«Aspettiamo il nostro turno per morire»

Save the Children ha stilato un rapporto per documentare la condizione delle famiglie che vivono nel Paese siriano, dilaniato dalla guerra. «Stanno pagando il prezzo dell'inazione del mondo».

SYRIA-CONFLICTBambini che muoiono di fame e malattia, giovani costretti a sopravvivere mangiando cibo per animali e foglie, famiglie che bruciano materassi per trovare un po’ di calore, feriti lasciati morire per mancanza di medicamenti. In Siria non ci sono anestetici, né antidolorifici. Non ci sono vaccini. Ci sono le bombe, che cadono dal cielo in modo indiscriminato, uccidendo innocenti. Scene di vita quotidiana, secondo un rapporto stilato da Save the children, per più di un milione di persone, costrette a subire ogni male in un Paese dilaniato dalla guerra.

SONO MORTE PIÙ DI 400 MILA PERSONE
«I bambini stanno morendo per mancanza di cibo e medicine, spesso a pochi chilometri da magazzini colmi di aiuti. Stanno pagando il prezzo dell’inerzia del mondo», ha affermato Tanya Steele, amministratore delegato della carità. La relazione di Save the Children si basa su una serie di interviste somministrate a genitori, bambini, medici e operatori umanitari attivi sul terreno delle zone assediate, e illustra con chiarezza la brutalità con cui è stato condotto il conflitto in Siria, nel quale sono già morte più di 400 mila persone. Il rapporto documenta altre tragedie della vita sotto assedio, dall’aumento della violenza sessuale, al lavoro minorile, alla microcriminalità, la violenza e la chiusura delle scuole a causa degli attacchi aerei e della carenza di materiali.

«LA SIRIA È SOLA»
Nel 2015, la comunità internazionale ha dato assistenza alimentare a meno dell’1% delle persone coinvolte e soltanto il 3% di loro ha ricevuto cure.  «La paura ha preso il sopravvento. I bambini ora aspettano il loro turno per essere uccisi. Anche gli adulti vivono solo aspettando di morire», ha affermato Rihab, una donna che vive vicino Damasco. E ha aggiunto: «Qui non ci sono più bambini, solo piccoli adulti». Una tregua negoziata a febbraio dalle grandi potenze doveva portare un po’ di conforto alle zone assediate ma, in base a quanto dichiarato dagli attivisti, il governo di Assad ha più volte ritardato l’accesso, violando, probabilmente, l’accordo.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , Data: 10-03-2016 06:21 PM


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