Ricomincia da Bumble

Insieme avevano fondato Tinder. Dopo la rottura lui molestava lei. Così Whitney Wolfe ha denunciato l'ex, lasciato la società e fondato una nuova app per incontri in cui comandano le donne.

Con il suo fidanzato e altri tre uomini ha fondato Tinder. Si sa però che mischiare affari e lavoro è sempre un rischio. E Whitney Wolfe l’ha sperimentato sulla sua pelle. Perchè una volta finita la sua storia con Justin Mateen è iniziato l’incubo. Lui la molestava, sia fisicamente che verbalmente. Tanto che lei ha dovuto abbandonare la compagnia. Però non ha gettato la spugna. Si è rimboccata le maniche e ha trascinato in tribunale sia l’ex che il presidente della società Sean Rad, accusando entrambi di molestie sessuali. Il caso, molto discusso e seguito negli Stati Uniti, si è poi concluso con un accordo extragiudiziario a favore di Whitney. Per lei un milione di dollari di risarcimento e il diritto di conservare alcune percentuali dell’azienda. E poi è arrivata la rinascita. Sempre grazie ad un’app (scopri qui come incontrare l’anima gemella sul web e smartphone). La 26enne ha infatti lanciato sul  mercato Bumble (leggi qui come funziona), applicazione per incontri molto simile a Tinder ma con una differenza sostanziale. Su Bumble infatti solo le donne possono fare il primo passo. D’altronde «L’idea che siano gli uomini sempre a dover fare il primo passo è antiquata», ha spiegato Whitney in una recente intervista a Inversion & Finanzas. «È assurdo che possiamo girare il mondo da sole, fondare le nostre società, ma se mandiamo noi un messaggio a un uomo facendo il primo passo sta male», ha aggiunto. E come lei la pensano in tanti: secondo i media infatti durante l’estate del 2015 gli utenti di Bumble sono arrivati a essere 800 mila. 

 

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 11-03-2016 05:02 PM


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