«Gli emoticon? Sono sessisti»

La giornalista Amy Butcher attacca sul New York Times le faccine sorridenti definendole maschiliste. Ma si tratta davvero di stereotipi? Ecco l'analisi sulla messaggistica istantanea che ha bisogno anche di ideogrammi che incarnano luoghi comuni.

ccxutyaix2vtgnw2p8cgCosa manca agli emoji? Semplice, una loro parte femminile. Almeno secondo Amy Butcher che sul New York Times ha rivendicato una sorta di femminismo degli emoticon. Una questione che forse era passata inosservata ai più, non di certo alla giornalista e scrittrice. In effetti, ripensando all’accusa mossa dalla Butcher, gli ideogrammi presenti sui nostri smartphone raffigurano il gentil sesso in maniera stereotipizzata. In che modo? Le donne nel mondo emoticon sono viste solo come sposine, mamme, ballerine e conigliette. Ben diversa accoglienza per gli uomini, disegnati come poliziotti, pompieri, detective. Insomma un vero e proprio sessismo cibernetico smascherato direttamente sulle colonne del New York Times. Ma è proprio così?

LA RISPOSTA DI HEGEL
Nella prima metà dell’Ottocento, Friedrich Hegel aveva sostenuto come gli ideogrammi fossero un modo di comunicare utile ma adatto a civiltà immobili dal punto di vista culturale. Questo perché un disegnino rappresentava uno stereotipo consolidato nel tempo e difficile da murare. Una situazione ben diverse in un’epoca estremamente frenetica e in continuo movimento come quella del XXI secolo. Un’era dove il progresso tecnologico sembra essere persino più veloce della capacità dell’uomo di incamerare nuove informazioni. Da qui l’inutilità, o meglio, l’inesattezza degli emoji tanto criticate da Amy Butcher. Le faccine presenti sugli smartphone infatti incarnano ormai un’ideologia retrograda e superata.

PERCHÈ LE EMOJI
Ma proprio in un mondo rapido, fatto anche di messaggistica istantanea, o meglio, usa e getta, anche gli emoji possono e devono essere rivalutate. Il motivo è semplice. Gli smartphone ormai hanno perso il loro utilizzo primario, quello di mettere in contatto le persone telefonicamente. Sui moderni cellulari infatti si preferisce scrivere, in modo anche estremamente rapido. Da qui degli ideogrammi, a volte anche stereotipizzati, per esprimere stati d’animo momentanei. Poi che si tratti di sessismo è ancora tutto da vedere.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , Data: 14-03-2016 04:51 PM


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