambi cuciniamo, spesso insieme. Capita che io butti la spazzatura e lui vada a fare la spesa».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , Data: 16-03-2016 04:35 PM


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